Blenio Café
PARC ADULA
Moderatrici
inserito il: 14.10.2009 13:57
LETTERA ACCOMPAGNATRICE ALLE RISPOSTE FORNITE DAL BUVAL AL GRUPPO OPERATIVO PA, IL 12.10.2009

(seguono le risposte)

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Berna, 12 ottobre 2009

Ufficio federale dell’ambiente, UFAM


RISPOSTA ALLE DOMANDE DEL PROGETTO PARC ADULA PER I CHIARIMENTI SUGLI ARTICOLI DELL’OPAR RIGUARDANTI I PARCHI NAZIONALI


Carissimi colleghi,
come discusso inizialmente durante la nostra riunione del 6 agosto 2009 a Bellinzona e ridefinito più precisamente in seguito, rispondiamo alle vostre domande di chiarimento circa la zona nucleo dei Parchi nazionali.

L’Opar specifica, con delle regole quadro gli articoli della LPN (Legge fed. protezione della natura) sui parchi d’importanza nazionale. Essa fornisce lo standard di qualità per tutti i parchi d’importanza nazionale ed enuncia delle regole quadro per ogni categoria di parco. L’Ordinanza è costruita in modo da potersi adattare alle specificità regionali, di modo che le regole enunciate possano adattarsi a diverse regioni del territorio nazionale.
L’art. 17 che definisce le regole quadro per una zona nucleo, si basa su degli standard di qualità internazionale. Queste regole sono state create per poter rispettare l’obiettivo principale di una zona centrale di parco nazionale che è il libero sviluppo della natura (LPN, art. 23f). Le regole sono formulate in modo da prevedere degli interventi seppur limitati, anche nella zona centrale.
Delle deroghe sono permesse (Opar, art.17) in modo da permettere ai progetti di parco di adattare ulteriormente queste regole, specificandole meglio ed in modo adatto al territorio. Queste deroghe devono esser giustificate da motivi importanti e non compromettere lo scopo primo di una zona centrale, che è il libero sviluppo della natura.

Carlo Ossola
UFAM, 3003 Berna
Moderatrici
inserito il: 14.10.2009 16:36
RISPOSTE DEL BUVAL AL GRUPPO OPERATIVO PARC ADULA, versione integrale:

Berna, 12 ottobre 2009

"La definizione delle regole e deroghe precise di una zona centrale è compito dell'ente di gestione del parco e del Cantone e sarà iscritta nella Carta e nei piani direttori comunali. L'UFAM sarà responsabile del controllo dell'idoneità del regolamento rispetto all'Opar. Queste regole devono basarsi su un'analisi dettagliata del territorio e della sensibilità della fauna e della flora alle attività umane. Le regole definite dall'ente di gestione si riferisono a quali attivià sono permesse nella zona centrale, dove e in che intensità.

E' inoltre libertà di ogni comune che costituisce l'organo di gestione di delimitare l'area centrale sul suo territorio, diminuendo al minimo gli eventuali conflitti con altre pianificazioni o attività ad incidenza territoriale.

Per chiarire ancora alcuni punti riguardanti lo sviluppo delle regole della futura zona centrale per il progetto Parc Adula, ci riferiamo alle domande poste dall'ente di gestione durante l'incontro tra Confederazione, Cantone e ente di gestione del 6 agosto 2009 a Bellinzona.

DEFINZIONE DEI SENTIERI ED ITINERARI DOVE LE PERSONE POTRANNO CIRCOLARE ALL'INTERNO DELLA ZONA NUCLEO
Per sentieri ed itinerari si intendono tutti i sentieri marcati come anche gli itinerari definiti per lo sci-alpinismo o le racchette. Lo scopo di questa regola è quello di diminuire al massimo l'impatto del calpestamento e del disturbo dalla parte dell'uomo sulla flora e sulla fauna. La sensibilità a queste attività può essere diversa a seconda degli habitat della stagione e delle specie presenti. E' compito del parco di analizzare questa sensibilità e di regolare i flussi dei visitatori per minimizzarne l'impatto. L'UFAM reputa molto più importante l'informazione e la sensibilizzazione del pubblico rispetto al controllo diretto da parte di impiegati del parco. Con delle misure informative si può contribuire sia all'obiettivo principale della zona centrale ed allo stesso tempo alla sensibilizzazione ed all'educazione ambientale della popolazione.

