Blenio Café
PARC ADULA
Richi
inserito il: 16.7.2009 23:04
Complimenti al Municipio di Blenio per l'articolata e precisa presa di posizione.
Gina
inserito il: 17.7.2009 18:01
Molto bene, complimenti anche da parte mia. Penso che in tale modo si possa avviare una discussione costruttiva. Anche molti dei contributi su questo forum vanno in quella direzione.
Marcello
inserito il: 19.7.2009 0:30
Complimenti al Municipio di Blenio anche da parte mia, ci voleva!
Ora vediamo se qualcuno si decide a darsi una mossa! E ad affrontare la problematica in modo diverso...
Moderatrici
inserito il: 23.7.2009 4:45
Cari utenti,
a complemento dell'informazione del 15.07.2009, aggiungiamo oggi anche la presa di posizione dell'Amministrazione del Patriziato Generale di Aquila-Torre-Lottigna in merito al Parc Adula, presa di posizione resa nota assieme a quella del Comune di Blenio il 15 luglio scorso a Olivone.

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PRESA DI POSIZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE DEL PATRIZIATO GENERALE DI AQUILA-TORRE-LOTTIGNA IN MERITO AL PROGETTO PARC ADULA

In linea di principio l'Amministrazione patriziale non si oppone allo studio del progetto Parc Adula, anche perché, da un esame dei perimetri Parc Adula, risulta evidente che il Patriziato Generale di Aquila-Torre-Lottigna è proprietario di circa il 50% della zona nucleo (colore rosso sulla cartina) dove si trovano gli alpi fra i migliori del Cantone, attualmente tutti caricati:

- Greina-Motterascio, caricato da bovini e ovini
- Refugio-Garzora-Fanee-Scaradra, caricato da ovini
- Bresciana, caricato da bovini
- Adula, caricato da ovini e caprini
- Simano, caricato da ovini e caprini
- Pian Premesti, caricato da bovini

Le condizioni poste dal Patriziato per una possibile adesione al progetto Parc Adula sono le seguenti:

ALPI:
- l'attuale sfruttamento delle zone di pascolo deve essere mantenuto senza alcuna condizione o restrizione di superficie pascolata, come pure senza limitazioni del carico di bestiame rispetto a quello attuale;

- tutte le attuali infrastrutture alpestri, i rifugi alpini di proprietà del Patriziato e pure le teleferiche di collegamento e di trasporto devono essere mantenuti operativi;

- i lavori di manutenzione e gli interventi di miglioria delle infrastrutture, necessari per conformarsi alle normative di gestione degli alpi, devono essere ancora possibili conformemente alle normative in vigore.

In linea generale, chiediamo che l'attuale sfruttamento degli alpi del Patriziato non debba essere oggetto di ulteriori limitazioni o condizioni particolari che possano in qualche modo condizionare negativamente l'attuale potenzialità di carico.

PORTA DEL PARC ADULA

La porta d'entrata del Parc Adula deve essere situata nella "Zona periferica", vale a dire ad Aquila o ad Olivone. Questa richiesta è ampiamente giustificata dalla necessità di orientamento e di informazione all'utenza sull'accesso alla Zona centrale più importante del Parco. Porre tale accesso in zona più discosta o addirittura al di fuori della Zona periferica è un puro non senso e mal si concilia con la comunicazione diretta verso gli utenti e il personale del Parco.

GREINA

L' "Ordinanza federale del 25 ottobre 1995 sull'indennizzo delle perdite subite nell'utilizzazione delle forze idriche" (OIFI) disciplina il versamento di indennità di compenso per le perdite sostanziali subite a seguito della rinuncia dell'utilizzazione delle forze idriche, com'è stato il caso della Greina che è stata messa sotto tutela come paesaggio di importanza nazionale, meritevole di protezione (cfr. Art 1 OIFI).
In applicazione di detta Ordinanza, è stato fissato, mediante contratto di diritto pubblico, un congruo indennizzo di circa 1,2 milioni all'anno per 40 anni, unicamente a favore del Cantone Grigioni e in particolare dei Comuni di Vrin e di Sumvigt, per la mancata utilizzazione delle forze idriche nella regione della Greina.

