Blenio Café
PARC ADULA
Moderatrici
am: 10.4.2014 9:06
Trasmettiamo qui i dati completi del sondaggio realizzato dall'Istituto federale WSL sul Parc Adula, accessibili al link sottostante:

In collaborazione con la Commissione scientifica del progetto Parc Adula, l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL ha effettuato un sondaggio presso la popolazione residente nei 20 comuni in Alta Mesolcina, Calanca, Valle di Blenio, Rheinwald e Surselva attualmente compresi nel perimetro del progetto.

I risultati:
www.wsl.ch/medien/news/parcadula_resultate/index_I...
Rasputin
am: 2.4.2014 15:06
Caro Team,

ecco le risposte in merito

Osservazione.
Per quanto riguarda gli interventi di Gaetan e Rasputin, non crediamo che il parco sia un contenitore vuoto.

Risposta.
Rasputin non vuole dire che il contenitore è vuoto, anzi: sarà pieno ma di divieti e limitazioni, in ossequio all’ordinanza. Ordinanza che è abbastanza recente e quindi difficilmente modificabile.
In più; la prima bozza di ordinanza, redatta secondo le indicazioni di Pro Natura e BUVAL era stata rimanda al mittente con l’ordine di correggerla ed addolcire alcune limitazioni ancora più restrittive delle attuali.
Quindi motivo in più per credere che non verrà ulteriormente corretta.
Come sarà da provare che le deroghe richieste saranno accettate e per quanto tempo.
Da certi ambienti ed istituzioni, fidarsi (poco) è bene, non fidarsi del tutto è ancor meglio.

Il contenitore è COMPLETAMENTE VUOTO di progetti e/o idee che veramente servono e garantiscono un ritorno economico almeno parzialmente atto a giustificare il sacrificio.
O a meno che nel futuro si prospetta il completo abbandono di tutte le attività sul territorio. A quel punto allora si potrebbe giustificare il parco (come ideologia e come marchio).
Come qualche parco nella vicina Francia dove interi villaggi sono stati abbandonati e decadenti, salvo qualche anziano reduce che non ha voluto partire (gli abitanti sono stati sovvenzionati per spostarsi – andare a vedere)

Oppure che l’obiettivo e l’intento diverge dalle aspettative del popolo.
Quindi parco come riserva indiana.

Osservazione.
Come ogni progetto di grande portata necessita di tempo per affermarsi e svilupparsi. Riferendoci alla sola Valle di Blenio, l'Associazione Parc Adula ha sviluppato una serie di progetti d'interconnessione con i contadini di Malvaglia, ha messo in atto un programma di sensibilizzazione presso le scuole di Acquarossa, ha rilanciato un sentiero storico come la ViaLucmagn, un collegamento che unisce due cantoni, e nei mesi estivi di quest'anno metterà in atto una serie di interventi sulle neofite, al fine di limitarne la diffusione. E' stato aperto un ufficio regionale a Olivone che, qualora il parco dovesse diventare realtà, dal 2016 potrebbe fungere da supporto a Blenio Turismo. E' stato elaborato un concetto di pascolo per Motterascio, a testimoniare, una volta di più, quanto gli alpeggi in zona centrale siano fondamentali anche in un'ottica futura. Parlare di soli divieti è riduttivo e prematuro: stiamo lavorando alla Charta del Parc Adula, il documento sul quale i cittadini saranno chiamati a votare e che conterrà la regolamentazione del progetto di parco. Entro l'anno sarà pronta e a disposizione di tutti e dovrebbe poter chiarire molte delle perplessità o delle convinzioni errate che si leggono in questo forum.

Risposta.
Progetti di interconnessione; sembra di essere in una centrale telefonica, dove un mucchio di cavi si interconnettono tra loro ma nessuno ne capisce il senso, a volte nemmeno chi tempo prima li ha interconnessi.
E se si dovesse utilizzare un linguaggio più consone alla realtà e di facile interpretazione per tutti? E dire le cose come veramente stanno e/o sono recepite da chi ci deve operare e vivere dentro.

