Blenio Café
PARC ADULA
marcello
inserito il: 20.11.2009 13:30
Riprendendo un passaggio dalla risposta del Governo:

"L'ente responsabile del parco ha quindi la facoltà di escludere dalla zona centrale le infrastrutture o attività che potrebbero entrare in conflitto con un libero sviluppo della natura."

Significa forse che le capanne per esempio, possono essere escluse dalla zona nucleo? Creando delle "isole periferiche" dove sarà possibile uno sviluppo a tutti gli effetti secondo le norme attualmente in vigore?

Rimane cmunque sempre in dubbio la libertà di movimento, alla quale non si può rinunciare, l'andar per montagne fa parte della nostra cultura!
daniele
inserito il: 20.11.2009 17:44
Ciao Marcello, ciao a tutti
esatto!! La facoltà di eliminare tutto quanto costruito dall'uomo nelle zone nucleo è data dalla Legge e relativa Ordinanza.

Spetta a chi progetta il Parco determinare un'eventuale deregolamentazione e provare a farla accettare dalle istanze superiori (se sono d'accordo!!).

Quindi per principio di Legge, in sede di progetto definitivo le zone nucleo dovrebbero escludere i perimetri dove sorgono infrastrutture. Sarà un bell'esercizio di topografia.

Questo lo si sà dalla prima bozza di Ordinanza federale di diversi anni fà e sempre riportarta nelle seguenti modifiche.

È stato uno degli argomenti maggiori che ha fatto decadere tutti gli altri progetti sparsi in Svizzera (ridico: Mouveran, Val de Bains, Zermatt ed altri).
daniele
inserito il: 20.11.2009 18:13
...dimenticavo:

all'interno delle zone nucleo non si possono creare isole.

Nel caso necessita modificare e disegnare, per quanto possibile, il confine e "torcerlo" in maniera tale da mettere le infrastrutture fuori dal perimetro ad alta protezione, cioé mettere tali infrastrutture in zona tampone.
Qualche esempio di possibilità, nelle bozze lo si può vedere.

L'unica cosa fattibile, invece di una sola zona nucleo circondata da una zona tampone, si possono crere diverse zone nucleo discoste l'una dall'altra circondate però da una sola ed unica zona tampone non divisibile.
In sostanza un grande cerchio con determinate limitazioni di sviluppo ed utilizzo, con nel mezzo diversi piccoli cerchi a protezione massima ed assoluta.

Le superfici minime di dette zone, i frazionamenti massimi delle zone nucleo, le loro ubicazioni rispetto alle quote, le percentuali obbligatorie sotto il limite della foresta eccetera, sono conoscuite e determinate dall'Ordinanza e molto difficilmente si può derogare.

Ciò non vuol dire che bisogna rinunciare, ma necessita essere ben in chiaro dove sono queste zone e quali sono tutti (ma tutti) i punti positivi e tutti (ma tutti) i punti negativi dell'operazione.

Ma anche questo è già stato detto: un nuovo parco risulta essere un obbligo per via di una promessa fatta dal Governo svizzero ai Paesi vicini.
Un'altra trovata neo europea: prestare territorio nella natura per far arrivare i vicini a divertirsi. (Anche perché a quanto sembra tali Paesi non vogliono più sacrificare parte del loro territorio a questo scopo).
Tutto ciò sta scritto da qualche parte nella città degli orsi.

(Poi c'é il decreto Tremonti e la fattura di Alptransit sul gobbo - ma è tutta un'altra storia e non pertinente con questa)...

Buon appetito
Moderatrici
inserito il: 2.6.2010 23:06
Cari utenti interessati alla tematica Parc Adula,
quale spunto di discussione, vi segnaliamo la recente lettera del CAS centrale di Berna, inviata agli organi dell'Associazione PARC ADULA.

(gentile traduzione di cb)

***********************************

Al presidente del gruppo operativo Parc Adula
Fabrizio Keller
Grono


Berna, 25 maggio 2010

STATUTO DEL PARC ADULA E COINVOLGIMENTO STRATEGICO DEGLI ATTORI LOCALI

Egregio signor Keller,
da fonti locali siamo stati informati in merito alla procedura di consultazione per la costituzione dell’associazione Parc Adula. Pur non rientrando nella cerchia degli enti ammessi a partecipare alla consultazione, ci permettiamo di sottolineare alcuni aspetti a tale riguardo:
Ci rammarica che in virtù dell’art. 5 [dello statuto ] la costituenda associazione comprenda come membri attivi soltanto le 5 regioni e 20 Comuni, mancando di coinvolgere i rimanenti gruppi di interesse ad esempio dell’economia e dell’ambiente. Ci chiediamo in quale modo questi attori e i loro interessi possano essere considerati in modo adeguato, e senza creare conflitti, nell’impostazione del Parco nazionale. Il loro coinvolgimento poggia soltanto su una collaborazione a gruppi di progetto e a eventuali commissioni tematiche, senza che sussista una inclusione strategica all’interno dell’associazione e senza riconoscimento di un diritto di voto.
Gli art. 9, 20, 21 e 22 [dello statuto] descrivono la struttura delle commissioni consultive regionali e tematiche. Il nuovo statuto non disciplina però né la costituzione di tali commissioni né il loro collegamento strategico con l’associazione.
Noi riteniamo indispensabile che il Club alpino svizzero (SAC-CAS), FAT e UTOE comprese unitamente alle sezioni attive nei loro rispettivi comprensori, possano sedere, accanto ad altri gruppi di interesse locali, sia nelle commissioni regionali sia nelle commissioni tematiche. Attendiamo con piacere, nel corso delle prossime settimane, una Sua stimata risposta su tale questione e saremmo lieti anche di poter avere un incontro con Lei. Come abbiamo già più volte ribadito, collaboriamo volentieri nell’ambito dei due progetti da lei denominati 1.13 e 1.32 e restiamo volentieri in attesa di una presa di contatto da parte Sua.