INTRODUZIONE DI ANIMALI NELLA ZONA NUCLEO
La presenza di animali domestici nell'area centrale si limita agli utilizzi permessi dalle deroghe, come ad esempio nel caso di animali legati agli alpeggi tradizionali.

INFRASTRUTTURE ESISTENTI
Le infrastrutture esistenti potranno essere mantenute e nel caso di proprietà private dovranno essere rimosse solamente nel caso in cui non siano più utilizzate. Nel caso in cui delle infrastrutture ed il loro utilizzo nuocino sensibilimente allo sviluppo della natura, è consigliato di non includerle nella zona centrale in modo da non creare conflitti pianificatori. Le infrastrutture di carattere pubblico, come ad esempio le strutture di accoglienza per i visitatori, sono importanti anche nella zona centrale, vista la vocazione ricreativa e di educazione ambientale di un parco nazionale. Dopo un'accurata analisi dell'impatto sul libero sviluppo della natura, il parco potrà decidere quali infrastrutture integrare nella zona centrale e quali no. Previa questa analisi, tutte le attività legate alle strutture integrate nella zona nucleo saranno permesse.

ACCESSO CON VEICOLI NELLA ZONA NUCLEO
Nel caso di tutte le infrastrutture e gli utilizzi permessi dalle deroghe, anche le attività annesse potranno essere mantenute. Se dei veicoli sono necessari nel caso di alpeggi, delle capanne alpine o di altre infrastrutture previste dalle deroghe, essi potranno circolare o sorvolare e atterrare nell'area centrale. Come già detto è importante che il parco definisca in che luogo, e in che intensità queste attività sono permesse. Nel caso di prese d'acqua o infrastrutture richiedenti manutenzione si cercherà di includerle nella minor misura possibile nella zona centrale onde evitare conflitti. Quando il parco prevede che una data attività euna data struttura sono permesse nella zona centrale, sa al parco o al Cantone decidere se sarà necessari domandare delle autorizzazioni per alcune attività precise o meno (voli in elicottero, manifestazioni speciali, ecc).

COSTRUZIONE, RINNOVO DELLE INFRASTRUTTURE NELLA ZONA NUCLEO
Le infrastrutture potranno essere mantenute, come scritto anche nell'Opar. Il rinnovo di infrastrutture sarà limitato e possibile solo nel caso in cui l'attività che lo richiederà sarà permessa nella zona nucleo e i lavori non intralceranno il libero sviluppo della natura. Per una questione di coerenza di pianificazione, le nuove infrastrutture dovranno costruirsi sostanzialmente al di fuori della zona nucleo.

DEFINIZIONE DELLA ZONA PERIFERICA
La zona periferica di un parco nazionale non comporta nuove restrizioni legali, come nel caso del territorio dei parchi regionali. Questo territorio sarà gestito dall'ente parco seguendo gli obiettivi territoriali fissati su 10 anni e contenuti nella Carta. L'unica differenza con un parco regionale sarà che questi obiettivi dovranno tener conto del ruolo di cuscinetto di detta zona e impedire gli influssi diretti ed indiretti sul libero sviluppo della zona centrale (gestione dei flussi di visitatori, informazione alla popolazione).

Questa lettera sarà inviata in copia anche al Club Alpino svizzero (CAS) su domanda di quest'ultimo e considerato il fatto che il tema delle capanne alpine è trattato nelle nostre risposte.

Speriamo di aver risposto alle vostre domande, nel corso del mese di ottobre 2009 pubblicheremo una fiche su questo tema dove daremo delle informazioni più dettagliate. Ci teniamo a vostra disposizione per chiarire delle quetioni più specifiche.