Dimostrazione della vicinanza alla realtà.
Certo, ma siete convinti che i contadini sono convinti che le misure che devono adottare per rispettare un minimo di direttive sono logiche ed applicabili (vedi alpe Motterascio)? Mi sembra che i diretti interessati dicono tutt’altra cosa!
Ed intanto che il tempo scorre, le cose cambiano (o le si cambiano), ci si dimentica delle promesse, e le persone si dimenticano che stanno aspettando le promesse che non arrivano.

Sono come le facoltà del buon politico – parlare tanto e a lungo senza dire niente e fare promesse che nel tempo diventano disattese. E la maggior parte delle volte con parolone altisonanti che in effetti non dicono nulla!

Ciò a confermare che la teoria è lontana anni luce dalla pratica e ulteriore dimostrazione che per poter fare teoria dopo, si deve aver provato a “metter là le mani” dopo.

In generale: chi fa tanta teoria, poco o niente ha fatto con le mani. Chi fa con le mani di teorie ne fa ben poche.

Abusando della frase di quel politico dal collo corto ma dalle lunghe sgrinfie della vicina penisola:
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
Team Parc Adula
am: 2.4.2014 9:46
Gentili utenti, innanzitutto teniamo a precisare che quanto successo con le proposte inviateci da Marcello e la gestione delle stesse c'è stato un errore da parte nostra. Non era nemmeno nostra intenzione riversare le responsabilità sul municipio di Blenio. In questo senso, evidentemente, ci siamo espressi male e ce ne scusiamo con i diretti interessati. Le proposte in questione sono state valutate, come le molte altre che regolarmente riceviamo, ma non prese in considerazione per una questione di tempistica e di priorità legate al progetto. Questo non significa che non verranno riesaminate una volta che il tempo ce lo permetterà.

Per quanto riguarda gli interventi di Gaetan e Rasputin, non crediamo che il parco sia un contenitore vuoto. Non crediamo neppure che si tratti di un progetto megalomane, cara Marisa; è un progetto di utilità pubblica. In merito al tuo intervento ti chiediamo a cosa ti riferisci quando parli di campagna pubblicitaria basata su un investimento milionario.

Come ogni progetto di grande portata necessita di tempo per affermarsi e svilupparsi. Riferendoci alla sola Valle di Blenio, l'Associazione Parc Adula ha sviluppato una serie di progetti d'interconnessione con i contadini di Malvaglia, ha messo in atto un programma di sensibilizzazione presso le scuole di Acquarossa, ha rilanciato un sentiero storico come la ViaLucmagn, un collegamento che unisce due cantoni, e nei mesi estivi di quest'anno metterà in atto una serie di interventi sulle neofite, al fine di limitarne la diffusione. E' stato aperto un ufficio regionale a Olivone che, qualora il parco dovesse diventare realtà, dal 2016 potrebbe fungere da supporto a Blenio Turismo. E' stato elaborato un concetto di pascolo per Motterascio, a testimoniare, una volta di più, quanto gli alpeggi in zona centrale siano fondamentali anche in un'ottica futura. Parlare di soli divieti è riduttivo e prematuro: stiamo lavorando alla Charta del Parc Adula, il documento sul quale i cittadini saranno chiamati a votare e che conterrà la regolamentazione del progetto di parco. Entro l'anno sarà pronta e a disposizione di tutti e dovrebbe poter chiarire molte delle perplessità o delle convinzioni errate che si leggono in questo forum.

Team Parc Adula
Rasputin
am: 31.3.2014 18:10
Cari tutti, in particolare cari Fiordaliso e Gina.

Qui non è questione di esse contro o a favore del progetto.
Qui si tratta di dimostrare cosa porta in concreto il parco.

Gina: ci dica quanto e per cosa investe la Confederazione, e con quali garanzie (firmate e in futuro mantenute?). Finora solo sovvenzioni per studi e stipendi di chi ci sta dentro.
E chi ci sta dentro finora non ha presentato un solo punto, valido ad essere ritenuto progetto a favore dell’economia.
I progetti non sono le gite giornaliere con le capre, o a visitar cappelle; i progetti sono tutt’altra cosa!!!
Sta bene se la Confederazione sovvenziona al privato i REALI PROGETTI, e non solo sovvenzionare i soliti studiosi che studiano (cosa?), foraggiandoli a 450 Fr. l’ora.

