Blenio Café
cosa fare per la valle?
Richi
am: 11.9.2016 19:26
Una cosa, ahinoi, è assodata e ovunque vera: più il potere decisionale si allontana dal terreno, dalla popolazione, dalle autorità locali, più per la popolazione e le autorità locali si allungano i tempi. E si accorcia l'autonomia decisionale locale. E aumenta la burocrazia e i tempi di attesa.
Aumenta lo scollamento tra la realtà locale e la realtà di chi decide (l'annoso esempio dei rustici può "calzare", nel senso che Berna ancora non ha capito la specificità delle vallate del nostro Cantone e non ha capito l'essenza e la storia delle cascine).

Altri esempi che allontanano la popolazione delle montagne dalla partecipazione alle decisioni? Da una maggior incisività e potere d'azione "rapido"? -> la centralizzazione de La Posta, la Raiffeisen che se ne andrà, gli uffici cantonali, l'Ospedale,....

In effetti, dovremmo invece fare in modo che questa tendenza si inverta..., se vogliamo delle regioni alpine più vivaci e operative....
alfiero
am: 11.9.2016 16:55
domanda semplice, banale ma pratica: la festa dei camion a Campo Blenio avrà il nulla osta del parco?
alfiero
am: 11.9.2016 16:38
Molti la pensano come Marcello. Non tutti osano dirlo. ... paura? .... insicurezza? .... spero quella sorta di sicurezza nel senso: taccio ma voto no al parco, ritenendolo la replica della fregatura "abitazioni secondarie". Abbiamo capito! la carta del parco è "carta bianca" può essere modificata da chi? .. dal + forte si intende! . La zona periferica è destinata, in gran parte, a diventare nucleo (o almeno teatro delle stesse proibizioni) con la strategia "a fette di salame" ?

Spero che il 27. novembre 2016 le urne dicano NO così che il 28 novembre 2016 possiamo ricominciare a pensare a dar vita alla gestione delle nostre risorse, che non sono poche, e che ci permetterebbero di creare posti di lavoro concreti, (12 mesi all'anno, o meglio 11 mesi + uno di vacanza), di assimilarci al mondo creativo che ci circonda e di pensare alle strutture sociali che attirerebbero nuovi abitanti. Spendiamo, nel primo quarto di secolo del nuovo millennio, un centinaio di milioni per il parco, ma la valle, forse le tre valli nel pieno del discorso di crescita, non ha un bagno pubblico, sembra normale? .....
marcello
am: 11.9.2016 13:23
Cosa succederà in zona periferica, se il parco venisse approvato?

Andate a leggere la presa di posizione di Pro Natura, la risposta è molto chiara, e non ci saranno deroghe che tengono! La legge parla chiaro, e le associazioni ambientaliste faranno a gara ad inoltrare ricorsi su ricorsi, tutto quanto dovrà sottostare ai loro concetti....
Vilmos
am: 10.9.2016 11:20
Ciao Mara! ( :

Premetto di non aver visto Falò.
Per aiutare a capire cosa potrebbe portare il PA in questo settore, sarebbe interessante sentire l'opinione delle ditte bleniesi che si occupano (anche) di ristrutturazioni di rustici bleniesi.

Un'idea per il prossimo numero di Voce di Blenio? E chissà che qualcuno con le "mani in pasta" non dica la sua già su Blenio Cafè...

A presto! ( ;
mara
am: 8.9.2016 22:51
Falò di oggi, tema rustici.

Mi sento di fare i complimenti a Reto Crameri, 26 anni, grancosigliere, e al Parlamento retico! Vedremo di seguire questa - lunga suppongo... - vicenda.

Mi son piaciute anche le parole del sindaco di Acquarossa Odis De Leoni. Oggi - e chi vive vicino a piccoli e medi artigiani lo tocca con mano - oggi riattare e/o costruire diventa (per proprietario ma anche per gli artigiani) quasi un'impresa ardua... tante leggi, disposizioni, studi da fare (e da pagare), pagine e pagine di carta... A uno poi, spesso (e come confermato nel servizio di Falò) o scappa la pazienza (si scoraggia) o non ha i soldi per far fronte... a quel che chiedono le leggi.