Considerato che i diritti sulle suaccennate sorgenti e corsi d'acqua sono di esclusiva pertinenza del Patriziato di Aquila, proprietario del terreno (acquisto perfezionato a suo tempo e detenzione dei diritti sulla base del diritto civile federale, art. 704 CCS), era lecito attendersi anche il diritto che il legittimo proprietario partecipasse concretamente agli utili derivanti dal mancato sfruttamento di dette forze idriche.

Visto che la progettazione e regolamentazione del Parc Adula, il cui perimetro della Zona centrale tocca gran parte del territorio del Patriziato di Aquila, coinvolge pure il Cantone Grigioni e i Comuni summenzionati di Vrin e Sumvigt, il Patriziato di Aquila chiede quale condizione di adesione al progetto Parc Adula la rimessa in discussione delle disposizioni di indennizzo suaccennate, mediante un accordo a suo favore di almeno un terzo del contributo globale versato ai Comuni del Cantone Grigioni per 40 anni.

Questa condizione è la premessa essenziale per entrare nel merito di un possibile accordo di realizzazione del Parco sul territorio del Patriziato di Aquila.

Per il Patriziato Generale di Aquila-Torre e Lottigna,

Il presidente Alessio Rigozzi
Aquila, 7 luglio 2009

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Ringraziamo l'Amministrazione patriziale per la gentile disponibilità alla pubblicazione di questa presa di posizione.

Le Moderatrici


Moderatrici
inserito il: 5.8.2009 20:31
Cari lettori di BC,
riapriamo il dibattito su questo forum riproducendo integralmente una lettera al giornale di Giampietro Bruni di Olivone (Movimento critico Parc Adula) apparso sul "Corriere del Ticino" di oggi, 5 agosto, a p.14.

Buona lettura e... buona estate,
Le Moderatrici

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LE RAGIONI DEL NO A QUESTO PARC ADULA

di Giampietro Bruni, Olivone, architetto, Movimento critico Parc Adula

Mi corre l’obbligo di premettere la mia posizione di difesa e di rispetto per quanto la natura ci offre e l’uomo nella forma più intensa e necessaria abbia prodotto su queste nostre terre.

Appurato ciò ed evidenziato da subito che l’uomo deve poter vivere ed operare all’interno di questo ambiente ne giustifico senza riserve l’assioma e non tollero la retorica di leggi, organizzazioni e qunt’altro che cercano di estrometterlo.

Al proposito mi piace ricordare la base statutaria di Aquanostra, un’associazione (presente pure in Ticino) per il rispetto della natura a 360 gradi, con primo attore centrale l’uomo in tutte le sue accezioni di vita; essa ha saputo prendere le distanze da queste pericolose operazioni previste su terra ticinese.

Ma veniamo a parlare di questo famigerato progetto per la creazione del Parc Adula, sostenuto senza nessun freno inibitorio da quanti vogliono a tutti i costi imporne la realizzazione contro tutto e tutti, magnificando chissà che futuro.

Il «Corriere del Ticino» di sabato 9 maggio 2009 nell’articolo intitolato Svelato il perimetro del Parc Adula ne evidenzia con una cartina a colori i confini (vedi Consultazione ai comuni 2009).

Si tratta di una superficie complessiva di ben 960 km2 di cui 206 di nucleo e 754 di zona periferica (misure proibitive e insostenibili nelle nostre conosciute dimensioni geografiche).

A questo proposito vanno fatte subito delle osservazioni di grande importanza: 1. il nucleo copre una superficie inaccettabile, pericolosamente negativa per agricoltura, turismo e altro; 2. le giurisdizioni dei Comuni di Biasca, Osogna, e Cresciano sono state completamente liberate e questo per una forte e giustificata presa di posizione dei Patriziati, in particolare di Biasca, le cui assemblee hanno votato in modo esemplare una decisione che dice no alla primitiva intrusione prevista sulle loro proprietà; 3. la giurisdizione di Malvaglia è stata graziata per tutta la sponda sinistra della Valle Malvaglia e per la superficie comunale abitativa del fondovalle: anche in questo caso, l’opposizione intelligente e chiara di alcuni cittadini è stata determinante; ma si è cercato di passare l’acqua bassa; 4. ben differente è la posizione per il resto della Valle di Blenio, dove con presunzione assoluta si è prevista l’immisssione in zona periferica di Dongio, Comprovasco, Lottigna, Torre, Aquila, Olivone con tutta la Valle del Lucomagno, Campo Blenio con tutta la Valle di Campo e Ghirone.

