Blenio Café
cosa fare per la valle?
Erika
am: 19.4.2013 23:48
L'"esercizio" che descrive Mara (salendo la Valle, guardarla con occhi da turista) io lo faccio spesso, e lo facevo sempre i primi tempi che vi abitavo. Sono qui da 8 anni, e ogni volta che oltrepasso la "Baracca" esclamo: ma come l'è bel Tor :-).
E apprezzo molto anche tutto il resto del "panorama" quando oltrepasso Torre e vado verso il Lucomagno o a Campo Blenio e Ghirone. Una magnificenza! La più bella Valle del Ticino (e la pensavo così anni prima di sapere che per puro caso sarei diventata un'abitante di questa valle).
Mara: geniale l'idea "grigionese" del chiosco in legno e dei pannelli descrittivi!
Gina: ti propongo - da consigliera comunale - di portarla avanti! Si può fare :-)
China
am: 17.4.2013 5:36
Leggere il tuo scritto, Mara, è stato come arrivare in valle e vedere, si perché mentre leggevo rivedevo le immagini da te descritte e che godo ogni volta che arrivo in valle. Aggiungo la Greina innevata, il profilo di Gorda, l'impervio Simano e poi e poi.... sarebbe un elenco infinito. Hai perfettamente ragione le nostre bellezze dovremmo valorizzarle. A chi danneggia i cartelli e non solo, vorrei dire "Andate, conoscete la gente delle grandi città e quando vi chiedono dove abitate provate a descrivere la valle". A me è capitato più volte di descrivere il mio paese, la valle la bellezza della passeggiate in montagna, ho visto come gli occhi della gente si illuminano e mi dicono. "Ma che fortunata che sei". Si sono fortunata, anche se ora non proprio in valle, sono però spesso li a sentire gli odori, i suoni e le sensazioni a me cari. Chissà, ...e se un giorno.....
Buona giornata a tutti.
mara
am: 16.4.2013 21:59
... concordo Gina...
Sono le "piccole grandi cose" che abitando in Valle (o per chi ci è nato) non si vedono più o sono talmente scontate da apparire insignificanti.

Un altro esempio, e la cosa si ripete da anni. Mo' ora la condivido con voi.

Immaginatevi, mentre salite in auto da Lottigna, immaginatevi fortemente di essere un turista lucernese o olandese o tedesco. Poco importa. Ma sforzatevi di mettervi nei suoi panni e osservate la vostra valle e la strada coi suoi occhi. Ora mentre vi concentrate in questo "esercizio" sarete già arrivati alla Baracca, con la vostra auto. Ok? Ci siete?

Oltrepassate, sulla circonvallazione, l'abitato di Torre, fate il leggero dosso prima del grande ponte e ora???? All'imbocco del Ponte, cosa vedete davanti a voi??? Mettetevi nei panni del turista!!! Vedete una cosa eccezionale, bellissima! Ma l'avete visto - ma per davvero e osservato ben bene - quanto è bello, quanto è magnifico il Sosto? Quanto è unico e particolare?

Da casa mia vedo la strada cantonale e il bivio verso Dangio (c'è una preselezione). Non vi posso dire, ma sono tantissime, le auto che si fermano (specie il fine settimana e nella bella stagione) sulla preselezione, scendono i turisti - anche ticinesi neh - scattano una foto al Sosto e al paesaggio magnifico. Alcuni attraversano cauti la strada e scattano la foto da lì. Altri salgono fino al parcheggio sotto casa. E scattano foto. Aquila poi è magnifica, sotto il Sosto.

Mi verrebbe la voglia di scendere e dar loro del thè freddo (Tisana Olivone?) o offrire loro un gelato. Chi non lo comprerebbe, se accompagnato da un sorriso e due parole?

Fossimo nei vicini Grigioni o anche in certe regioni italiane (Trentino-Alto Adige), accanto a quella preselezione ci sarebbe già un piccolo spazio con piccola sosta (il terreno ci sarebbe...), 2-3 tavolini in legno indigeno (IN LEGNOOOO!), recipienti per i rifiuti. Un pannello illustrativo coi nomi di montagne e villaggi.

In fondo basta poco. Ma ho anche la sensazione che, in Ticino, ci siano ormai troppe leggi, norme e regole da rispettare e il tutto si fa lungo, logorante e pesante... non vorrei dire come quel che sta capitando a.... L'Aquila, per la ricostruzione di cittadina e case terremotate, ma a volte ci manca poco...

Bisognerebbe che nelle regioni periferiche di montagna, certi piccoli accorgimenti turistici si possano fare con una specie di... "clausola d'urgenza" o delle "non scartoffie tira tempo..." Il tutto per non finire per mesi nelle pastoie burocratiche magari solo per posare un cartello con una freccia... (basta che poi, per quel cartello, noi bleniesi ne abbiamo pure rispetto, perché impallinarlo (anche quelli nuovi cribbio!!!) certamente è un pessimo biglietto da visita...) :-( che delude.... e fa pensare...

Ma bon, fine ai miei pensieri che ho condiviso con voi, grazie all'input di Gina. Mi sa che salirò a Dongio, con le dovute precauzioni....

Buon pomeriggio e, per chi legge, provate davvero a fare l'esercizio... :-) vi sorprenderà!
Gina
am: 16.4.2013 18:23
Ho letto su "Azione" di ieri, 15 aprile, un bel articolo sulle case dei pagani in Valle di Blenio “Leggende e misteri delle Case dei pagani”.

