Blenio Café
richiedenti l'asilo
marcello
inserito il: 17.1.2013 13:27
CdT 17 Gennaio 2013

...finalmente una buona notizia...

ASILANTI SUL LUCOMAGNO
Blenio seguirà da vicino la questione

Blenio avrà un suo rappresentante nel gruppo di lavoro per l'elaborazione del concetto di sicurezza riguardante la ge­stione dei richiedenti l'asilo sul passo del Lucomagno. Ciò permetterà al Municipio di seguire da vicino la questione. In primavera la Confederazione alloggerà degli asilanti nelle strutture militari situate a Medel, sul versante grigionese del passo.
Gianpietro
inserito il: 17.1.2013 1:06
Di oggi su "La Regione":
a pagina 5 riporta che per l'asilo si spendono 1.293 miliardi di franchi all'anno. Va bene!
Pagina 1 riporta come ultimo passaggio dell'editoriale che, e cito, "è giunto il momento di smettere ufficialmente di dire che siamo terra di accoglienza"
Che vergogna...
lo scriba montano
inserito il: 16.1.2013 1:33
Si può condividere oppure dissentire su tutte le riflessioni.
Comunque non si può nascondere e nemmeno nascondersi dietro al classico dito, che certi eventi ed avvenimenti hanno uno stretta correlazione con gli asilanti o richiedenti l'asilo (se così si preferisce – in sostanza non cambia niente).
Non mi sento assolutamente razzista; anzi il mondo l’ho girato in lungo ed in largo; ho conosciuto brava e cattiva gente dappertutto. Quello che ho sempre fatto è rispettare le mentalità e il modo di fare dei Paesi nei quali mi trovavo.
Però:
- La criminalità è in netto aumento e la maggior parte dei casi, in particolare furti e spaccio, è opera di stranieri ed in buona parte da asilanti (in particolare lo spaccio)
- Una parte di asilanti è composta da opportunisti e per la maggior parte giovani adulti maschi “pimpanti e prestanti”.
- Le persone che veramente avrebbero bisogno di fuggire dai loro Paesi in crisi ed in guerra, non possono scappare dai loro Paesi (vedi donne e bambini) ed è vero, che devono restare a casa loro a magari farsi ammazzare. Poi qui entrano in gioco altre dinamiche e interessi; potremmo chiederci chi sono i veri istigatori a creare le guerre (altro capitolo).
- Ciò non toglie che: parzialmente segregati o meno nei centri, mentalità, senso di oppressione o qualsivoglia altro motivo valido o non valido, sono comunque ospiti e come tali dovrebbero comportarsi.
- Visto la condizione dei più, (giovani e in buona salute) e qui sono da lodare le iniziative di qualche ente comunale che inizia a muoversi in questa direzione: sotto a lavorare al ritmo di tanti di noi. Poi qualcuno abbandona perché voglia lavorare poco.
- Tanti che criticano e tanti che sostengono che bisogna essere più umani; giustissimo dove è giustificato. E dove non è giustificato, avanti con le misure dissuasive! Non da ultimo; alcuni di questi sarebbero disposti a tenersi in casa certi elementi?
Già in tempo di guerra esistevano i campi degli internati; queste persone lavoravano, alcuni sono rimasti e quasi tutti hanno ringraziato. Tanti di questi attuali postulanti, oggi lo fanno o lo farebbero ancora?
Ciò non toglie che comunque nelle nostre caserme di montagna sono assolutamente fuori posto e non per la qualità dello stabile, ma perché in netto contrasto con le specifiche del luogo.
mara
inserito il: 15.1.2013 15:45
...forse che la decisa e sonora presa di posizione del Governo ticinese, che asseconda le motivazioni dei comuni di Airolo e Bedretto, faccia riflettere anche le autorità di Medel? Si dimentica che il bunker sul Lucomagno è a due passi dal confine con Blenio?

Oso sperare che Berna torni sui suoi passi. Posso condividere almeno in parte le argomentazioni di Gina, ma dobbiamo comunque ammettere - perché è la realtà - che la tipologia del richiedente l'asilo (o asilante) è notevolmente cambiata nel corso degli anni, per tutta una serie di motivi. Basta sentire e parlare coi responsabili del Centro di Chiasso.
Gina
inserito il: 6.9.2012 19:36
Ho creato una nuova categoria per rispondere a Marcello. Per me il termine “asilanti” ha una chiara connotazione spregevole e non mi riesce più scrivere sotto quel titolo.
.... quello che mi rattrista profondamente in questa storia è il fatto che i richiedenti l'asilo in questo paese vengono trattati come se fossero rifiuti. Nessuno li vuole, e si ha paura che possano intaccare la bellezza del paesaggio, danneggiare l'aspetto turistico. Ma vi rendete conto che queste persone vengono qui da situazioni di miseria e di guerra, dove si tortura, si spara (anche sui bambini, come in Siria probabilmente in questo medesimo momento), si patisce fame e non c’è nessuna prospettiva? È il nostro dovere accogliere queste persone, dare loro ascolto e la possibilità di fare richiesta d’asilo. Già da troppo tempo non si fa altro che effettivamente NON occuparsi di queste problematiche come invece si dovrebbe. Si, ci sono atti di piccola criminalità, anche di quella più grossa a volte, commessi da richiedenti l’asilo. Ma al posto di fare di ogni erba un fascio (come voi fate, anche se dite il contrario) bisognerebbe forse anche analizzare la situazione e capire il perché di questi fenomeni. Ma ciò richiede un lavoro approfondito, ed è più facile dire e far credere alle persone che sono criminali perché stranieri. Vorrei, a questo punto citare (a memoria) il criminologo Martin Killias che ha fatto uno studio sui giovani rifugiati dai paesi balcanici negli anni 90: anche loro commettevano più atti criminali che la media dei giovani svizzeri – ma non quelli rimasti nei loro paesi. I ragazzi balcanici nei loro paesi in media commettevano meno atti criminali che quelli svizzeri. Non è un problema di DNA, quindi, ma c’è evidentemente un problema di mancata integrazione e di assenza di prospettive.
Per me la via da seguire è quella di prenderci a carico più seriamente il compito che abbiamo, e cioè quello di accogliere queste persone, di dare loro la possibilità di fare richiesta l’asilo, e mentre aspettano l’esito della loro causa, devono poter occupare il tempo in modo dignitoso: o facendo lavori utili alla comunità, o facendo dei corsi per imparare delle cose per il loro futuro. Lasciandoli in un bunker (o altra sistemazione) senza occupazione, senza contatti esterni, portando loro addirittura anche i pasti già pronti, non penso sia un buon metodo per evitare problemi. Ma tutto ciò richiede impegno, anche da parte nostra.
richiedenti l'asilo

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