La spudoratezza di aver previsto una tale inclusione potrebbe fare pensare ad una presunta predisposizione soft di Comuni e Patriziati direttamente interessati.

Da quanto ho potuto constatare a livello di popolazione, l’inclusione del fondovalle di Blenio è di per sé inammissibile e inaccettabile; spero sia anche questa la giustamente proclamata posizione critica delle nostre autorità .

Una prima risposta chiara e senza ombre, i fautori di questa reintroduzione in chiave moderna dei famigerati Landfogti, l’hanno avuta nel corso della presentazione voluta martedì 2 giugno nella gremita sala patriziale di Olivone.

Credo e spero che tale predisposizione fortemente negativa della base abbia ad essere solo l’inizio di una opposizione forte, organizzata e decisa nei confronti di questa inammissibile licenza di disporre del pregiato territorio altrui.

Bene ha fatto il Municipio di Blenio, pur mantenendo aperto uno spiraglio, a dire senza mezzi termini che con le premesse attuali (legge federale e ordinanza sui parchi d’importanza nazionale; in particolare gli articoli 16, 17, 18) nulla verrà accettato. Mi piace riprendere quanto il sindaco di Blenio, nel suo saluto introduttivo, ha ribadito a chiare lettere la sera del 1° di agosto.

Mi sembra a questo punto giustificato e indispensabile invitare i nostri rappresentanti a Berna perché tutti assieme abbiano a chiedere (e penso siano seguiti da consiglieri di altri Cantoni) di rivedere, se non la legge federale in materia, sicuramente la citata famigerata ordinanza sui parchi. Senza questa condizione non si può giustificare, nemmeno con le premesse di possibili aperture al dialogo e al compromesso, nessun discorso sul Parc Adula; si tratta solo di false promesse da non sottoscrivere.

Qui non si tratta di sognare eventuali ipotetici benefici, discutibili e oggi solo presunti, ma si tratta di mantenere le nostre prerogative, non solo di proprietà, ma ancor più di libertà di evoluzione nelle attività primordiali dell’uomo, di noi tutti cittadine e cittadini di Blenio, fieri di sventolare le bandiere ticinese e svizzera, ma altrettanto attenti a non essere traditi da quanti cercano di vendere le nostre libertà per un pugno di ceci, conditi anche con boria personale.

Concludo evidenziando che il vocabolo «sostenibile» che ricorre quasi su ogni pagina della citata ordinanza e di cui molti si riempiono la bocca, va considerato in tutta la sua pericolosità in negativo nell’applicazione di un ben conosciuto integralismo assoluto in materia.
Moderatrici
inserito il: 6.10.2009 18:16
Cari utenti interessati a questa tematica,

in attesa dal nostro Palazzo federale della versione in lingua italiana, vi trasmettiamo qui dapprima in versione integrale e originale TEDESCA e sotto ancora in versione FRANCESE l'interpellanza inoltrata al Consiglio federale da parte del parlamentare sursilvano Sep Cathomas, il 23 settembre scorso, inerente le deroghe alle limitazioni del Parc Adula.

Vedi anche: www.vallediblenio.ch/vdbi_cronaca.php

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NATIONALRAT - CONSEIL NATIONAL - CONSIGLIO NAZIONALE

2009.3832
Interpellation Cathomas
Interpellation Cathomas
Interpellanza Cathomas
09.3832

Ip. Cathomas. Pärkeverordnung. Abweichungen von den Vorschriften gemäss Artikel 17 Absatz 2
Ip. Cathomas. Titel folgt

