Blenio Café
PARC ADULA
rasputin
inserito il: 10.12.2015 20:34
Egregio Signor Wilmos,

e perché l'istituzione Parc Adula assieme a Pro Natura (così tanto favorevole ad avere un secondo parco in Svizzera e con tutti i precedenti progetti andati in fumo!!) non prevede di pagare un affitto, invece di succhiare soldi ai proprietari dei terreni (che poi dovrebbero essere anche i patriziati)

ed in più, perché i patrizi non vengono anche loro chiamati in consultazione, ma solo gli aventi diritto di voto dei comuni??

In Engadina per l'affitto pagano fior di milioni!! (ma non lo dice nessuno)

mi sta bene il 6 Fr per abitante, comunque nei piani contabili si cita che il 20% viene richiesto ai comuni.

la storia dei 6 Fr. a persona sappiamo già come andrà a finire!!

Sono come le richieste analoghe di altre istituzioni (utili o meno utili che siano); si è partiti con qualche Fr pro capite per finire a tanti Fr pro capite!

così che va a finire come tanti altri progetti; quando diventa critica finanziariamente, tutto addosso ai comuni!!

ROBA DAL COMUN, ROBA DA NISUN!!
alfiero
inserito il: 11.12.2015 17:08
Ciao Wilmos,

vorrei capire il rapporto fra i 6 fr. per abitante, sono 16000 gli abitanti, e il 20% dei 60 milioni che il parco dovrebbe costare entro il 2027.

Inoltre perché alla cassa non vengono chiamati anche i comuni di Lugano, Bellinzona, (Locarno ha il suo parco da pagare) che sostengono il parco per i loro interessi senza metterci del loro per il rispetto dei vincoli?

Buon fine settimana
Denis
inserito il: 12.12.2015 15:22
Cari utenti del BC, Caro Rasputin,
vi informo che lunedì 14 dicembre dalle 18.00 alle 21.00, saremo presenti con il team presso la cancelleria del comune di Blenio (ad Aquila) per rispondere alle vostre domande.
Sarebbe per noi un piacere fare conoscenza con Rasputin e poter dibattere in modo costruttivo a quattrocchi. Lo potremo tranquillizzare sul fatto che qui non c’è nessuno che sta tramando cose losche.. stiamo semplicemente cercando di dare un nuovo impulso positivo alla Valle e tutta la regione ..
Siamo aperti anche ad accogliere osservazioni e proposte ..
Durante il mese di gennaio saremo presenti anche a Serravalle.
Buon WE a tutti – Denis Vanbianchi-team PA
Vilmos
inserito il: 13.12.2015 12:04
Buonasera Rasputin, ciao Alfiero,

cerco di rispondere più che volentieri, e mi scuso già da adesso per la lunghezza.

Inizio col dire che non è scritto da nessuno parte che i Comuni devono assumersi il 20% dei costi complessivi (che, per i primi dieci anni, sono stati calcolati in 61,2 milioni di franchi).
Il 60% di questo denaro verrà dalla Confederazione (ricordo che l’assemblea federale ha recentemente deciso di aumentare gli stanziamenti in favore dei parchi) e un 20% dai Cantoni Ticino e Grigioni. Il restante 20% verrà assunto dall’ente responsabile del parco.
Dove va a prendere questi soldi il Parc Adula (complessivamente più di 12 milioni in dieci anni)? Una parte li richiede ai Comuni (in quanto membri dell’Associazione PA), i quali sono chiamati a contribuire nella misura di 6 franchi per abitante per anno, ma comunque per non più di 10'000 e non meno di 1000 franchi all’anno: ciò significa che, ogni anno, stando agli attuali dati demografici, i 17 comuni contribuiranno con poco più di 90'000 franchi all’anno (si va dai 10'000 di Blenio, Acquarossa, Serravalle, Disentis e Vrin ai 1000 di Nufenen, Hinterrhein, Buseno e Rossa).
Se facciamo due calcoli, ci accorgiamo che il contributo dei Comuni copre solo una piccola parte di quel 20% di preventivo (90'000 franchi su poco più di un milione all’anno). Il resto verrà da altri enti coinvolti come le Regioni (l’ERS-BV per ciò che riguarda il Ticino), da donazioni e soprattutto da sostenitori (come la Città di Lugano e la Città di Bellinzona) e sponsor privati. Per avere un’idea di chi sono, potete andare a vedere su www.parcadula.ch/it/Partner-Sponsor/Sponsor.
Insomma, quel famoso 20% è coperto soprattutto da sostenitori privati. E ho pochi dubbi sul fatto che, se il Parc Adula fosse accettato, altri sponsor possano avere interesse a «saltare sul carro».