Distinti saluti

Ufficio federale dell'ambiente (UFAM)

Willy Geiger
(vicedirettore)

Copia a:

- Marco Molinari, Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità, Repubblica e Cantone Ticino, Dipartimento del Territorio, Palazzo amministrativo 2, Viale Stefano Franscini 17, 6501 Bellinzona

- Andreas Cabalzar, Kanton Graubünden, Amt für Natur und Umwelt Graubünden, Gürtelstrasse 89, 7001 Coira

- Präsident der SAC Sektion UTO, Herr Ernst Rota, Speerstrasse 4, 8038 Zurigo

Moderatrici
inserito il: 16.10.2009 6:30
Per conoscenza degli utenti di BC,

ASSEMBLEA ASSOCIAZIONE PARC ADULA

L'Associazione Parc Adula informa che il 20 OTTOBRE alle 20 nella sala patriziale di Olivone si svolgerà la seduta dell'assemblea sociale. All'ordine del giorno figura:

1. Accertamento presenze e diritto di voto
2. Nomina scrutatori
3. Approvazione protocollo assemblea 25.03.2009
4. Informazione sui lavori effettuati tra aprile e ottobre 2009
5. Informazione circa il programma dal novembre 2009 al marzo 2010
6. Informazione circa la situazione finanziaria al 30.09.2009 e la previsione finanziaria per il rimanente periodo Regio Plus (ottobre 2009-marzo 2010)
7. Apertura di un credito bancario di 150 mila franchi per garantire la liquidità durante il rimanente periodo Regio Plus
8. Presentazione e discussione del Piano di gestione Parc Adula in previsione della fase di istituzione (3a fase).
9. Eventuali
marcello
inserito il: 17.10.2009 23:07
I promotori del progetto continuano a sostenere che nella zona preriferica non cambierà assolutamente nulla!

La risposta del sig.Geiger non è chiara, parla di gestione dei flussi dei visitatori e di informazione alla popolazione...

E allora sorge spontanea la domanda:
-Per quale ragione la legge federale prevede la zona periferica?

Lo scopo della zona periferica è di creare una zona cuscinetto, o tampone, fra la zona centrale e il resto del territorio.
Questa iniziativa fu promossa nell'anno 2000 dai responsabili del parco nazionale engadinese proprio per attutire il grosso divario fra la zona centrale e le superfici circostanti prive di protezioni, i cittadini di Zernez furono chiamati al voto, il progetto fu respinto.
Moderatrici
inserito il: 19.10.2009 21:04
Cari lettori,
essendo la sezione Cronaca di questo sito riservata strettamente ad eventi ed informazioni che riguardano il Distretto di Blenio, ma in considerazione del fatto che la tematica e il progetto Parc Adula interessano una superficie di territorio ben più ampia, ci permettiamo di riportare nel forum l'articolo apparso oggi su "laRegioneTicino", a p.9, inerente la serata informativa sul Progetto Parc Adula svoltasi a Rossa, venerdì 16 ottobre scorso.
Riportiamo l'articolo in versione integrale.

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PARC ADULA, CALANCA BEN DISPOSTA
Non sono però mancate alcune perplessità durante la serata di presentazione del progetto

Dubbi e domande non sono certo mancati ma, in un contesto decisamente più tranquillo rispetto ad altre circostanze simili, la presentazione del progetto di Parc Adula, venerdì sera a Rossa, in Val Calanca, è stata seguita con interesse e generale approvazione, da oltre una settantina di calanchini. L’accettanza, in Val Calanca, del progetto, pareva piuttosto buona anche se, come detto, parecchie domande sono state formulate agli oratori (in particolare il presidente del Gruppo operativo dell’Associazione Parc Adula Fabrizio Keller e il direttore del progetto Riccardo Tamoni) intervenuti alla serata e che hanno illustrato i punti cardine del progetto Parc Adula e la tempistica che attende il parco nazionale in vista della sua concretizzazione.
Le domande hanno toccato temi che spaziano dalle possibilità di continuare come oggi nelle attività venatorie, dello sfruttamento agricolo, delle attività economiche generali, della viabilità (la Calanca diverrebbe una delle principali se non la principale via d’accesso al futuro parco, per cui la viabilità andrà organizzata in modo preciso) e dello sviluppo economico legato all’attività umana soprattutto per le prospettate limitazioni ambientali previste dal progetto di parco nazionale in ossequio, anche, alle disposizioni di legge e dell’Ufficio federale dell’ambiente.
Domande e dubbi cui Keller e Tamoni hanno risposto puntualmente, almeno per quanto nelle loro possibilità odierne, visto che parecchio lavoro rimane ancora da fare per definire con maggiore precisione i contorni dell’operazione. Ma su alcuni punti (sentieri ed itinerari, mantenimento delle proprietà private nella zona del parco, accessi in auto o in elicottero a determinate zone del parco, definizione della zona periferica) Keller e Tamoni hanno potuto rassicurare gli astanti grazie alle garanzie e alle precisazioni ricevute, proprio su questi punti particolari, negli scorsi giorni dall’Ufficio federale dell’ambiente.

