L'intervista con Christian Bernasconi
Direttore Centro Pro Natura Acquacalda




«Appena esco dalla galleria di Pian Segno e vedo la bellezza del Lucomagno mi sento bene, come a casa mia, in sintonia con l’ambiente circostante. Amo questo posto»: a dirlo è Christian Bernasconi, 38 anni (li compirà il 27 dicembre 2015) e da cinque direttore del Centro Pro Natura di Acquacalda.

La struttura, dopo le necessarie ristrutturazioni, riprende lo spirito pionieristico del Centro Uomo-Natura ideato e concretizzato dall'ingegner Luigi Ferrari nel 1985.
E anche Christian, proprio come Luigi, è un sottocenerino. Nato a Vezia e cresciuto a Cadempino, già da bambino conosceva la Valle di Blenio, in particolare l’alta valle. «Ci venivo spesso con mio padre a cercare funghi, in vacanza con la mia famiglia o con i miei zii, che avevano una casa a Marzano, frazione di Olivone. Più tardi da ragazzo sono stato due settimane con il sacco in spalla nella regione della Greina».
In queste occasioni, Christian sviluppa il suo attaccamento per questi luoghi magnifici e il suo amore per la natura, la montagna, gli animali…
«Nel 1995 – racconta – partecipai con la classe del Liceo di Lugano 2 a una settimana di studio ad Acquacalda. Conoscevo già il Centro Uomo-Natura perché ogni volta che andavo sul Lucomagno non perdevo l’occasione di farci un salto. Ho così avuto occasione di conoscere meglio Luigi Ferrari».

QUELLA FORTE SENSAZIONE DENTRO...

Dopo quella settimana, Christian lascia Acquacalda con una forte sensazione: «Un giorno mi piacerebbe tornarci a lavorare!». Aveva 18 anni.
«È vero – ci dice con un sorriso – poter essere qui ora è un sogno che si è realizzato, o meglio un’idea che si è concretizzata! Adoro questo lavoro, mi piace stare con la gente e parlare con gli ospiti. Ho la fortuna di avere un ottimo team di collaboratori coi quali lavoro molto bene».
E Christian, persona semplice e modesta, non si tira indietro quando c’è da lavorare, fosse anche per aiutare in cucina ad asciugare i piatti.

Ma facciamo un passo indietro negli anni: malgrado l’interesse per la natura e le scienze, Christian frequenta il Liceo letterarioil latino mi tornerà molto utile per i nomi delle piante», ci confessa); si iscrive poi all’Università di Losanna dove studia biologia, diplomandosi nel 2010. Nel frattempo, durante i suoi rientri in Ticino, non manca di fare qualche visita al Centro di Acquacalda.
Tra il 2005 e il 2009 porta a termine il lavoro di dottorato sulle formiche dei boschi, ma già nel 2004 era stato interpellato assieme ad un gruppo di amici per rilanciare il centro di Acquacalda.
Una collaborazione che si rafforza nel 2007 quando la Fondazione Uomo-Natura gli chiede di elaborare un programma di attività.
Nel frattempo Luigi Ferrari manifesta l’intenzione di vendere la struttura.
Dopo una stagione di prova con la moglie Lorenza, Christian vede buone opportunità per mettere al servizio degli utenti le sue conoscenze. Nel 2001 riprende la proprietà assieme a Lorenza e a Giuseppe Gaggetta, mentre nel 2012 Pro Natura – la più grande associazione per la protezione della natura in Svizzera con oltre 120mila membri – riacquista la proprietà, dando altresì il via ad importanti lavori di ristrutturazione (la costruzione originaria, progettata dall’architetto Rino Tami, risaliva infatti agli anni cinquanta).

Ora vi lavorano una quindicina di persone (quasi tutte della regione) con vari gradi di occupazione. Il Centro organizza gite accompagnate, corsi e serate informative.
«Seguiamo con piacere la via iniziata e segnata con lungimiranza da Luigi Ferrari, al quale rivolgo anche ora i miei ringraziamenti aver dato il via a questa bella avventura 30 anni fa. Proprio come lui, vogliamo valorizzare questa splendida regione, evidenziarne la ricchezza naturalistica, ma anche i contenuti storici e culturali».

"HO FATTO DELLA MIA PASSIONE UNA PROFESSIONE"

E a Olivone, dove abita da 8 anni, come si sente? «Molto bene – ci risponde schietto – abitando qui si capisce meglio il punto di vista della popolazione locale e riesco con maggiore facilità a trasmettere i valori del Centro e di Pro Natura, scambiando idee e mettendo a confronto le opinioni. Mi piace ascoltare gli altri. Nessuno ha la verità assoluta e ci sono parecchie persone da cui c'è tanto da imparare. Sono stato fortunato – ammette Christian – ho fatto della mia passione una professione e mi trovo in un luogo che mi rigenera ogni giorno».
Durante i mesi estivi, nei quali si lavora spesso 16 ore al giorno, è però difficile ricaricarsi nella natura, ma appena può si rifugia anche solo qualche minuto nel bosco, tra i cembri. Da solo. E gli basta.

Guardando all’immediato futuro, per Christian è prioritario l'avvio di collaborazioni con gli altri attori turistici della regione, in particolare il Centro nordico di Campra. «Abbiamo le chances di poter proporre ottime offerte per un turismo di nicchia, che cerca il contatto con la natura e/o lo sport».

E ai suoi ex concittadini del Luganese quale messaggio lancia dai 1.750 metri di quota di Acquacalda? «Venite a trovarci, ma lasciate la frenesia della città alle vostre spalle. Venite quassù con la giusta attitudine, altrimenti non serve. Il messaggio che cerco di far passare a chi ci visita è un invito ad aumentare la propria sensibilità, ad aprirsi, ad assumere la consapevolezza dell’ambiente in cui viviamo. Che è unico e, qui sul Lucomagno, davvero speciale. E questa consapevolezza deve essere in noi non solo per le 2-3 ore della visita, ma per sempre. Allora sì che il messaggio sarà passato!"

Fonte: Rivista di Lugano, 2 ottobre 2015,Anno LXXVII, N.40, Mara Zanetti Maestrani, Vetrina, p.5




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