Cordiali saluti
Club alpino svizzero,
Frank-Urs Müller
presidente centrale

Copia a
- Martin Hilfliker, coordinatore progetto Parc Adula, CRS, Roveredo
- Rappresentante locale CAS: Giochen Bearth, presidente sezione Piz Terri, Quadras, Sumvitg
- Regioni del Parc Adula: Regiun Surselva, Organizzazione regionale della Calanca, Regione Mesolcina, Regione Tre Valli e regioViamala
- per e-mail alle 5 sezioni CAS e a Marcello Monighetti, SAT Lucomagno (rappresentante di UTOE e FAT)

***********
www.vallediblenio.ch/vdbi_cronaca.php
Moderatrici
inserito il: 28.8.2010 20:31
Cari utenti,
il progetto Parc Adula ha raggiunto ieri una tappa importante, come avrete letto e sentito dalla cronaca.
(vedi anche: www.vallediblenio.ch/vdbi_cronaca.php).

Inizia dunque la fase che più dovrà essere vicina ai diretti interessati e quindi anche e soprattutto alla popolazione.

Questo spazio del forum "Blenio Café" rimane sempre aperto al vostro scambio di opinioni, idee, riflessioni su questa tematica.

Buona giornata,
Le Moderatrici
marcello
inserito il: 16.10.2010 14:55
Leggo ora l’articolo di cronaca riguardo la prossima assunzione di 4 accademici per potenziare il management del parco, cosa tra l’altro auspicata anche dalle autorità federali, tutto bene si potrebbe pensare.... Niente affatto!! Le 4 persone che saranno prossimamente assunte avranno la loro sede lavorativa a Roveredo!!
Ora mi chiedo, al di là delle indubbie ricadute economiche per il comune interessato, ovvia pure la possibilità di abitare a Chiasso o a Ghirone e lavorare a Roveredo, mi chiedo, considerato che il comune di Roveredo non ha 1 mq, ne in zona periferica ne tantomeno in zona nucleo, questi posti di lavoro non avrebbero potuto essere piazzati nella nostra valle?

Ritengo pure che per gli addetti ai lavori sia molto importante mantenere il contatto diretto con il territorio, e soprattutto con la gente che ci abita, cercando quell’indispensabile dialogo fra le parti creando consenso.

Autorità locali, non sarebbe ora di farsi sentire, e rivendicare il giusto?
Qello che scrive
inserito il: 19.10.2010 4:26
E i vari membri e delegati nostrani cosa dicono in merito? Hanno voce in capitolo o sono considerati come la donna di picche nel gioco della peppa tencia? Se così fosse, non sarebbe meglio davvero lasciar perdere?
Sarebbe interessante sapere!
marcello
inserito il: 22.10.2010 3:06
A proposito di territori proibiti:

Le Alpi ticinesi sono già il vero Parco Nazionale svizzero

Nell’introduzione della guida del CAS "Alpi ticinesi Ovest", uscita nel 1989, Maurice Brandt scriveva: "Le montagne ticinesi sono la più straordinaria regione selvaggia del nostro paese. Le montagne ticinesi, così difficili e complicate, sono il nostro vero Parco nazionale".
Non si comprende il perché nel progetto del nuovo Parco nazionale ticinese siano preventivate delle aree dove le persone non potranno uscire dai sentieri: ci vogliono tutti intruppati sugli itinerari di massa?

Le centinaia di cime delle Alpi ticinesi sono state e vengono solo raramente sfiorate dal soffio di qualche pacifico alpinista,
che non fa del male a nessuno, perché desidera solo vivere qualche momento di pace e di vera conoscenza. Non è proprio il caso di togliere a chi fa questa ricerca, simile a quella di chi studia lo spazio, una libertà primordiale, fonte di incomparabile sapere e di vita. Sarebbe come chiudere un’antica biblioteca: chi si assume la responsabilità di una tale, terribile decisione?
Gina
inserito il: 22.10.2010 15:19
Bella l'immagine della biblioteca che chiude per sempre. È può servire anche come paragone alla biodiversità: ogni specie che se ne va (e se ne vanno giornalmente, in tutto il mondo) è un patrimonio perso irrevocabilmente, con un danno per l'umanità che non può essere quantificato.

Il parco nazionale dovrebbe servire a tenere aperto la biblioteca della biodiversità, per le future generazioni. E io sarei felice e orgogliosa di far parte (anche se "solo" come modesta abitante) di un tale progetto visionario e lungimirante.
marcello
inserito il: 23.10.2010 3:11
La biblioteca territorio deve rimanere aperta a tutti indistintamente, le pagine del territorio naturale, e le pagine scritte da chi ci ha preceduto, sono valori inestimabili per chi ne sa prendere atto e ne sa apprezzare i contenuti, la libera lettura di questo nostro patrimonio va tutelata nel modo più assoluto.
PARC ADULA
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