Ma il vero nocciolo della questione, prima ancora che le spiegazioni a puntuali domande su cosa o meno si potrà fare nella zona nucleo del futuro Parc Adula (aspetto comunque non secondario e che nelle precedenti serate pubbliche, soprattutto in Valle di Blenio e in Mesolcina, ha surriscaldato non poco gli animi ma che sarà eviscerato proprio nella terza fase di progetto) è sapere se si andrà avanti o meno con la proposta. Infatti l’intero progetto, proprio in questi giorni, è entrato in una fase cruciale da cui dipenderà fors’anche il suo stesso futuro. Ciò poiché gli Esecutivi comunali sono chiamati ad esprimersi, entro fine mese, sulla loro volontà di proseguire nella scaletta che porterà alla realizzazione del parco, dopo le relative votazioni popolari, attorno al 2015.

Se il Comune di Rossa sembra intenzionato a voler continuare negli approfondimenti della fase di istituzione del parco (il sindaco Graziano Zanardi ha perorato la causa affinché il suo Comune dica di sì alla terza fase), un paio della ventina di Comuni coinvolti dal progetto hanno già dato il loro assenso per continuare, il Gruppo operativo attende ora la decisione degli altri Enti locali. Come hanno confermato Keller e Tamoni, dovesse venire a mancare l’apporto di certi Comuni territorialmente importanti per l’economia del progetto (questione sollevata per altro anche da alcuni presenti alla serata di venerdì), altre eventuali soluzioni sono già pronte.

Ovvio che la speranza è che tutta la ventina di Enti locali coinvolti dia la sua approvazione all’avvio della fase di istituzione del parco. Come detto oggi come oggi, quindi, i Comuni (che negli scorsi tempi sovente si sono lamentati di non essere sufficientemente coinvolti nell’operazione ma che da oggi via potranno dire la loro) devono solo decidere se procedere con lo sviluppo e l’affinamento del progetto; sarà poi la popolazione dei Comuni coinvolti (come riferivamo nella nostra edizione di mercoledì scorso) ad avere l’ultima parola e a decidere se, nel 2015, il Parc Adula sarà o meno una realtà per un progetto che coinvolge due Cantoni e cinque regioni; Mesolcina, Calanca, Tre Valli, Surselva e Viamala.
Proprio l’approvazione del piano di gestione (un corposo dossier di oltre 220 pagine che contiene le informazioni tecniche, di gestione, sul territorio, di pianificazione e di finanziamento del Parc Adula e consegnato ai Municipi dei 20 Comuni nelle scorse settimane), hanno ancora ricordato i responsabili del progetto, è la condizione necessaria per poter affrontare l’ultima fase del progetto, quella di istituzione del parco e per giungere preparati alla scadenza del l’8 gennaio 2010 con la presentazione del progetto Parc Adula alle autorità federali.

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19.10.2009, p.9
Moderatrici
inserito il: 21.10.2009 0:47
Cari utenti,
ecco finalmente la versione in italiano dell'interpellanza parlamentare inoltrata al Consiglio federale lo scorso 23 settembre da Sep Cathomas:

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Testo depositato (traduzione in lingua italiana)

L'ordinanza sui parchi (OPar) del 7 novembre 2007 definisce i requisiti per l'istituzione, la gestione e l'assicurazione della qualità di parchi d'importanza nazionale.
L'articolo 17 capoverso 1 prevede in particolare severe restrizioni per i parchi nazionali. Tali norme sull'esclusione e le eccezioni non definite in modo preciso creano delle insicurezze nella popolazione e nelle organizzazioni per quanto concerne i lavori preliminari all'istituzione di nuovi parchi e danno quindi origine a importanti riserve nei confronti dei progetti di nuovi parchi.

