Blenio Café
OSPEDALE DI ACQUAROSSA
Gaetan
inserito il: 8.5.2014 10:22
A proposito dell'ospedale: "ora speriamo nel buon senso dei politici"... La "battaglia" deve continuare.
Richi
inserito il: 7.5.2014 18:37
Bene! Buon risultato... anche in piazza, mica male... forse qualcuno in più, poteva esserci... :-(
Ora speriamo nella sensibilità dei politici...
Richi
inserito il: 30.4.2014 23:12
Stando a CdT di oggi, pagina di Bellinzona, sembra che le firme raccolte siano attorno alle 4000, magari qualcuna in più... attendiamo i dati precisi...
Richi
inserito il: 27.4.2014 17:02
Se non ci saremo, ci FARANNO!!!

Ci faranno comunque, almeno un po', ma è decisamente meglio esserci!
A pezzo a pezzo ci stanno togliendo tutto. Se non reagiamo, vuol dire che va bene così...

Forse è giunta la volta di farsi sentire per davvero, ALMENO a difesa del servizio pubblico, di una medicina di base per TUTTI anche per quelli che abitano nelle zone periferiche.

Reagiamo almeno sul PRINCIPIO!! Cerchiamo di lasciare alle nostre valli un po' d'autonomia d'azione.

Sennò lasciamo che si impongano leggi e Lobby (vedi casse malati), lasciamo che i centri urbani per compensare terreno costruito (secondo le stesse leggi restrittive che valgono nelle valli per allargare una finestra di un rustico?? boh... bello Pian Scairolo eh?) tolgano ai nostri comuni terreni edificabili e che come tali valgono; lasciamo che solo i centri abbiano le linee veloci per comunicare, che abbiano sportelli postali sempre aperti e negozi a due passi. Tanto a noi va bene, paghiamo quasi il 100% di imposte (o poco meno..), pagheremo anche per gli ospedali, per fare un progetto degno di nota ci vorranno più di 10 anni perché ci sono mille vicoli naturali che si sovrappongono e per spostarci in tempi utili dobbiamo per forza avere un'auto perché fra un po' per certe tratte vai a scommettere che ci toglieranno anche i mezzi pubblici. Eppure ci dicono e ne siamo convinti, che siamo ticinesi pure noi. Anzi magari più ticinesi dei ticinesi di Lugano... Ma bon...

Per compensare tutto ciò da un po'di tempi ci dicono che allora ci vuole il Parc Adula. Nella zona nucleo prevarranno i vincoli. Fuori ci dicono che non ci saranno più vincoli di quelli che ci sono ora. Ma come facciamo a svilupparci se ci tolgono già ora (e da anni) il substrato fertile di servizi sul quale poter vivere in modo più o meno autonomo?
Più sensato e intelligente allora sarebbe che lo Stato non consideri le zone periferiche di montagna solo dei "polmoni verdi" da trattare bene solo quanto basta a mantenerli "respiranti" ma permetta loro di agire sul loro territorio, smussando all'occasione e ad hoc leggi, norme e vincoli (edificatori, pianificatori, naturalistici) che davvero consentano un reale sviluppo (pur sostenibile), in tempi umanamente accettabili...
Solo chi vive in una valle periferica capisce e vede queste cose... Vero? Allora facciamoci sentire...!!!
mara
inserito il: 26.4.2014 9:57
CI SAREMO????

Invito dell'Associazione Comuni di Blenio, ASCOBLE:

IN PIAZZA PER IL NOSTRO OSPEDALE!

L’Associazione dei Comuni bleniesi (ASCOBLE)
invita tutta la Popolazione e le Autorità

MARTEDI 6 MAGGIO ALLE 13.30

presso l’entrata di Palazzo delle Orsoline
in Piazza Governo a Bellinzona

alla consegna in Gran Consiglio delle firme raccolte per la petizione “L’Ospedale bleniese di Acquarossa deve continuare a vivere”.
I firmatari esprimono il proprio dissenso verso la nuova pianificazione ospedaliera cantonale, ed in particolare verso la prospettata decisione di declassare l’ospedale di Acquarossa in Istituto di cura.

A tale scopo è stata organizzata una trasferta con le Autolinee Bleniesi:
partenza ore 12:30 dalla Piazza antistante la Casa Comunale di Acquarossa a Dongio; il rientro a Dongio è previsto alle ore 15:30.
Per la riservazione dei trasporto vogliate contattare entro il 30 aprile la Cancelleria Comunale di Acquarossa al numero di telefono 091 871 11 81. Tutti coloro ai quali stanno a cuore le sorti dell’Ospedale di Acquarossa o che non condividono l’indirizzo della nuova pianificazione ospedaliera
potranno far sentire la propria voce alle Autorità cantonali.