Comunque è tutto nero su bianco nella Charta, più precisamente alle pagine 263-266 del Piano di gestione (Capitolo C) che potete leggere qui: www.parcadula.ch/it/Charta-Parc-Adula/download-cha...

Il fatto che sia sulla Charta, che verrà sottoposta al giudizio del popolo e, se accettata, ratificata da Confederazione, Cantoni e soprattutto Comuni (sono i Comuni a mettere la firma al contratto del parco), è già di per se una garanzia che questo contributo non sarà toccato. Alla luce di ciò, non capisco proprio cosa voglia dire Rasputin qui sotto scrivendo che con «la storia dei 6 Fr a persona sappiamo già come andrà a finire!!».

Sempre cercando di rispondere alle perplessità di Rasputin:

- non è che Pro Natura o il Parc Adula non prevedono di pagare l’affitto. Semplicemente, è la nuova Legge federale sui parchi: quindi non ha senso prendersela con Parc Adula o Pro Natura; se mai ce la si potrebbe prendere con le camere federali (a tal proposito ho già scritto in questa conversazione il 20.11 scorso).
Devo ammettere di non essere a conoscenza degli statuti e delle leggi che reggono il Parco nazionale svizzero, ma immagino sia la Confederazione a pagare l’affitto. Nel caso del Parc Adula, ogni anno la Confederazione verserebbe tra i 3,12 e i 3,9 milioni all’anno (vedi tabella a pagina 266 del Piano di gestione). Non so se son «fior di milioni», ma in dieci anni, al Parc Adula, la Confederazione verserà 36'720'000.

- Non capisco cosa intenda Rasputin con «succhiare soldi» ai Patriziati. Forse qualcuno più addentro le cose potrebbe dirci se e quanto sono chiamati a versare ogni anno al Parc Adula (o forse lo stesso Rasputin potrebbe essere più preciso).

- Il voto è concesso ai cittadini dei Comuni perché il Contratto del parco (Capitolo B della Charta) è stipulato tra l’ente responsabile e i Comuni (tra l’altro, credo che la stragrande maggioranza dei patrizi sono anche domiciliati…).
Secondo il ragionamento di Rasputin (del tutto legittimo) chiunque abbia dei possedimenti sulla superficie del Parco dovrebbe poter avere diritto al voto; ad esempio, anch’io, domiciliato fuori valle, potrei essere in possesso di un immobile su territorio bleniese e di conseguenza avere degli interessi a che il Parc Adula venga o meno realizzato.


Per concludere, sottolineo l’invito fatto qui sotto da Denis.

Non perdete l’occasione di esporre i vostri dubbi e di confrontare le vostre opinioni con il Team Parc Adula. La serata di domani e quella a Serravalle del 13 gennaio sono una bella occasione in questo senso.
alfiero
inserito il: 13.12.2015 16:13
Ciao Wilmos,

L’ordinanza sui parchi associa nel capitolo 2 gli aiuti finanziari e il marchio parco e prodotto. Secondo me il concetto di base sta nel rapporto fra qualità e quantità delle prestazioni fornite dall’attività privata e pubblica locale e l’entità degli aiuti della confederazione, prova ne è il fatto che il contratto viene stabilito con i comuni e i comuni il cui territorio è incluso nel parco devono essere rappresentati in modo DETERMINANTE nell’ente responsabile del parco, il quale ente deve disporre di risorse finanziarie che garantiscano l’istituzione, la gestione e l’assicurazione della qualità.

Per esempio se la condizione stabilita per il conferimento del marchio o i requisiti previsti per il suo impiego non sono più adempiuti, l’UFAM fissa un termine per colmare le lacune riscontrate. Qualora tali lacune non siano colmate entro il termine fissato, l’UFAM ritira il marchio Parco conferito e quali sarebbero i compiti e le conseguenze per i comuni che sono parte determinante della gestione dell’ente?