A seconda dell'interpretazione, non sarà più possibile garantire l'uso e la manutenzione delle infrastrutture esistenti e le relative offerte non potranno più essere mantenute. I conseguenti svantaggi economici sono contrari allo scopo di un progetto di parco.
Queste incertezze aumentano le opposizioni e mettono in pericolo l'istituzione di nuovi parchi. Le deroghe alle prescrizioni previste dall'articolo 17 capoverso 2 devono essere immediatamente concretizzate al fine di aumentare il grado di accettazione dei nuovi progetti di parco.
Per tale ragione, invito il Consiglio federale a concretizzare le norme sull'esclusione indicate nell'articolo 17 capoverso 1 lettere a-g e a esprimersi in merito alle seguenti integrazioni:

1. accedere con veicoli di qualsiasi tipo per il rifornimento delle infrastrutture esistenti (alpeggi, capanne del CAS, rifugi, rustici ecc.);
2. decollare e atterrare con aeromobili di tutti i tipi per il rifornimento delle infrastrutture esistenti (alpeggi, capanne del CAS, rifugi) e per gli interventi di salvataggio o la gestione del bosco;
3. realizzare costruzioni e impianti e procedere a modifiche della configurazione del terreno in relazione all'ampliamento e alla conservazione delle infrastrutture esistenti;
4. uscire dai sentieri indicati, in generale, e in particolare in relazione a un utilizzo per attività alpinistiche in estate e in inverno;
5. raccogliere pietre, minerali, piante e funghi.

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La prossima sessione parlamentare federale è prevista per il 23 novembre.
alfiero
inserito il: 22.10.2009 15:52
Salve,
Mah! Fra tanta perplessità che vola nell’aria e i numerosi dettagli sollevati e irrisolti, l’impressione che può avere, in questo momento, l’uomo comune è che l’euforia iniziale pro parco sia stata troppa e che ciò che si sta chiedendo ai comuni non sia molto diverso della classica cambiale in bianco.
La Valle di Blenio vede coinvolta gran parte del suo territorio abitato e dotato di piani regolatori a gestione di competenza comunale, e mi sembra materialmente impossibile che tale tratto di zona periferica possa fungere da zona cuscinetto e nello stesso tempo da zona in cui far pulsare l’economia,
Sarebbe improvvido fare una Legge federale sui parchi e poi, già al secondo parco, fare così tante eccezioni da sfigurarla per cui le nostre questioni sollevate o sono destinate ad essere caduche o sono un netto no al parco.
Purtroppo una visione comune ai promotori e a chi dovrà poi rispettare regole e regoline non è stata creata in questi anni che si sta lavorando al progetto del parco e comprendo molto bene la responsabilità dei comuni bleniesi, anche perché non si può continuare a lavorare al progetto del parco senza nel contempo portare avanti gli altri nostri progetti, durante i prossimi 5 anni, e poi doverli archiviare come tempo perso.
mara
inserito il: 22.10.2009 19:03
"... fare una Legge federale sui parchi e poi, già al secondo parco, fare così tante eccezioni da sfigurarla per cui le nostre questioni sollevate o sono destinate ad essere caduche o sono un netto no al parco."


Ciao Alfiero,
queste tue parole qua sopra, che mi sono permessa di copiare, traducono molto bene nero su bianco quello che ormai da parecchio tempo sono i miei pensieri e i miei dubbi in merito al progetto Parc Adula...

Sarebbe bellissimo un Parc Adula, e non sono contraria all'idea di principio, anzi mi piace, ma purtroppo se decido di stare coi piedi per terra e leggo quel che c'è da leggere, faccio davvero fatica a credere che - come lo vorremmo noi - un Parco Nazionale così e da noi possa davvero realizzarsi...

Spero di essere smentita dagli eventi... :-))
Moderatrici
inserito il: 25.10.2009 18:55
Cari utenti,
vi informiamo che su questa tematica abbiamo messo on-line un sondaggio. Lo potete trovare e votare all'indirizzo:

www.vallediblenio.ch/vdbi_sondaggio.php

Oppure cliccando sull'icona blu "Cosa Pensi" dalla homepage del sito.

