Blenio Café
PARC ADULA
Fiordaliso
inserito il: 18.9.2013 18:53
Copio qui sotto -- e sottoscrivo nella sua interezza -- il contributo di Roberto Kufahl (Grumo di Torre) pubblicato ieri 17 settembre 2013 sul Corriere del Ticino.

... ... ...
Il Parc Adula sempre più attuale

Forse la mia motivazione di dire sempre qualcosa a favore del Parc Adula sarebbe minore, se non ci fosse stato quel plebiscito dei cittadini di Cevio, che nel 2009 hanno tolto la partecipazione del territorio comunale al progettato Parco del Locarnese. Ho in mente gli umori tipicissimi di un «bavonese di cuore», del signor Niccolò Giovanettina di Cavergno, che si rallegra di aver «avversato quel progetto» e si arresta a un passato permanente: infatti «il passato di posti come la Bavona è lì con le sue testimonianze, le sue storie, le sue vicende, la sua lezione di forza e di coraggio. E proprio in virtù di quel passato sarebbe triste trasformare la montagna in semplice riserva naturalistica»(laRegione, 6.5.2010). È un punto di vista che non condivido affatto, se si fanno i conti con le condizioni di esistenza umana del tempo presente e non del passato irrepetibile. «Foroglio e la Val Bavona meritano altro», dice il vallerano, ma non dice che cosa e per mano di chi: sostegno speciale all'agricoltura, interazioni col Locarnese, nuove attività? Immagine tanto retrospettiva, quanto mancante di prospettive. Nemmeno lo studio commissionato dal Municipio di Cevio alla Supsi può indicare un vero sviluppo della vita tradizionale della Bavona. Dallo stesso articolo appena citato apprendo che Germano Mattei, il fondatore del partito Montagna Viva, giudica il gran rifiuto dei valmaggesi «un autogoal». Può anche darsi che alcuni piangono ora sul latte versato, ma il Parco del Locarnese resta monco della parte alpina. Per questo io spero fortemente che una simile vicenda non si ripeta nella Valle di Blenio, cioè che il Parco non resti ridotto a secondo parco nazionale solo grigionese. Lasciamo ai vecchi sonni tranquilli e immagini nostalgiche, ma pensiamo a stimolare i giovani con prospettive realistiche, aperte alla mobilità degli altri e all'interazione con gli altri !

Spira un'aria ben diversa sul Parc Adula rispetto alla partenza. Il progetto è sempre più attuale dopo il lavoro esplicativo con gli enti e le associazioni locali da parte di un team giusto messo nel modo giusto. Per i due punti più critici che riguardano il Ticino, si stanno già discutendo delle intese sui diritti di pascolo e sulla percorribilità di tracciati alpinistici definiti/non definiti secondo le guide, mentre l'Ufam ha garantito l'approvvigionamento delle capanne via elicottero e la concessione di futuri ampliamenti in vista del maggior numero di visitatori. La Carta del Parco è in via di allestimento. Stefano Quarenghi, direttore del progetto, è presente ogni volta che nei media è opportuna la spiegazione delle attività correnti. Nel n.2 della pubblicazione «Parc Adula» si legge la sua lettera aperta al direttore della SRG SSR, che rivendica la rettifica di informazioni errate e la presenza della voce che rappresenta il progetto. Se allora Roger de Weck il cui spirito apertissimo e colloquiale gli ha fatto coniare l'idea-guida «riunire la Svizzera dei microcosmi» sarà attento, alla Rsi non dovrebbe più passare il documentario sulla Greina prodotto nel 2000 dal bleniese Federico Jolli. Qui il conduttore Delli Ponti fa allusione a «sognatori» poco identificabili (ecologisti?) che vorrebbero per loro la preservazione dell'altopiano alpino. Compaiono anche la voce «feroce» di Alessio Rigozzi con l'ipotesi infondata che il Parco cancella i diritti di pascolo, la voce di Antonio Cima che si mostra preoccupato della moltitudine annunciata che «deturpa», la voce dello scrittore-pastore Leo Tuor di Somvix che si dice disturbato dalle abitudini estranee alla tradizione. Rigozzi, Cima e Tuor arrivano già nel 2000 in ritardo, perché il progetto è latore di una visione propositiva che, messa anche a confronto nella discussione con i residenti delle cinque regioni interessate, supera le loro impressioni soggettive. Rivolgo una domanda a Cima: è meglio sperare candidamente che siano sempre solo in pochi i visitatori della Greina, oppure è meglio promuovere una regolamentazione che riduca (teoricamente a zero) gli influssi antropici sull'ambiente? L'illusione che la Greina resti isolata, riservata agli autoctoni, chiusa alla frequentazione di foresti vicini e lontani, è già definitivamente infranta. Le città si riempiono e il flusso dei cittadini che si spingono in periferia a conoscere la natura è inarrestabile. Quanto a Tuor, le sue robinsonate tra il vendere gli scritti in città e il curare le pecore in montagna mi stanno anche creative e curiose, però si sarà accorto che al mondo e in Greina non c'è solo lui.
Moderatrici
inserito il: 19.9.2013 23:50
Cari utenti,
sul tema del Parc Adula e in collaborazione con il mensile "Voce di Blenio", lanciamo questo mese un sondaggio attualissimo:

www.vallediblenio.ch/vdbi_sondaggio.php

C'è chi è convinto di votare SI al Parco, c'è chi è convinto già ora di votare NO. Ce ne sono tanti ancora indecisi. E' vero che i mass media, stampa e TV, sia pubblici che privati hanno il dovere di informare. Ma è anche vero che non bisogna sempre aspettarle, le informazioni (sia pro che contro, per farsi un'opinione corretta), ma bisogna a volte andarle a cercare, interessarsi!

