L'intervista con Ivan e Carla Baselgia
Allevatori/Agricoltori






UN PREMIO AD UNA SCELTA DI VITA

Onore svizzero per l’Azienda Baselgia di Loderio/Semione

Un formaggio bleniese, lo scorso mese di settembre (2012), ha saputo farsi grande onore in tutta la Svizzera ottenendo un ottimo terzo posto nella categoria formaggi freschi allo “Swiss cheese awards”, un evento nazionale che per la prima volta si è tenuto a Bellinzona.
E a proposito di “gusto”, il prodotto bleniese ha addirittura superato di qualche punto il primo della sua categoria; altri parametri di valutazione della giuria (composta da 114 persone, provenienti da 10 Paesi diversi), hanno poi infine determinato il terzo rango assoluto per prodotto bleniese. Decisamente un bel risultato che premia una filosofia e un modo di lavoro che dura da oltre 20 anni.

Stiamo parlando del formaggino “büscion” di mucca (razza Hinterwälder, Pro Specie rara) prodotto dall’Azienda agricola BIO di Ivan e Carla Baselgia, di Semione-Loderio. Se si pensa che al grande concorso nazionale dei formaggi erano iscritti 714 produttori da tutta la Svizzera (di cui 56 ticinesi), suddivisi in 27 categorie, il risultato ottenuto dall’Azienda bleniese, nota in particolare per le sue capre e i loro prelibati prodotti, è ancora più pregevole!
Siamo stati molto sorpresi anche noi – ci racconta con comprensibile soddisfazione Carla – Non ci attendevano a tanto ma sinceramente questa distinzione premia il nostro lavoro portato avanti da anni, con cura e passione”. Una passione che Ivan (classe 1964) ha ereditato anni fa dalla nonna, che già a Loderio aveva una piccola stalla con cinque o sei capre. “Da bambino ero spesso con lei sui monti, sopra Semione. Il tempo trascorso con la nonna è stato molto prezioso per me” – racconta Ivan parlando della sua infanzia. E traspare pure il suo grande attaccamento a quei luoghi (Loderio e in particolare il monte di Sosto, a 1'500 metri sopra Semione e sotto le pendici del Pizzo Matro). Un attaccamento che ha saputo trasmettere e condividere con la moglie Carla e i figli, che – quando possono - aiutano con piacere in azienda.

Lasciata la professione di e soprattutto la passione del calcio (è stato tra l’altro difensore per due anni nell’ACB Bellinzona, uno in serie B e uno nella gloriosa serie A, e ha giocato anche per il Locarno e altre squadre svizzere), lasciati cavi elettrici e pallone alle spalle – dicevamo - Ivan nei primi anni ’90 ha abbracciato a piene mani e con coraggio il lavoro di allevatore e agricoltore, formandosi, informandosi e trasformando piano piano la sua stalla in un’azienda “Bio Suisse” dove le sue attuali 50 capre in prevalenza di razza Toggenburgo vivono in stabulazione libera.
Accanto alla stalla principale, un moderno caseificio produce di volta in volta formaggi, formaggini freschi, ricotte e formaggelle. “Ora dobbiamo pensare a sostituire il nostro gregge di capre – ci confessano i coniugi – gregge che, con gli anni, ha preso delle abitudini poco conciliabili con una gestione sostenibile”. Ogni estate, infatti, le capre salgono sui monti di Büvei, a 1'500, da dove poi, attirate dall’erba sempre più buona e fresca, salgono alle pendici del Matro e sulle creste verso il Pizz d’Erra. Il gregge verrà quindi sostituito con delle capre di razza Saanen, “mentre le 5 mucche le abbiamo già prese proprio in vista di una diminuzione delle capre”. E sono proprio le mucche ad aver fornito il prodotto che ha ricevuto il premio svizzero!
Non nascondiamo che anche il ritorno del lupo (è stato avvistato sopra Semione l’estate scorsa, ndr.) ci fa riflettere – osserva Ivan – non siamo contrari di principio, ma è vero che per noi allevatori e i nostri animali può essere un reale e grosso problema. La predazione del lupo crea la perdita diretta degli animali e di conseguenza anche l’annullamento di anni di lavoro (selezione genetica, gerarchia nel gregge); tante problematiche che i non addetti ai lavori fanno fatica a capire”.
Attualmente tutte le capre sono a Loderio, dove passano l’inverno e dove possono entrare ed uscire liberamente dalla grande stalla. Il fieno per la loro alimentazione, in estate viene falciato e raccolto (in parte ancora a mano) sui prati dei monti a 1’500m. di altitudine. “Sui nostri monti - ci dice Carla - i contadini semionesi falciano dei terreni ripidi, poco produttivi e non facilmente raggiungibili dai mezzi agricoli. L’alpe di Büvei, infatti, come tutti i monti di cima di Semione , non è raggiunto da una strada carrozzabile”. Anni fa, la famiglia ha potuto realizzare una teleferica per il trasporto del materiale, che parte da quota 1000m. “E’ stato un bell’investimento, che ci aiuta moltissimo” – aggiunge Carla. La teleferica ha potuto essere realizzata grazie anche ai contributi dell’”Aiuto Svizzero ai Montanari” e al sostanzioso contributo di una generosa benefattrice svizzero tedesca.

UNO SGUARDO AL FUTURO

L’Azienda vende i suoi prodotti sia direttamente sul posto (vendita diretta di formaggi, formaggella, capretti, ecc), sia rifornendo negozi della regione che apprezzano e riconoscono la filosofia di base dell’azienda. Una filosofia che guarda anche al futuro e ai nuovi mezzi di comunicazione: l’azienda ha infatti creato una sua pagina in Internet dove si possono ordinare anche i suoi prodotti: www.aziendabaselgia.vallediblenio.ch . E… C’è anche un progetto accarezzato da un po’ di tempo dai coniugi Baselgia: realizzare nel vecchio edificio accanto all’azienda (la casa dove stava la nonna) una cantina per la conservazione dei prodotti (anche salumeria) e, nei locali sopra, creare una specie di grottino per degustazioni o incontri e cene tematiche. Con la medesima determinazione con la quale hanno portato avanti l’azienda finora, sicuramente il sogno diventerà una piacevole realtà. L’Azienda Baselgia partecipa inoltre all’iniziativa “Scuola in fattoria”, convinta dell’utilità di avvicinare i giovani e giovanissimi all’agricoltura, alla natura e agli animali. Chissà che, come è stato il caso del piccolo Ivan tanti anni fa, non si accenda un’altra “piccola-grande” scintilla… Una scintilla che diventa poi presa di coscienza dell’importanza dell’agricoltura, che sta alla base di tutto quanto facciamo. E soprattutto mangiamo.

Fonte: da un'intervista, qui in versione un poco ridotta, apparsa sul mensile Tre Valli, numero di dicembre 2012, pp. 14-15, Mara Zanetti Maestrani




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