Ultime news dalla cronaca odierna, 29 ottobre:

www.vallediblenio.ch/vdbi_cronaca.php

Buona serata!
Moderatrici
inserito il: 20.11.2009 6:54
Cari utenti e cari interessati a questa tematica,
il consigliere nazionale Sep Cathomas - che qui ringraziamo - ci ha fatto pervenire nella serata di ieri la risposta del Consiglio federale alla sua interpellanza parlamentare del 23 settembre scorso, nella quale richiedeva delle precisazioni in merito alle deroghe possibili all'articol 17 dell'Ordinanza federale sui parchi nazionali.

Ecco, in versione italiana, la risposta del Governo federale:

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Risposta del Consiglio federale del 18.11.2009

Secondo l'articolo 23f della legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN; RS 451), un parco nazionale è costituito da una zona centrale e da una zona periferica. L'obiettivo principale della zona centrale è garantire che la natura possa svilupparsi liberamente. Per raggiungerlo è necessario fissare delle regole che limitano al minimo gli interventi antropici. L'articolo 17 dell'ordinanza sui parchi d'importanza nazionale (OPar; RS 451.36) stabilisce il quadro generale di tali regole definendo uno standard generale per i tutti i futuri parchi nazionali svizzeri (cpv. 1). Sono comunque previste delle deroghe al fine di poter adattare le regole alle singole regioni e alle loro caratteristiche (cpv. 2). Le deroghe sono definite in modo da consentire a ogni regione di adattare il regolamento della zona centrale alle proprie specificità. Conformemente al principio di autodeterminazione spetta all'organo responsabile del parco, in collaborazione con i Comuni e gli attori interessati, decidere in primo luogo il perimetro, le attività e le infrastrutture possibili all'interno della zona centrale nel rispetto del principio di libero sviluppo della natura. L'ente responsabile del parco ha quindi la facoltà di escludere dalla zona centrale le infrastrutture o attività che potrebbero entrare in conflitto con un libero sviluppo della natura. Tutte le specifiche stabilite nella regione saranno definite in un apposito regolamento per la zona centrale. Il Cantone o i Cantoni responsabili del progetto devono assicurarne la garanzia territoriale, mentre la Confederazione verifica se il regolamento è conforme allo standard generale. Le attività saranno mantenute non appena il regolamento è approvato dai Cantoni e dalla Confederazione. Se gli alpeggi sono sfruttati in modo tradizionale e hanno una superficie adeguata e ben definita, le attività ad essi collegate saranno mantenute. Tale principio è applicato anche alle capanne e ai rifugi, che svolgono inoltre un ruolo importante per i visitatori del parco e per le attività di sensibilizzazione al libero sviluppo e di scoperta della natura. In considerazione di quanto esposto è possibile rispondere come segue alle integrazioni proposte:

1. Saranno mantenute e precisate nel regolamento relativo alla zona centrale le attività legate alle infrastrutture ammesse nella zona centrale quali il rifornimento e i movimenti causati da ogni genere di veicolo (p. es. fornitura di derrate alimentari alle capanne alpine o trasporto a valle di prodotti agricoli provenienti dagli alpeggi).

2. Le stesse osservazioni valgono per il traffico aereo necessario. Inoltre, data la loro importanza, gli interventi di salvataggio aereo e di prevenzione contro i pericoli naturali sono comunque sempre ammessi.

3. Nel quadro delle attività ammesse dal regolamento nella zona centrale del parco sarà possibile modificare e quindi anche conservare gli impianti esistenti. In linea generale, le nuove infrastrutture dovrebbero essere progettate al di fuori della zona centrale.

4. I sentieri e i percorsi sui quali è possibile spostarsi all'interno della zona centrale devono essere definiti nel regolamento. Il regolamento può includere, oltre ai sentieri estivi, anche percorsi più ampi che consentano ad esempio lo sci alpinismo durante l'inverno. Sarà compito dell'ente responsabile del parco, in collaborazione con i Comuni, il Cantone e gli attori interessati, pianificare tali percorsi dopo aver analizzato l'impatto dei visitatori sulla fauna e sulla flora.

5. In linea generale, è vietata la raccolta di pietre, minerali, piante e funghi. Continuerà a essere ammessa solo se la sua regolamentazione e la sua limitazione nel tempo, a livello quantitativo e da un punto di vista territoriale consente alla natura di svilupparsi liberamente. Il parco può quindi adattare tali attività alle caratteristiche di libero sviluppo della natura nella propria regione.

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