Nel nostro archivio della Cronaca, solo per fare un esempio, si può ricostruire tutto il progetto, dagli inizi fino ai giorni nostri, attraverso i numerosi articoli via via pubblicati dalla stampa cantonale, basta selezionare l'anno a fondo pagina (il numero tra parentesi accanto alla data è il totale degli articoli inerenti la Valle di Blenio archiviati quell'anno) e far scorrere l'elenco, cliccando poi sull'articolo selezionato:

www.vallediblenio.ch/vdbi_cronarch.php?ycron=

Buona lettura!

marcello
inserito il: 22.9.2013 15:10
9 Proposte/Idee rimaste lettera morta..... che dire?
lo scriba montano
inserito il: 24.9.2013 21:49
Sondaggio so già cosa voterò, oppure aspetto ulteriori informazioni.

Risposta semplice; fino a che le informazioni date sono di parte, cioè niente di concreto, nessun punto (almeno finora) che dimostra un ritorno economico... e tanto altro...

Purtroppo finora solo teorie (tanto fumo poco arrosto).
Riunioni con interventi da imbonitori, richieste di deroghe agli articoli dell'ordinanza peraltro non certe e certificate e quantomeno non confermate le possibilità di tali deroghe da parte delle autorità centrali (Buval ecc..)
Esempio; finora l'autorizzazione a volare con aeromobili e relativo rifornimento capanne è di competenza dell'UFAC. Da domani resta l'autorizzazione UFAC che sarà sovrapposta dall'impedimento dato dall'ordinanza sui parchi; quindi iniziare a portare a spalla, e con l'asino (sempre che l'asino sia d'accordo).

E tante altre cose sottaciute...(volutamente oppure misconosciute e prese con superficialità??)

Arriveremo almeno il giorno prima della votazione a sapere qualcosa di concreto??
Fiordaliso
inserito il: 25.9.2013 6:23
CHE DIRE? CHE SCRIVERE?

A chi legge le esternazioni di Scriba Montano resta la facoltà di almeno porsi qualche domanda:

Quando si dice che vengono date solo informazioni "di parte" … a quale "parte" ci si riferisce? …forse la "parte" dell'omino cattivo?

Con "niente di concreto" cosa si intende? … i finanziamenti federale, cantonale e privato che già oggi si riversano nella regione a sostegno del progetto (oltre Frs 6 mio)? … o a quelli che annualmente verranno assegnati al Parco nazionale se verrà accettato dalla popolazione? o all'indotto che si genererà con lo sviluppo del settore turistico?

Quando si scrive di "deroghe non certificate e confermate" ci si riferisce alla "certificazione" dell'Ufficio federale competente (UFAM) e alle "conferme" scritte del Consiglio federale? .. o si intende che non dobbiamo credere a quanto scrive il Consiglio federale?

E già che ci siamo perché non facciamo un po' di chiarezza su tutte queste "cose sottaciute" che spesso e volentieri vengono tirate fuori dal cappello magico. Di che parliamo? Cos'è che non viene detto? Perché Scriba Montano non illumina anche noi?

---
Credo che sia legittimo fare domande ed esigere risposte. Parc Adula, i nostri sindaci e i rappresentanti delle nostre istituzioni hanno la responsabilità e il dovere di rispondere a queste domande. Però è meno legittimo far finta che le risposte non vengono date … e soprattutto è molto meno legittimo cercar di far credere ad altri che le risposte non vengono date.
maru
inserito il: 26.9.2013 3:02
Salve a tutti,
avete letto nel settimanale Azione uscito questa settimana,
l'articolo: "Una Charta per il Parc Adula"?

azione.ch/ee/azion/_main_/2013/09/23/005/

Sono rimasta veramente stupita quando ho letto quanto segue:

"E proprio nel cuore dello stesso, sul Passo del Lucomagno a quota 1926 m. s/m, è stata posata la targa commemorativa della ViaLucmagn , una targa – e questa è purtroppo una nota dolente – realizzata dai promotori solo in lingua tedesca e romancia, «dimenticando» clamorosamente l’italiano."

Ma saremo sempre trattati così???

Certo che se quelli del parco stanno cercando di raccogliere consensi, non è un bel modus operandi...

Voi cosa ne pensate?

Affaire à suivre
Fiordaliso
inserito il: 26.9.2013 4:16
Grazie per il link: un articolo ben informato e completo che consiglio a tutti di leggere.