Vista l’importanza del nostro ospedale, è auspicata una massiccia partecipazione!
mara
inserito il: 25.4.2014 9:56
"Ospedali e Comuni: un amaro pillolone"

opinione, p.3, CdT di oggi a firma di Lorenzo Quadri.

Vale una lettura...
mara
inserito il: 24.4.2014 21:34
Restano ancora pochi giorni per firmare la petizione per la salvaguardia dei servizi dell'Ospedale di Valle. Sicuri che abbiamo tutti firmato?
E' un segnale, quello delle firme, che deve giungere forte e numeroso dalla valle, dalle persone che credono fermamente nell'importanza di mantenere un servizio pubblico di qualità ed efficace sul loro territorio periferico.
Perché le periferie per poter vivere devono pur avere un po' di autonomia, posti di lavoro, opportunità.

Se non giunge un segnale un po' forte, se in piazza il 6 saremo in pochi, vuol dire che per i bleniesi va bene così. Che ci tolgano i servizi. E ce ne toglieranno altri. Tanto non ci lamentiamo. Sì, nei bar ci si lamenta sempre.... :-( Quindi, almeno per non lamentarsi dopo, è comunque meglio fare un gesto ora. Per quel che varrà, ma ci si fa sentire.
Ricordo sempre con piacere che i poschiavini hanno salvato il loro Ospedale di valle!!!! Damoci una mossa. O se non ce la diamo, smettiamo di lamentarci.

In fondo, importante è poi anche essere coerenti. Con sé stessi e nelle cose.

Ci vediamo il 6 maggio...
Richi
inserito il: 15.4.2014 11:00
Martedì 6 maggio alle 13.30 andiamo allora tutti in Piazza Governo, davanti a Palazzo, per difendere il nostro ospedale!
fabio
inserito il: 5.4.2014 6:02
L'articolo del dott. Bonetti conferma i miei precedenti interventi e cioè: la conoscenza tecnica della situazione è il vero supporto di cui la politica non può fare a meno per il salvataggio dell'ospedale. Mi viene in mente un nuovo spazio di mercato esplorabile per il nostro ospedale: la cura post-acuta di para e tetraplegici. Le assicurazioni potrebbero avere un certo interesse a curare queste persone in una struttura con tariffe diverse da quelle per le degenze acute.
Buon WE. Fabio
mara
inserito il: 1.4.2014 18:01
Da "laRegioneTicino" di ieri, 31.03.2014, p.2
...ci risiamo... le Casse Malati!!!

Articolo/lettera del dottor Sandro Bonetti, di Dongio:

AVREMO MENO RISORSE PER TRATTARE GLI STESSI PAZIENTI

Un aspetto rilevante a proposito della pianificazione è che i cambiamenti proposti vengono motivati dalla necessità di garantire la qualità delle cure; in effetti la visione moderna della qualità, in un mondo che sembra sempre più necessitare di codifiche e regole per tutto, ha portato a cercare un modello che permettesse di definire quali requisiti siano necessari per poter fornire delle cure mediche. Il Cantone ha deciso di affidarsi a criteri definiti dal “modello di Zurigo”, inadeguati per la diversità del territorio e perché alcuni parametri centrali non sono sovrapponibili. Altri Cantoni hanno applicato questo modello, ma spesso le autorità politiche hanno concesso deroghe per adattarlo al territorio: ad esempio, gli ospedali in val Mustair e in val Bregaglia hanno reparti di Medicina Interna acuta nonostante non vi siano i criteri del ‘modello di Zurigo’, adottato dal Canton Grigioni. Basterebbe la volontà politica in tal senso.

Il paradosso maggiore è il seguente: gli ospedali di zona devono chiudere perché non rispondono ai criteri di qualità richiesti, e vengono trasformati in istituti di cura, dove, ci viene assicurato, sarà possibile trattare la stessa tipologia di pazienti di oggi. Ci chiediamo allora come sarà possibile trattare la stessa tipologia di pazienti attuali con meno risorse, se già con quelle attuali la qualità non è più garantita. Altro aspetto, il finanziamento. Da una somma predefinita pagata dalle casse malati agli ospedali sulla base della diagnosi indipendentemente dalla sua durata, si passerà al pagamento di una cifra (non ancora stabilita) per ogni giorno di permanenza nell’istituto di cura. Una parte rilevante sarà a carico di paziente e Comuni, una piccola parte del Cantone. Dal lato finanziario si riuscirà formalmente a ridurre i costi della medicina acuta, ma solo perché parte della fattura verrà pagata da pazienti e Comuni; alla fine gli unici che ci risparmiano saranno le casse malati.
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