Sono 20 anni che abito in valle di Blenio, e sapevo dell'esistenza della Casa dei pagani di Dongio, ma non sapevo assolutamente che esistessero altre due case di questo tipo a Malvaglia e a Marolta. Leggo, con ulteriore sorpresa, che in queste case sono stati fatti, negli anni '70, ritrovamenti archeologici, di "recipienti, resti di pellame o di tessuto, vasellame di terracotta, chiodi e ferri di cavallo" e poi di ".... una serie di spilloni, di metallo colorato e monete..."

Ma dove si trovano quei ritrovamenti, ora? Si possono vedere? Non sarebbe il caso valorizzare di più quei tesori?

La casa di Dongio sarebbe accessibile, anche se non facilmente: occorrono, infatti, "ottime scarpe, buone gambe, molto equilibrio e niente vertigini", ma, nella casa, aspetta un "libro degli ospiti" dove può firmare chi ci è arrivato!

Sono sicura che queste Case dei pagani, con tutti i misteri, le leggende e i miti che le avvolgono, ma con anche le ricerche storiche e i ritrovamenti archeologici fatti, sarebbero, con un po' di accorgimenti e delle "operazioni di marketing" adeguate, una meta molto attrattiva per turisti.

Almeno io, quando sono all'estero, visito con gran piacere e interesse questo tipo di monumenti storici ...
Fiordaliso
am: 10.4.2013 6:05
Un "Swiss Sun Valley" è certamente un'idea accattivante ma attenzione: un label non è solo la realizzazione grafica di un logo ma soprattutto una piattaforma per la promozione di un'offerta.

Un logo di per se non serve a molto se non sostenuto da attività di marketing adeguatamente finanziate di anno in anno. Per cui le domande sono: i soldi chi c'è li mette? I privati? I contribuenti dei comuni della valle? Ticino o Blenio Turismo?

Da quanto comprendo il label "parco nazionale" arriva invece (sempre che lo si voglia) con un suo conspicuo finanziamento annuale. Se ci si presenta da Svizzera Turismo con un logo che non è sostenuto (si intende sostenuto con attività reali) non viene neanche considerato e sempre scartato a favore di destinazioni più forti (in Ticino queste sono Lugano e Locarno).

In un post precedente si indica come irrealizzabile un label per la promozione comune di servizi e prodotti delle valli di Blenio, Surselva, Rheinwald e Moesano (per intenderci quelli dall'altra parte della stessa montagna) dimenticando che "Swiss Made" - uno dei più efficaci label mondiali - felicemente mette assieme prodotti che parlano diverse lingue e provengono da tutti gli angoli della Confederazione elvetica.

Un vecchio principio che ci ha servito bene per diversi secoli: l'unione ci fa forti.

PS: FORZA 1a ACQUAROSSA
China
am: 10.4.2013 4:11
Ho provato, ma non mi fa più votare!!!!!!!
maru
am: 6.4.2013 15:24
Ogni giorno potete dare un voto alla 1a A !!!!
Grazie
maru
am: 5.4.2013 4:01
Ciao a tutti,
la classe 1a A delle scuole medie di Acquarossa partecipa al concorso si Swissmilk dove bisogna progettare e creare un cartellone pubblicitario che esprime la forza del latte.

Il 20 aprile la classe andrà a Losanna per la giornata del latte, dove si terrà la premiazione.

Per vincere hanno bisogno dei vostri voti, tutti possono votare:

www.swissmilk.ch/giornatadellatte

Votate quello di Acquarossa !!!

Grazie mille a tutti.
maru
am: 1.4.2013 16:57
Evviva il parc adula con l'orso, i lupi, le linci e ...
alfiero
am: 15.3.2013 23:56
Ma sull’idea di Maru (se per logo si intende la rappresentazione grafica del marchio) si può riflettere, intanto la si può accogliere come invito a fare un po’ di quell’ordine che noi montanari meritiamo: I prodotti e le specialità nostrani (edilizia artigianale compresa) non si migliorano grazie all’arrivo del parco (abbiamo formaggi saliti sui gradini più alti del podio e prodotti vitivinicoli che si sono guadagnati i loro riconoscimenti). Il parco invece si deve avvalere della rinomanza delle nostre specificità per dar corpo alla sua immagine, e deve rimanere molto generico in fatto di promozione dei prodotti locali, ovviamente non potendo essere un menü per tutte le specificità dei parchi nazionali svizzeri, visto che la pubblicità dei parchi, come mi ha risposto il direttore sul sito del parco, viene fatta globalmente. Il burro “Floralp”, credo, che non si lascerebbe chiamare burro “parco Adula”.
Un marchio, a mio giudizio, va generato, protetto, curato, sviluppato, divulgato ed assegnato ad una quantità di prodotti di una regione delimitata dell’omogeneità di usi, costumi, sistemi di produzione e di spaccio, in funzione dell’obbiettivo commerciale che si vuole raggiungere, e ciò non è quello che un parco così esteso e di indole ambientale può fare. La necessità di un marchio locale è un problema che si deve porre (o forse che si è già posto) il nuovo prospettato caseificio della Sun Valley, perché il marchio “Parco Adula” non può essere la specificazione di prodotti fra loro molto diversi come quelli del Ticino e dei Grigioni.
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