Fiordaliso: guardi che lei ha interpretato completamente al contrario di quanto si voleva dire. Si vuole dire che l’economia locale NON VA BENE; anzi va a rotoli.
Comunque almeno finora (vedere sopra) il parco non promette di meglio o comunque non da certezze.
Se qualcuno pensa il contrario, meglio per lui.

In diversi hanno più volte detto: va bene sacrificare qualche libertà solo se si traggono benefici.
Ma per trarre benefici si dovrà investire tanto, perché al momento non ci sono strutture.
Quindi anche secondo gli “studiosi” del progetto; tutto andrà bene se qualcuno ci pensa. Ma finora non loro, nemmeno ad aiutare gli autoctoni a studiare le possibilità.
Anzi finora solo il contrario; frenare eventuali idee che possano portare gente e dichiarare che l’abitante del posto dovrà essere educato a norma!

Perciò; chi dovrà pensarci sia a progettare, sia ad investire? E con quale minimo di garanzia di ritorno dell’investimento?
Quindi; qui si tratta di poter avere almeno uno spunto (UNO) a favore dell’economia locale e di riflesso a favore dell’abitante, per poter credere nella bontà del progetto.
E poter credere (almeno un po') a chi finora spiattella solo teorie
e dimostra che a loro interessa solo avere l'isola felice incontaminata, piena di divieti, e come ben ha detto qualcuno apporre la firma e intanto tirare a campare (tirar 4 paghe per il lesso - frase presa a prestito da famoso poeta).
Gina
am: 31.3.2014 17:39
Io sono favorevole a questo parco, sin dall'inizio e ancora.
Sono una persona venuta da fuori, ho scelto questa valle per viverci e crescere le mie figlie. Io nel progetto del Parc Adula vedo una valida proposta per rendere possibile uno sviluppo economico, infatti, la Confederazione investirebbe nella nostra regione (normalmente ci si lamenta, a giusta ragione, del contrario - vedi ospedale). La nostra regione, e questo è poco ma sicuro, diventerebbe molto più conosciuta a livello svizzero, ma anche internazionale: il più grande parco nazionale della Svizzera. Per me, molto egoisticamente e personalmente, si può anche non farlo, ma se penso alla nostra gioventù che vorrebbe continuare a vivere qui, mi sembra ovvio che non possiamo negare a loro questa opportunità.
Ma per finire, tra un anno sarà il popolo a decidere. Sono un po' contrariata dal fatto che c'è chi vede la necessità di togliere l'autocollante "Parc Adula" dalla mia auto privata, chiaramente senza metterci la faccia. Sono metodi democratici? Boh.
Marisa
am: 31.3.2014 4:19
Lo scritto di Marcello porta proposte concrete, ma non abbastanza onerose per meritare l'attenzione di chi di dovere, questo mi vien da dire.
Un Parco, un progetto che prende in considerazione quali parametri; Produrre una carta con regole, confini, limitazioni e una firma ambiziosa, che ignora la volontà di chi lo sviluppo lo propone ed è a misura d'uomo e non dispendioso come Parc Adula.
Sono indignata per il fatto che si propone lo sviluppo di una Valle investendo in un progetto megalomane, (mentre per salvaguardare l'ospedale si è abbastanza impotenti), come si spiega un investimento milionario solo per la campagna pubblicitaria per PA? A quale politica corrisponde questo genere di cose?
La montagna, il nostro territorio, va vissuto secondo i metodi che si sono creati negli anni con un sentimento, e riconoscenza verso una natura che si presenta in tutto il suo splendore ad ogni stagione per il turista e per l 'indigeno, anche perché le regole esistono e sono rispettate.
Fiordaliso
am: 29.3.2014 19:21
… non metto in dubbio che esistano delle posizioni critiche e molti dubbi legittimi (alcuni di questi riportati in questo blog); mi dispiace anche constatare che idee buone (vedi post di Marcello) siano "scantonate" senza il giusto approfondimento (e mi auguro che quella giusta rivendicazione venga affrontata come se ne conviene) …

PERÒ: dire che il parco nazionale porterà meno visitatori nella regione (vedi Post di Gaetan) o dare l'impressione che la situazione economica della regione sta bene come sta e che non c'è bisogno di progetti come Parc Adula (vedi post di Rasputin) è semplicemente negare l'evidenza delle cose, dei numeri e dei fatti.

