L'intervista con Tanya Gandolfi
Ceramista per passione




UNA FILOSOFIA DI VITA...

Le ceramiche di Tanya Gandolfi

Quando “impastare” la ceramica non è solo un gesto meccanico per produrre un oggetto, bensì un’azione mossa da un’ispirazione e da sensazioni profonde che animano le mani di un tocco sensibile e quasi affettuoso al contatto con la terra e l’acqua; allora si crea un vero “feeling” tra l’Uomo e la materia. Il prodotto sarà molto di più di un semplice oggetto. Sarà un’opera d’arte che racconta una sua propria storia e la storia di chi con amore l’ha creata.
In Tanya Gandolfi, giovane ceramista di 30 anni di Acquarossa, nelle sue mani e nel suo sguardo che luccica quando ci parla della ceramica, abbiamo intravisto questa attitudine, queste caratteristiche. “Sono affascinata da questa materia magica che mi trasmette serenità e rispetto”, ci racconta infatti con uno spontaneo sorriso.
L’incontro di Tanya con la ceramica è stato un po’ casuale o, piuttosto, dettato dal destino che in un periodo della sua vita un po’ difficile, le ha fatto incontrare questa antica terra particolare, l’argilla. “Stavo passando un periodo difficile ed ero presa nel vortice dello stress – ci confessa – Un’amica mi ha allora incitata a partecipare ad un corso di ceramica della nota artista biaschese Daniela Vanzetta. Sin da bambina sono sempre stata creativa e quindi accettare è stato facile”.
Quel corso, è stato l’inizio di un lungo cammino, una lunga ricerca ed un’amicizia che continuano con entusiasmo tuttora. “A Daniela devo molto – afferma Tanya - perché è stata capace di introdurmi con entusiasmo, cura e molta professionalità nell’affascinante mondo della ceramica. E’ una persona che stimo molto, non soltanto dal lato artistico”. Dopo i corsi organizzati dall’artista di Biasca, la giovane bleniese ha pure seguito con esito positivo alcuni corsi in Italia (in Toscana e in Piemonte), trovando conferma della sua profonda passione.

La scorsa fine d’estate ha tenuto, e con molto successo, la sua prima esposizione al Bar Simano di Acquarossa. “E’ stata per me un’esperienza molto positiva che mi ha permesso di rivedere con piacere molte persone che per una ragione o per l’altra da tempo avevo perso di vista – ci racconta, non senza emozione – La gioia più grande è stata senza dubbio quella di vedere lo stupore nei loro occhi mentre ammiravano le mie creazioni”.
Modellando la terra, con gioia e armonia, Tanya sa creare quadri suggestivi, gioielli originali, oggetti decorativi e di uso comune; il tutto esprime un’idea o un’emozione. “Con le mie creazioni – ci dice infatti - cerco di dare un alito di vita alle emozioni che vivo, e di raccontare la mia visione della natura partendo dagli elementi più primitivi: terra, acqua e fuoco”. La Natura: ecco, questo è un altro elemento a noi indissolubilmente legato nel quale, soprattutto nelle montagne e nei boschi, la giovane ceramista si sente particolarmente bene e dal quale lei trae ispirazione, forza ed energia creativa. Ma poi, chiediamo noi curiose, non ti spiace regalare o vendere le tue opere? “In effetti non sempre riesco a staccarmi dalle mie creazioni – ci confessa - Dipende: non tutte le sento particolarmente mie. Quelle con le quali ho instaurato un rapporto stretto, beh… mi riesce difficile lasciarle. Come la cornice di uno specchio che ho creato recentemente con la tecnica raku… Mi piace tantissimo. Mi è stato richiesto, ma io non ho voluto lasciarlo andare. Voglio “viverlo” ancora un po’… Ci sono poi dei pezzi – continua - che ancora oggi quando li guardo mi regalano forti emozioni. Alcuni di questi li ho regalati a delle persone speciali che mi sono state vicine in momenti particolari della mia vita. Mi piace pensare che queste creazioni speciali siano memoria e testimonianza nella vita di una persona a me cara. Però non tutto quello che creo mi piace… non sempre il risultato corrisponde a quello che avevo in mente!!!” Un anno fa, Tanya ha deciso di compiere un grande passo aprendo un Atelier ad Acquarossa. Grazie al grande aiuto di suo padre, dei suoi familiari e degli amici, ha creato insomma uno spazio tutto suo per dare sfogo alle sue idee. Ha battezzato l’atelier “SPT”. “Questa sigla – ci spiega – sta per Serendipity, un termine inglese che significa “far per caso una scoperta felice”, “l’imbattersi in quel che si sta cercando, ma in un luogo e in un modo del tutto inaspettato e mentre si cercava tutt’altra cosa..”. “Tutti possono beneficiare della serendipity – ci ha detto – Perché ciò accada è necessario però avere la mente libera, disponibile e aperta, in altre parole essere sempre in quello stato particolare di veglia attenta che ci permette ancora di godere delle sorprese della vita”. E questo è, insomma, il grande messaggio che Tanya vuole lanciare: il desiderio che altre persone scoprano e quindi vivano quello che ha vissuto lei, passando da una dimensione di vita fatta prevalentemente di “stress” e di materialismo, ad una che offra maggiori possibilità di vivere in serenità, a contatto con la natura, i suoi elementi e i suoi ritmi. Come non dire che, per lei, la ceramica si è trasformata in una vera e propria “filosofia di vita”? Tanya apre a tutti il suo atelier (079.305.12.66 o e-mail gatt77@bluewin.ch) con il profondo augurio che ogni visita permetta a chi la fa di cogliere uno spunto per incamminarsi verso un’altra, e più profonda dimensione di vita.

Fonte: intervista pubblicata sul mensile "Tre Valli", dicembre 2007, Anno 31, m.z, pagina 9.




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