Wortlaut der Interpellation vom 23. September 2009

Die Pärkeverordnung (PäV) vom 7. November 2007 regelt die Voraussetzungen für die Errichtung, den Betrieb und die Qualitätssicherung von Pärken nationaler Bedeutung. Insbesondere Artikel 17 Absatz 1 sieht sehr enge und restriktive Einschränkungen für die Kernzonen von Nationalpärken vor. Diese Ausschlussvorschriften, respektive die nicht näher definierten Ausnahmen, führen im Zusammenhang mit den Vorarbeiten zur Errichtung neuer Pärke bei der Bevölkerung und Organisationen zu Unsicherheiten und damit verbunden zu grossen Vorbehalten gegenüber neuen Parkprojekten.
Je nach Auslegung können heute bestehende Infrastrukturen nicht mehr benutzt und unterhalten und dadurch bestehende Angebote nicht mehr aufrechterhalten werden. Es sind wirtschaftliche Nachteile zu erwarten, was nicht das Ziel eines Parkprojektes sein darf. Diese Ungewissheiten erhöhen den Widerstand und gefährden die Errichtung neuer Pärke. Die im Artikel 17 Absatz 2 vorgesehenen Abweichungen von den Vorschriften nach Absatz 1 müssen umgehend konkretisiert werden, um die Akzeptanz für neue Parkpojekte zu erhöhen. Aus diesem Grunde bitte ich den Bundesrat, die Abweichung der im Artikel 17 Absatz 1, littera a-g aufgeführten Ausschlussvorschriften zu konkretisieren und insbesondere folgende Fragen zu beantworten:

1. Das Befahren mit Fahrzeugen jeglicher Art für die Versorgung bestehender Infrastrukturen, wie Alpgebäude, SAC-Hütten, Unterkünfte, "Rusticis" usw.
2. Das Starten und Landen mit Luftfahrzeugen aller Art für die Versorgung von bestehenden Infrastrukturen, wie Alpgebäude, SAC-Hütten, Unterkünften sowie für den Rettungseinsatz und für die Waldbewirtschaftung.
3. Das Erstellen von Bauten und Anlagen sowie Vornahme von Bodenveränderungen im Zusammenhang mit der Erweiterung und Unterhalt von bestehenden Infrastrukturen.
4. Das Betreten ausserhalb der vorgegebenen Wege im Allgemeinen und insbesondere im Zusammenhang mit der alpinistischen Nutzung im Sommer und Winter.
5. Das sammeln von Gesteinen, Mineralien, Pflanzen und Pilzen.

Texte de l'interpellation du 23 septembre 2009

Testo dell'interpellanza del 23 settembre 2009

Mitunterzeichnende - Cosignataires - Cofirmatari/e:

Abate, Aeschbacher, Amherd, Bader Elvira, Bischof, Caviezel, Chevrier, Donzé, Frösch, Glanzmann, Grunder, Häberli-Koller, Hany, Hassler, Messmer, Nordmann, Pedrina, Schmidt Roberto, van Singer, Weibel (20)

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VERSIONE IN FRANCESE

CN 09.3832
Interpellation Sep Cathomas du 23 septembre 2009

Ordonnance sur les parcs. Dérogations aux prescriptions figurant à l’art. 17, al. 2

L’Ordonnance du 7.11.2007 sur les parcs (OParcs) régit les conditions à remplir pour créer des parcs d’importance nationale, pour les gérer et pour assurer leur qualité.
L’art. 17, al. 1, notamment, contient des restrictions draconiennes s’appliquant aux zones centrales des parcs nationaux. Les interdictions qu’il contient, tout comme le fait que les exceptions ne sont pas clairement définies, plongent la population et les organisations concernées dans l’incertitude en ce qui concerne les travaux préliminaires visant à la création de nouveaux parcs, et soulèvent d’importantes réserves vis-à-vis des projets présentés.
Suivant l’interprétation retenue, certaines infrastructures existantes ne peuvent plus être utilisées ni entretenues, si bien que les offres actuelles ne peuvent plus être maintenues. Il faut s’attendre à des préjudices économiques, ce qui ne saurait correspondre à l’objectif d’un projet de parc. Ces incertitudes accroissent la résistance face à de nouveaux parcs et mettent en danger leur création.