Caro Gaetan, se vi fosse un solo parco nazionale nel mondo - MA DICO: ME NE DEVI CITARE UNO, … ANCHE UNO SOLO - che non abbia avuto un impatto positivo sul numero di visitatori di una regione allora ti presterei un poco della mia attenzione, altrimenti permettimi di credere (ed è chiaramente un giudizio personale) che il tuo argomento è: al meglio fuffa, al peggio un maldestro tentativo di disinformazione.
Gaetan
am: 29.3.2014 4:13
Rasputin scrive bene. Però ha fatto un errore abbastanza grosso quando dice: "Progetti atti a ricevere le MIGLIAIA di persone giornaliere che visiteranno l’isola felice". In effetti il flusso di persone potrà essere molto inferiore di quello di oggi, vale a dire che, come scrive l'UFA (ufficio federale dell'ambiente) il 12 ottobre 2009, "...SUI SENTIERI SEGNALATI (quelli percorribili...) IL FLUSSO DI VISITATORI SARÀ REGOLATO PER MINIMIZZARE L'IMPATTO...". Tra le misure restrittive previste (dice ancora l'UFAM) si procederà ad una certa "...SENSIBILIZZAZIONE ED ALL'EDUCAZIONE DELLA POPOLAZIONE (indigena)"!!! Insomma, noi che siamo qui da mille anni ed abbiamo conservato intatto il territorio domani saremo "educati" al rispetto dell'ambiente dagli impiegati del Parco. Come si può dedurre, meno persone potrà giornalmente percorrere la Greina e meno persone potenzialmente potranno essere i clienti dei nostri esercizi pubblici, per chi punta proprio su questo elemento, l'indotto economico...
Rasputin
am: 28.3.2014 21:56
Un parco fine a se stesso e che non da in cambio un minimo di ricaduta regionale, sicura e stabile nel tempo, penso che non lo voglia nessuno.
O almeno in pochi lo vogliono; cioè quei pochi a cui non interessa lo sviluppo e la caduta a picco dell’economia locale che attualmente vediamo.

Un parco che serve solo a giustificare che qualcuno l’ha creato con tutte le restrizioni che ne conseguono, penso che non lo voglia nessuno.
O almeno in pochi lo vogliono, cioè quei pochi a cui non interessano le restrizioni e le imposizioni dettate dall’alto.

Un gruppo di promotori che vuole imporre le condizioni dettate dall’alto e ne condivide appieno le idee, senza che aiutino a proporre potenziali e fattibili progetti di sostegno all’economia, o almeno aiutino a dare giuste indicazioni, penso che non lo voglia nessuno.
O almeno in pochi lo vogliono, cioè quei pochi che credono in Gesù Bambino e che sognano che tutto va bene.

Un’idea di parco fine a se stesso come felice isola lasciata all’abbandono totale ed in balìa degli eventi, penso che non la voglia nessuno.
O almeno in pochi lo vogliono; cioè quei pochi che pensano che essere ecologico tout court è bello e giusto (magari sulle spalle degli altri), ma che se al mattino manca la corrente per lavarsi i denti con l’ultimo modello di spazzolino elettrico e l’ultimo modello di caffettiera elettronica programmata il giorno prima vanno in tilt.

La regione è già un parco senza ulteriori dettami, imposizioni e restrizioni. Una vita già abbastanza dura, per chi ci opera dentro, ora ed ancor più dura dopo penso che non lo voglia nessuno.
O almeno in pochi lo vogliono; cioè quei pochi che poco hanno a che fare con la realtà del posto.

In sostanza; un parco che non crea sicuro sviluppo e sostegno economico ad una regione, non serve a nulla, ed a pochi interessa.

Ora; a chi spetta creare i giusti progetti e strutture, realizzarli, FINANZIARLI e gestirli?

Progetti atti a ricevere le migliaia di persone giornaliere che visiteranno l’isola felice.