Sinceramente faccio (ancora) molta fatica a capire... a vedere... a intravvedere come il Parc Adula possa, in un futuro, "allentare" o incentivare, o motivare o cambiare tutto questo in modo efficace (per chi in valle vive e lavora). Ovviamente sto parlando di Zona periferica. Ossia, tolta la zona nucleo, di tutto quel che resta dell'intera valle.
In modo CONCRETO, cosa potrebbe cambiare in maniera positiva? (sto parlando di un rustico bleniese che un bleniese vorrebbe riattare impiegando ditte bleniesi)...

Grazie per aiutarmi a capire! :-)
marcello
am: 21.8.2016 9:17
Bleniesi! rimanete scialli..... arriverà il parco e tutto si sistemerà....AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
mara
am: 20.8.2016 12:05
...apperò!!! :-))


URI

19/08/2016 - 11:05

ANDERMATT-SEDRUN AVRA' 3 NUOVI IMPIANTI

L'Ufficio federale dei trasporti ha autorizzato la costruzione di una cabinovia e due nuove seggiovie

ANDERMATT - Nel comprensorio sciistico di Andermatt-Sedrun - a cavallo dei cantoni di Uri e Grigioni e collegato al Resort Andermatt Swiss Alps dell'investitore egiziano Samih Sawiris - sorgeranno tre nuovi impianti di risalita. L'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha infatti autorizzato la costruzione di una nuova cabinovia e di due nuove seggiovie.

Lo ha comunicato la società Andermatt-Sedrun Sport, precisando che il collegamento tra le due aree sciistiche e il risanamento degli impianti esistenti sta procedendo secondo i tempi previsti. Otto delle dieci autorizzazioni richieste all'UFT sono già state accordate.
I tre impianti in questione sono la cabinovia (gondole da otto persone) "Andermatt-Nätschen-Gütsch", i cui lavori di costruzione inizieranno già quest'anno; la seggiovia da sei posti "Unter Stafel-Gütsch" (che dovrebbe essere pronta per la stagione 2016/17) e quella - sempre da sei persone - "Hinterbördli-Strahlgand" che sarà pronta l'anno prossimo.
I lavori nel comprensorio - una grande arena sciistica con 14 impianti di risalita di vario tipo - sono iniziati nel 2015 e procedono ad alto regime: in dicembre aprirà la seggiovia da sei persone che collegherà il passo dell'Oberalp a Calmut (GR): si tratta dell'unico progetto portato avanti in territorio grigionese.
mara
am: 17.8.2016 13:07
...Quale spunto di riflessione, copio e incollo il Comunicato stampa del Gruppo svizzero per le Regioni di Montagna (SAB) del 10 agosto scorso che mi sento di condividere in toto, e mi rifaccio a quanto ho scritto recentemente su questo forum.

Personalmente, penso che le nostre regioni di montagna siano già sufficientemente e ampiamente protette... Così come pure gli attori che ci vivono sono già sensibilizzati sul rispetto del territorio (con le eccezioni che sempre ci sono, in ogni dove, non solo da noi...). Non mi dilungo ;-)
Abbiamo bisogno di maggior facoltà d'azione, d'ossigeno per respirare e per poter "sormontare" rapidamente l'enorme mucchio di carte che sta soffocando le varie iniziative sul nascere...
Stiamo diventando un Cantone iper-burocraticizzato...
:-(

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LE REGIONI DI MONTAGNA SI OPPONGONO ALL'INIZIATIVA POPOLARE «Economia verde»

Nell’ambito delle votazioni del 25 settembre, il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) raccomanda di respingere l’iniziativa popolare «Economia verde». Questa iniziativa potrebbe ridurre la qualità di vita e le attività economiche delle regioni di montagna e degli spazi rurali. Al posto di voler imporre delle nuove restrizioni, sarebbe preferibile che questo concetto fosse messo in pratica su base volontaria.