Il faut préciser sans tarder les dispositions figurant à l’art. 17, al. 2, qui permettent de déroger à l’al. 1, pour faire augmenter le soutien en faveur des projets de nouveaux parcs. C’est la raison pour laquelle je prie le Conseil fédéral de préciser les dérogations possibles aux interdictions énumérées aux let. a à g de l’art. 17, al. 1, et de répondre aux questions suivantes :

1. Que faut-il entendre par rouler avec un véhicule quel qu’il soit pour assurer l’approvisionnement des infrastructures existantes, notamment des bâtiments alpestres, des cabanes du CAS, des gîtes et des rustici ?
2. Que faut-il entendre par décoller et atterrir avec un aéronef quel qu’il soit pour assurer l’approvisionnement des infrastructures existantes, notamment des bâtiments alpestres, des cabanes du CAS et des gîtes, pour mener des opérations de sauvetage et pour exploiter la forêt ?
3. Que faut-il entendre par construire des bâtiments ou des installations et procéder à des modifications de terrain en rapport avec l’agrandissement ou l’entretien des infrastructures existantes ?
4. Que faut-il entendre par quitter les voies indiquées, que ce soit en général ou en particulier en ce qui concerne la pratique de l’alpinisme en été comme en hiver ?
5. Que faut-il entendre par prélever des roches et des minéraux, mais aussi par cueillir des plantes et des champignons ?

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fine
marcello
inserito il: 6.10.2009 19:48
Bene bene... ho letto anche io con piacere la notizia riportata oggi dal CdT, questa è la dimostrazione concreta che la conferenza stampa a difesa delle capanne e di chi frequenta le nostre montagne andava fatta, bisogna farsi sentire!
Da questo forum un grazie al sig. Sep Cathomas per la sua iniziativa, ora aspettiamo cosa ha da dire il Consiglio federale, ma non dovranno essere delle mezze risposte!!
Alfiero
inserito il: 6.10.2009 20:15
Bene la conferenza stampa e bene anche l'iniziativa del signor Cathomas di interpellare ed esigere risposte dal CF.

Noi bleniesi sappiamo però che andava aggiunta una sesta questione: che il fondovalle sia dichiarato zona adibita agli insediamenti finalizzati alla crescita economica, agli insediamenti finalizzati direttamente alla creazione di posti di lavoro, agli insediamenti finalizzati al nostro legittimo adeguamento alla crescita che pare voglia conoscere il nord del Lucomagno, liberato quindi da qualsivoglia limitazione speciale introdotta tramite lo strumento del Parco nazionale.
marcello
inserito il: 6.10.2009 22:03
Assolutamente d'accordo con te Alfiero,
in effetti gran parte del fondovalle, da Motto in su, è inserito come zona periferica nel progettato Parco, l'articolo 18 dell'Ordinanza federale recita:

Art. 18 Zona periferica
1 Al fine di conservare la gestione naturalistica del paesaggio rurale e per preservarlo da interventi pregiudizievoli, nella zona periferica è necessario:
a. conservare e promuovere le funzioni ecologiche delle superfici agricole, del bosco e delle acque;
b. organizzare le attività turistiche e ricreative in modo ecologico;
c. conservare le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati, valorizzandoli nella misura del possibile;
d. valorizzare e collegare tra loro gli spazi vitali degni di protezione di specie animali e vegetali indigene;
e. in caso di costruzioni, impianti e utilizzazioni nuovi, conservare e rafforzare le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati;
f. ridurre o riparare, quando se ne presenti l’occasione, i danni esistenti causati al paesaggio e agli abitati da costruzioni, impianti e utilizzazioni.
2 L’utilizzazione sostenibile delle risorse naturali della zona periferica va promossa.

Entrambe le zone del Parco sono da finalizzare quale importante crescita sociale ed economica, purtroppo ai promotori della Svizzera italiana questo aspetto sembra interessare poco.

Spetta alle Autorità locali intervenire con una certa urgenza, chiedendo l'indispensabile supporto ai nostri politici presenti a Berna, al fine di ottenere le indispensabili deroghe.
Moderatrici
inserito il: 14.10.2009 3:19
Cari utenti interessati alla tematica Parc Adula,
in data 12 ottobre sono giunte nelle mani del Gruppo operativo Parc Adula le risposte alle domande poste dallo stesso Gruppo in data 7 agosto all'Ufficio federale dell'Ambiente (UFAM), domande inerenti le limitazioni ritenute eccessive imposte dall'Ordinanza federale sui parchi.