Persone che saranno disposte a scarpinare ore ed ore per andare a vedere quello che già ora si vede.

Persone che se si fermeranno nelle capanne a rifocillarsi, dovranno pagare tre volte l’attuale prezzo, perché l’asino cosa quattro volte l’elicottero. Salvo quelle capanne che non son dentro le zone ad assoluta protezione.

Persone che partiranno al mattino dai centri e ritorneranno alla sera, senza niente o poco lasciare in loco.
(I turisti pernotteranno negli alberghi di Lugano e Bellinzona e ritorneranno alla sera - affermazione sentita da esponenti del turismo!!!)

Finora nessuna idea, salvo informazioni (per non dire conferme) che dicono il contrario: cioè arrangiarsi!!
marcello
am: 28.3.2014 13:21
Parc Adula: Giù la maschera!
MF Consulting nel 2009 concludeva il suo studio sul potenziale economico del parco con il presupposto: CI VOGLIONO IDEE !!
A due riprese (2010 e 2012) sottoposi a due membri del gruppo operativo e al direttore del progetto, alcune idee intese a creare valore aggiunto, sfruttando delle infrastrutture esistenti in valle di Blenio.
Due delle 9 proposte, riguardavano l’apertura a scopi turistici della teleferica delle OFIBLE che da Olivone raggiunge Luzzone, un impianto che, oltre ad avere un tracciato molto spettacolare, ha una fermata intermedia sul monte di Compietto, interessante per coloro che vogliono raggiungere l’Adula o le numerose altre cime in zona. Da notare che la stazione di arrivo al Luzzone si trova nello stabile del ristorante, che potrebbe trarne un profitto diretto.
L’altra era un’apertura degl’impianti del Luzzone ai visitatori, una sorta di promozione del turismo industriale in versione soft, integrato con ad esempio delle attività escursionistiche, o altre realtà presenti in zona (arrampicata in diga).
Esempi di impianti di servizio costruiti per i grandi lavori idroelettrici nelle alpi, e successivamente aperti al pubblico sono numerosissimi in Svizzera, il tutto senza particolari ripercussioni negative sulla natura (cito per il Ticino: La teleferica del Tremorgio, la funivia del Ritom, la teleferica di Robiei).
Aldilà della fattibilità o meno di queste proposte, i promotori del progetto non sono nemmeno entrati in materia, il tutto è stato semplicemente ignorato, da aggiungere pure un tentativo del Team Parc Adula nel giustificare il loro silenzio, giungendo a scaricare verso il municipio di Blenio, la responsabilità di un rigetto totale di queste 9 proposte, tutto falso! Qualcuno decise a suo tempo che non fosse di competenza dell’esecutivo, esonerando così il Municipio dall’assumersi la responsabilità di una scelta riguardante il suo territorio.
Nessuna concreta volontà nel proporre, ne tantomeno condividere idee intese a migliorare le nostre condizioni, nemmeno una risposta!
Mentre aldilà del Lucomagno, all’interno del perimetro del Parc Adula, c’è chi ha già strizzato l’occhio al Dipartimento Militare Federale che, con un investimento di 30MIO, sta costruendo una nuova teleferica per raggiungere il pizzo Scopi, e ha intenzione di creare una sorta di parco energetico eolico e solare aperto al pubblico, dove sorge la vecchia stazione intermedia. Il tutto dovrà superare l’associazione ambientalista Pro Natura (ricordo sostenitrice del Parc Adula) che ha già manifestato la sua contrarietà al progetto.
Chi abita e vive a contatto con la natura fra le nostre montagne è lui stesso parte integra del territorio, chi ci ha preceduto lo ha plasmato e ha saputo mantenerlo intatto, un territorio sul quale non incombono pericoli o progetti che ne possano mettere in discussione il suo valore naturalistico, sul quale già esistono delle regole.
Ai bleniesi un invito a riflettere, a non lasciarsi abbagliare da facili promesse. Lasciamo perdere le pance e lasciamo parlare i nostri cuori. Un parco fine a se stesso io non lo voglio. No ad un presuntuoso tentativo di voler mettere ordine sulle nostre montagne.
PARC ADULA
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