Riguardo la targa ho girato qualche sasso, fatto un paio di domande e scoperto che è un'iniziativa indipendente del comune di Medel ... forse si potrebbe chiedere ai comuni della Valle di Blenio di fare lo stesso ... così almeno si dimostra che anche da questa parte del Lucomagno le iniziative vengono sostenute ... e non solo prese a sassate.
marcello
inserito il: 26.9.2013 13:32
A questo punto credo siano necessarie almeno due precisazioni riguardo alle esternazioni di Fiordaliso (che continua a mantenere l'anonimato :( ...ma tant'è).

Non mi risulta che l'iniziativa della Via Lucmagn sia un progetto indipendente, al contrario! A me risulta faccia parte di quella serie di progetti che il Management di PA sta portando avanti, evidentemente in collaborazione con i vari enti locali.

La sassata ci sta tutta! Anzi due! Una al comune di Medel e la seconda ai dirigenti del PA, che avrebbero perlomeno dovuto notare la mancanza dell'italiano, e porvi rimedio.
lo scriba montano
inserito il: 26.9.2013 16:07
Bene benissimo, anzi no.. Grave gravissimo.

Anche fosse solo competenza e responsabilità del comune di Medel, il modo di fare non è tanto corretto.
E poi ci mandano giù gli asilanti con il biglietto gratis a rubare scarpe e biciclette (ma questa è tutt'altra storia - vedi interessi...culinari… di chi in alto sta e socio).

Comunque ciò non fa cambiare opinione e nemmeno la sostanza.
Come ri ri detto e ri ri trito, si spera che al momento opportuno venga messo sul piatto della bilancia almeno qualche punto a favore dell’economia locale (in generale) alfine di poter decidere quale santo vale quale candela (finora solo santi e nessuna candela vale la pena di essere utilizzata)

Poi potremmo aprire la scatola dei perché:
- perché alcuni membri di commissioni e/o gruppi di lavoro sono usciti dal grembo? (ho detto bene grembo e non gremio - non è un errore di ortografia)
- perché da tutti i progetti iniziali è rimasto solo PA e parco locarnese completamente monco? (la Svizzera inizia a Chiasso e finisce su verso Basilea e di traverso a circa Ginevra per finire a Samnaun)
- perché vista l’estensione della Svizzera, siamo ritenuti i più bravi, i più accorti ed i meglio degni di essere presi in considerazione per un si importante progetto?
- perché Mamma Elvezia è così largheggiante a finanziarci e sostenerci (foraggiare) nel progetto e poi ci nega il sussidio per rappezzare qualche metro di strada dei monti (strade danneggiate non solo dal povero villico autoctono), prendendo lo spunto che in Ticino (quindi anche ed in maggior parte fuori dalla zona interessata dalle suddette strade) si sia fatto qualche abuso edilizio fuori zona?
- perché la confederazione con il pieno appoggio di Pro Natura, Buval ed altri, spinge a volere un secondo parco nazionale?
- perché i sopracitati enti (Buval e Pro Natura) sono stati gli “editori” (nel senso che hanno dettato le regole) della nuova legge e relativa ordinanza di applicazione sui parchi?
- perché non si parla, almeno superficialmente, di altre eventuali possibilità (parchi naturali, regionali eccetera..) almeno per confrontare causa-effetto in alternativa?
- Perché nel frattempo sono sorti diversi parchi del genere sopra menzionato e qualcuno di questi (non tutti) girano anche abbastanza bene?
- tanti altri perché (e sono ancora tantissimi)
Fiordaliso
inserito il: 26.9.2013 17:24
eh no! ... io a questo gioco non ci sto e non mi ci faccio trascinare. Ho già scritto anche io (su questo blog) che la targa bilingue (romancio-tedesco) è una "scortesia" poco simpatica, ma il mio punto sulle "sassate" è tutt'altra cosa:

si riconduce a quella particolare abitudine "auto-distruttiva" di tirar sassate a tutto quello che si muove.

Quello che noto è che vi è un ente che crea e promuove un itinerario turistico. Uno può dire: "si può fare meglio, bisogna creare più punti lungo il tragitto, fare delle proposte ...". A quanto viene detto pubblicamente si tratta di un progetto di via storica al suo inizio.

Quello che per me conta è che vi è un idea (che potrebbe avere ripercussioni positive per la collettività) e qualcuno ci investe soldi (soldi veri non le solite frottole) e risorse umane nella speranza di creare futuro migliore.

E invece che succede? Succede che ci si concentra su una minuscola targa di poco più di 20x20cm che il Comune di Medel ha legittimamente posato sul suo territorio (non in quello di Blenio) nelle sue lingue per segnare la propria partecipazione al progetto.

Si, continuiamo a lanciar sassate a tutto quello che si muove ... facciamo tabula rasa ... a quelli di Medel (oltre alla targa) resterà probabilmente qualche beneficio ... di qua del Lucomagno rimarranno solo i sassi.
PARC ADULA
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