Blenio Café
LODERIO C'E', NO ALLA DISCARICA
mara
inserito il: 13.2.2017 18:00
www.laregione.ch/articolo/materiale-di-scavo-del-r...

Riprendo e pubblico qui con piacere! :-)
mara
inserito il: 4.2.2017 11:19
Ben fatto! :-)
Gina La Mantia
inserito il: 3.2.2017 16:23
Bellinzona, 3 febbraio 2017


INTERPELLANZA

BUZZA DI BIASCA: TERRA DI NESSUNO?
Ecologia e agricoltura sacrificati da interessi superiori.

Avvalendomi delle facoltà di cui alla legge, chiedo spiegazioni al Consiglio di Stato sulla Buzza di Biasca e sulle discariche che si intende creare in questo comparto, attuale sito di produzione di inerti della Otto Scerri, già sacrificato negli anni passati con il deposito del materiale di scavo AlpTransit. Da quanto si è potuto apprendere dai media, risulta che l’Ufficio federale delle strade – col benestare dei servizi cantonali – vorrebbe ora ammassare in queste zone altri 700-800mila metri cubi di materiale di scavo per la seconda canna autostradale del San Gottardo, accettata in votazione popolare meno di un anno fa.

Una seconda discarica federale, dunque, sul confine tra Biasca e Serravalle – che, ricordo, essere all’imbocco di una regione turistica come lo è la Valle di Blenio – ma anche una terza discarica, cantonale, per certi versi ben più preoccupante. Mi riferisco qui alla scheda V7 di Piano direttore, che indica la creazione di una deponia per ben 1,3 milioni di metri cubi di scarti alla Buzza, quantitativi esorbitanti prodotti da tutto il Cantone (che la dicono lunga sugli obiettivi di riciclaggio del materiale edile che il Consiglio di Stato non riesce a far rispettare), che si vorrebbero trasportare via camion, intasando l’unico collegamento con la valle, accesso obbligato per il Passo del Lucomagno e le destinazioni locali più a nord, di gran valore naturalistico.

Non va inoltre dimenticato che la Buzza stessa è a due passi da una Bolla sotto protezione federale dove – come noto – nidificano varie specie di uccelli minacciati. Una zona in cui le autorità federali hanno già inciso pesantemente, si pensi anche alla discarica di materiale contaminato, con alte concentrazioni di nitriti e tracce di combustibili, in territorio di Serravalle-Malvaglia, prevista inizialmente – previo accordo delle autorità cantonali – a condizione che fosse provvisoria (3-5 anni si diceva) ma che, da tempo ormai, ha assunto il triste status di ‘provvisorio stabile’.

Al di là delle valutazioni ambientali e naturalistiche, mal si comprende la creazione di nuove discariche alla Buzza in ragione della sua importanza per le varie aziende agricole del posto (almeno quattro) che si affacciano su prati – ben pochi, invero – ancora disponibili. La Buzza, bonificata un tempo dal Patriziato di Biasca e destinata a pascolo comune a livello cantonale, continua infatti a fornire importanti spazi verdi liberi, richiesti dai locali agricoltori, per un centinaio di mucche, bovini nutrici, prima e dopo il periodo dell'Alpe; e per 200 capre soprattutto in primavera.

Sulla base di queste considerazioni mi permetto di chiedere al Consiglio di Stato:

1. Il Governo approva la trasformazione della Buzza in discarica federale e cantonale? Tralasciando le consuete (e per certi versi scontate) valutazioni tecniche, il Consiglio di Stato condivide le valutazioni del Dipartimento del territorio oppure ritiene che la destinazione del comparto mal si presti al valore della zona dal profilo naturalistico e paesaggistico?

2. Il Consiglio di Stato è al corrente dell’opposizione della popolazione locale a nuove deponie? Come intende procedere per limitare, perlomeno, al minimo i disagi? E per quanti anni si prevede che la zona sia destinata a rimanere cantiere aperto?

3. Per quali ragioni non si è ritenuto opportuno valutare altre soluzioni, per la discarica cantonale e per quella federale, tenendo conto (per quest’ultima) dei pregevoli progetti di rinaturazione delle rive del Ceresio in territorio di Capolago e di sistemazione paesaggistica del fondovalle di Airolo, soluzione in loco a beneficio di un fondovalle oggi seriamente compromesso dalla presenza dell’autostrada A2 e degli svincoli annessi?

4. Dopo che sulle imponenti montagne degli inerti AlpTransit alla Buzza (chiamate dalla popolazione locale anche “le piramidi”, poiché lasciate crescere in verticale) si è favorito lo sviluppo della vegetazione rendendole, di fatto, inutilizzabili dai locali allevatori – non si ritiene che con nuove discariche si inciderebbe pesantemente sul settore primario, anziché sostenere le aziende agricole attive che, con considerevoli sacrifici, contribuiscono al mantenimento del fondovalle, bonificando i prati e contenendo l’avanzamento del bosco, alla luce poi degli atout del pascolo in natura quanto a produzione di carne e di latte?

Con cordialità.
Gina La Mantia
Massimiliano Ay, Henrik Bang, Gianrico Corti, Michela Delcò Petralli, Daniela Pugno Ghirlanda.
mara
inserito il: 1.2.2017 16:48
... dimenticavo, sul tema segnalo l'interessante articolo di Fabio Dozio su AZIONE del 30 gennaio scorso, a pagina 5 dal titolo:

DALLA MONTAGNA AL LAGO

www.azione.ch -> epaper e cercare edizione ultima

relativo proprio al raddoppio del Gottardo e al deposito del materiale proveniente dal futuro scavo.

C'è una sola frase che come abitante di una valle, mi urta un poco (assai...), in relazione alla richiesta formulata da Airolo (che in fatto di colonne, disagi, sacrifici e inquinamento la sa lunga assai da anni...).
È vero che tecnicamente magari la loro proposta è uno... sproposito. Non sono in grado di valutare.
Ma ritengo che anche se siamo in pochi, gli abitanti delle Valli non sono cittadini di serie B e debbano godere dello stesso trattamento di chi abita nei centri.
mara
inserito il: 1.2.2017 16:09
DIFENDIAMO IL TERRITORIO E L'ENTRATA DELLA VALLE DI BLENIO!!!

FIRMIAMO la petizione contro l'eventuale discarica di altro materiale inerte proveniente dalla seconda canna sotto il Gottardo!!

www.vallediblenio.ch/vdbi_sportello.php

Se il nostro paesaggio, il nostro territorio, la nostra Valle erano (SONO!) meritevoli di essere protetti e difesi come lo erano (SONO!) nell'ambito del progetto Parc Adula, ora NON lo sono di meno solo perché la popolazione ha espresso la sua decisione, democraticamente, sul progetto di Parco.
IL TERRITORIO E' ESATTAMENTE LO STESSO DI PRIMA. Merita lo stesso rispetto. Merita di essere difeso.
La Legiuna, a mio avviso, ha già dato. E tanto! Ci sono valide alternative altrove. Difendiamo l'imbocco della Valle e la sua immagine d'entrata.

Buon pomeriggio
LODERIO C'E', NO ALLA DISCARICA

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