Eccovi le domande, nella loro forma integrale. Più tardi pubblicheremo su questo stesso forum le risposte, pure in forma integrale, dell'UFAM.

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DOMANDE ALL'ATTENZIONE DELL’UFAM CONCERNENTI L'INTERPRETAZIONE DEGLI ART. 17 E 18 DELL'ORDINANZA SUI PARCHI D'IMPORTANZA NAZIONALE (Opar)

(scaturite in occasione dell’incontro UFAM / Gruppo Operativo Parc Adula, svoltosi in data 7 agosto 2009 a Bellinzona e formulate dalla Direzione di progetto in data 12 agosto 2009)

Art. 17 ZONA CENTRALE

cpv. 1 Al fine di consentire alla natura di svilupparsi liberamente, nella zona centrale non è ammesso:
a. uscire dai sentieri e dagli itinerari indicati e introdurre animali

Domande:
1) sentieri e itinerari: Abbiamo constatato che l'obbligo di seguire unicamente itinerari esatti viene interpretato come ingerenza fortissima nelle abitudini di chi frequenta le (sue) montagne da sempre. Occorre quindi trovare un'interpretazione di questa disposizione accettabile anche per la popolazione indigena.

2) introduzione di animali: la Greina, area di particolare valore e importanza per il parco, è una meta molto gradita per turistici. Vietare l’accesso con cani in questa zona ci sembra improponibile. E’ possibile indicare nel carta del parco alcune zone dove l’introduzione di cani – da tenere al guinzaglio – è possibile?

b. accedere con veicoli di qualsiasi tipo

Domande:
3) Sono possibili eccezioni al divieto d’accesso con veicoli a motore nei seguenti casi:
- gestione degli alpi?
- lavori di manutenzione delle prese d’acqua utilizzate da società idroelettriche?
- lavori di manutenzione e rifornimento di rustici?

4) E’ possibile regolamentare le rispettive autorizzazioni nella Carta del parco (per un determinato alpe e rustico e una determinata presa d’acqua) o dovrà essere chiesta un’autorizzazione specifica per ogni uso di un veicolo?

c. decollare e atterrare con aeromobili di tutti i tipi, inclusi gli alianti da pendio quali deltaplani e parapendii

Domande:
5) Possono essere consentite autorizzazioni analoghe per l’accesso agli alpi, alle prese d’acqua e ai rustici per l’atterraggio con elicotteri?

6) E’ possibile l’atterraggio con elicotteri per lavori di manutenzione e per il rifornimento delle capanne CAS?

d. realizzare costruzioni e impianti e procedere a modifiche della configurazione del terreno

Domande:
7) In che misura sono consentite modifiche alle seguenti costruzioni esistenti:

- infrastrutture alpestre?
- capanne CAS?
- rustici?

8) E’ possibile la costruzione di nuove infrastrutture che si rendono necessarie per la gestione di un alpe?

9) E’ possibile la costruzione di una nuova capanna CAS nel caso (eccezionale) in cui ciò potrà favorire la conoscenza del parco da parte di visitatori amanti della montagna.

e. utilizzare il terreno a scopi agricoli e forestali, ad eccezione dei pascoli tradizionali su superfici chiaramente delimitati

Domande:
10) E’ nostra intenzione definire con un progetto da elaborare durante la fase d’istituzione la gestione per ogni singolo alpe situato nella zona centrale in base al concetto d’utilizzazione presentato dal prof. Peter Rieder e determinare la gestione degli alpi con un contratto tra i proprietari degli alpi e l’ente parco per la durata d’esercizio del parco consentito. Questo modo di procedere può essere consentito?

f. praticare la pesca e la caccia, ad eccezione della regolazione di popolazioni di specie cacciabili per prevenire gravi danni da selvaggina

Domanda:
11) Potete dare delle indicazioni precise circa la regolazione di popolazioni di specie cacciabili per prevenire a danni arrecati dalla selvaggina nella all’interno e al di fuori dalla zona centrale? Quando e in che modo possono essere effettuati simili interventi di regolazione?

g. raccogliere pietre, minerali, fossili, piante e funghi e catturare animali

Domande:

12) Può essere tollerata la raccolta di funghi e... ad uso proprio da parte dei gestori degli alpi e degli utenti dei rustici?