L’iniziativa popolare «Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse» sarà sottoposta alle urne il prossimo 25 settembre. Questo testo imporrà numerose restrizioni alla popolazione, oltre che all’economia.
Le regioni di montagna e gli spazi rurali saranno molto colpiti.
L’agricoltura dovrà, ancora una volta, procedere a degli adattamenti. Così, il sistema dei pagamenti diretti dovrà ancora essere particolarmente orientato verso delle prestazioni ecologiche. Il ruolo degli agricoltori si limiterà sempre di più al mantenimento del paesaggio.
Questo contravviene agli obiettivi di un’agricoltura produttiva e all’approvvigionamento del Paese grazie alle risorse locali. Questa iniziativa condurrà anche a un rincaro dei trasporti. A causa delle offerte poco sviluppate nell’ambito dei trasporti pubblici, le regioni di montagna e gli spazi rurali sono particolarmente dipendenti dalla strada e dai veicoli privati.
Sarà anche penalizzato il turismo, particolarmente importante per questi luoghi. Attualmente, questo settore deve già affrontare la concorrenza dei Paesi vicini e dei mercati stranieri. In quest’ambito, la forza del franco svizzero pesa
enormemente su questo settore. Un’accettazione di questa iniziativa contribuirebbe certamente ad aumentare i costi dei trasporti, dell’alimentazione e delle offerte turistiche. Secondo molti, verosimilmente, una tale evoluzione avrebbe delle conseguenze fatali per diverse imprese turistiche.
Inoltre, le ditte esportatrici, come il settore orologiero presente nel Giura o le attività chimiche e metallurgiche insediate nell’arco alpino, saranno confrontate a un rincaro della loro produzione.

L’economia verde può anche essere attuata senza costrizioni

Il contro-progetto indiretto del Consiglio federale, che fortunatamente è stato respinto dal Parlamento federale, dà un’idea del peso amministrativo legato a questa proposta.
Rifiutando questa iniziativa, il SAB non si oppone tuttavia al concetto di un’economia verde. Questo concetto può anche essere messo in opera nell’ambito dei progetti delle catene regionali di valore aggiunto e della promozione dei potenziali locali.
Questo è per esempio accaduto con la Fondazione Alpina per le Scienze della Vita a Olivone (TI), i produttori di erbe aromatiche della Val Bregaglia (GR) o anche la fondazione PhytoArk in Vallese. Queste iniziative sono state realizzate senza che lo Stato introducesse delle regole o degli obblighi.

Per il SAB, questa è la via da seguire. Al contrario, l’iniziativa presentata va troppo lontano e ostacolerà l’economia, oltre che lo sviluppo delle regioni di montagna. Per questo motivo il SAB respinge chiaramente questo testo.

Informazioni complementari :
Thomas Egger, Direttore del SAB, Tel. 031 382 10 10
alfiero
am: 11.8.2016 15:41
Povera valle di Blenio!

D'accordo con le misure per proteggere le rive del Brenno, con le misure esistenti da tempo per il rispetto del Lucomagno, con la bandita di caccia federale, con molte delle regole ambientali che valgono in tutta la Svizzera, con le regole a scopi ambientali che valgono per l'agricoltura. ecc.

Oltre a questo, però, si va di esagerazione in esagerazione: il fermo là ai rustici, la legge sulle abitazioni secondarie, la mania centralizzatrice che vuole portare ogni forma di vita redditizia nello spazio di pochi palazzi e capannoni contigui, ora ci si mette anche l'iniziativa per l'economia verde che vorrebbe fare ancora di più in direzione del invito a desistere dall'abitare in montagna.

Questo vale per tutta la CH. Povera valle di Blenio, dicevo, se a tutto ciò vi aggiungiamo le lunghe pagine di regole del parco Adula fatte sembrare dolci, con la classica mano di vernice, ma che potrebbero scolorirsi e cambiare umore ........ il giorno dopo.

Lottare contro lo spopolamento, è ormai tardi, la strategia odierna, credo, sia quella di incentivare il ripopolamento, creando le strutture sociale necessarie senza le quali nessuno, nemmeno lo Stato per le sue competenze, investe, e, mentre la bassa valle può contare sul benefico contributo del motore di crescita Biasca-Alptransit, lo spopolamento continuerà nel resto della regione.

Dove ci porterà il parco?
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