13) In che misura può essere tollerata la raccolta di pietre e minerali da parte dei visitatori del parco? Il divieto della raccolta di minerali può essere limitato alla raccolta a scopo commerciale?

cpv. 2 Sono consentite deroghe alle prescrizioni di cui al capoverso 1 qualora siano di lieve entità e giustificate da motivi importanti.

Osservazione:

Le domande concernenti alle deroghe consentite sono state poste in riferimento alle singole disposizioni del cpv. 1.

cpv. 3 L’effettivo esistente delle costruzioni e degli impianti è garantito. Qualora una costruzione o un impianto non sia di pubblico interesse, va rimosso quando se ne presenta l’occasione. Le costruzioni e gli impianti sono di pubblico interesse in particolare quando sono stati messi sotto tutela dall’autorità competente.

Domanda:

14) Potete dare un’interpretazione precisa cosa va inteso per “costruzione o impianto di pubblico interesse” e cosa vuol dire che una costruzione o un impianto non di pubblico interesse dovrà essere rimossa “quando si presenta l’occasione”?

cpv. 4 La zona centrale è inserita nella carta aeronautica secondo l’articolo 61 lettera a dell’ordinanza del 23 novembre 1994 sull’infrastruttura aeronautica con un richiamo alla necessaria attenzione in caso di sorvolo.

Nessuna domanda


Art. 18 Zona periferica

Osservazione preliminare

Le nostre domande riguardano la caratteristica e la futura gestione della zona periferica in generale. Per questo motivo e contrariamente a quanto fatto in riferimento all’art. 17 rinunciamo a porre delle domande in relazione alle singole disposizioni dell’art. 18 cpv. 2, ma chiediamo qui di seguito delle precisazioni in merito alle particolarità della zona periferica in generale.

Per facilitare la comprensione a chi leggerà le domande e le risposte riproduciamo comunque le disposizioni dell’art. 18 integralmente, senza commento da parte nostra.


Domande:

15) Per quanto concerne il territorio della zona periferica (zone edificabili, zone artigianali, zone agricole, zone forestali, altro territorio comunale) e le attività che vengono espletate in questo territorio, valgono esclusivamente le vigenti legislazioni federali e cantonali oppure esigete che, nella carta del parco, verranno definite delle misure di protezione più rigide (come le disposizioni dell’art. 18 cpv. 1 possono suggerire)?

16) Simili timori suggeriscono in particolare le seguenti disposizioni dell’art. 18 cpv. 1:

b. attività turistiche
c. conservazione delle caratteristiche del paesaggio e dell’aspetto degli abitati
e. interventi permessi in caso di costruzioni, impianti e utilizzazioni nuovi
f. riduzione o riparazione di danni esistenti.

Potreste dare delle indicazioni precise in merito a queste quattro disposizione, sempre in relazione alla vigente legislazione federale e cantonale?

17) Quali sono le differenze tra la zona periferica di un parco nazionale e un parco naturale regionale? Se ce ne sono potete fornire alcuni esempi concreti?

18) Che conseguenze concrete per la gestione del parco ha il fatto che la zona periferica abbia anche “funzione di cuscinetto”? Anche in questo caso servirebbero alcuni esempi.

***

Art. 18 cpv. 1 Al fine di conservare la gestione naturalistica del paesaggio rurale e per preservarlo da interventi pregiudizievoli, nella zona periferica è necessario:

a. conservare e promuovere le funzioni ecologiche delle superfici agricole, del bosco e delle acque

b. organizzare le attività turistiche e ricreative in modo ecologico

c. conservare le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati, valorizzandoli nella misura del possibile

d. valorizzare e collegare tra loro gli spazi vitali degni di protezione di specie animali e vegetali indigene

e. in caso di costruzioni, impianti e utilizzazioni nuovi, conservare e rafforzare le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati

f. ridurre o riparare, quando se ne presenti l’occasione, i danni esistenti causati al paesaggio e agli abitati da costruzioni, impianti e utilizzazioni.

cpv. 2 L’utilizzazione sostenibile delle risorse naturali della zona periferica va promossa.

****************
fine



PARC ADULA
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