Tenuto poi conto che L’ente responsabile del parco può impiegare il marchio Parco esclusivamente per far conoscere il parco stesso e non è consentito l’impiego del marchio Parco per pubblicizzare singoli beni o servizi, e i grandi distributori non utilizzano il marchio del parco (abbiamo una ventina di parchi in CH e 20 marchi sarebbero ben oltre il limiti di non confusione nell’informazione ai consumatori) ma il marchio prodotto che ogni produttore deve far conoscere da se. (come adesso)

Queste e tante altre considerazioni sono poco importanti per un parco che ha solo la zona centrale che ingloba solo il territorio scelto in modo da non disturbare tanto, ma nel caso della valle di Blenio che secondo il numero di abitanti è responsabile per un terzo del dovuto dai comuni, e ci mette tutto il suo territorio a titolo di zona periferica, (mi fa arrabbiare la persistenza nel parlare di Status Quo mentre l’ordinanza affida alla zona periferica il suo compito) sono considerazioni importanti.
Vilmos
inserito il: 13.12.2015 21:00
Ciao Alfiero,

per capire cosa cambierà davvero nella zona periferica (se e quali saranno le limitazioni) la presentazione della nuova variante di piano regolatore del Comune di Blenio (14 novembre, domani sera, ad Aquila) può costituire un’ottima occasione. Cosa cambierà nella zona periferica? Io so che ad Acquarossa, il cui territorio è interamente su zona periferica, il PR non è stato toccato. Qualcosa è invece cambiato a livello di Piano direttore cantonale.

Io mi limito a un’osservazione: poiché L’OPar è la base legale su cui è stata redatta la Charta e che questa è già stata approvata da Berna, oggi è molto più utile ragionare e discutere sulla Charta che sull’OPar. Sulla Charta, gli articoli dell’OPar sono adattate alla realtà del Parc Adula.

Per rispondere alla domanda che poni, nel caso il Parc Adula non dovesse più riuscire a soddisfare le richieste della Confederazione (ipotesi che ritengo molto, ma molto improbabile dopo tutto il lavoro che è stato svolto), questa ritirerebbe il Marchio e i finanziamenti e “semplicemente” il Parco non esisterebbe più. La conseguenza per i Comuni sarebbe quindi di tornare alla situazione precedente alla costituzione del Parco.

Spero di aver capito bene le tue osservazioni.

Buona serata e buona settimana.
Marisa
inserito il: 14.12.2015 6:35
È un discorso tra sordi ,ipotizzare dei pernottamenti è facile come ignorarli ..
La realtà delle cose va cercata altrove ,il valore del nostro territorio ,sta nelle imposizioni che comporta un Parco ,
in un mondo in crisi ,PA ha la bacchetta magica per uno sviluppo turistico ,i parchi sono posti dove c'è poca o tanta affluenza ,padrone di questo e là meteo ,il tutto si vive in gite senza ambizione di spreco le persone cercano armonia e serenità ,vivere la montagna percorrerla ,con buon senso e rispetto ..
Questo è già una realtà che non abbisogna di ulteriore regole e divieti ,il Parco è già una realtà che ora esiste ,ben disposti verso ad un turismo consono alle necessità Della Valle
una firma porterebbe solo un cambio di proprietà ,(quindi non più padroni in casa nostra )
Un investimento di tale portata non può essere disinteressato ,no PA vuol dire rispetto per un territorio molto ben gestito fino ad ora .
rasputin
inserito il: 14.12.2015 19:59
non voglio ripetermi ma chiedo, forse per l'ultima volta visto che ci si gira intorno!!!
In Engadina si paga un affitto; i comuni che hanno dato il territorio incassano fior di quattrini.
Qui invece si deve contribuire!
In Engadina, fuori dall’area protetta ci sono una quantità di posti (alberghi ed altro) adibiti alla ricettività turistica, costruiti nel passato (anni buoni). E poi non va così bene come si vuol far pensare e credere.
Qui invece si deve costruire tutto; quegli alcuni ancora in esercizio boccheggiano. Non è previsto che PA aiuti in questo senso.
Il signor Wilmos dice che molti patrizi sono anche domiciliati e quindi con diritto di voto, viceversa diversi domiciliati non sono patrizi.
Non è che Pro Natura o il Parc Adula non prevedono di pagare l’affitto. Semplicemente, è la nuova Legge federale sui parchi.
Quindi se questa è la legge, che si vada ad applicarla da un’altra parte. (ma dalle altre parti, la musica l’hanno capita subito e si sono sganciati!!)
Perché deve essere proprio la nostra regione a subire queste modifiche ed a perderci??
- Non capisco cosa intenda Rasputin con «succhiare soldi» ai Patriziati. Forse qualcuno più addentro le cose potrebbe dirci se e quanto sono chiamati a versare ogni anno al Parc Adula (o forse lo stesso Rasputin potrebbe essere più preciso).
Non ho detto succhiar soldi ai Patriziati; ho detto succhiar soldi al cittadino; i soldi delle istituzioni sono soldi del cittadino (purtroppo tanti amministratori se lo sono dimenticato da tempo)
L’OPar è la base legale su cui è stata redatta la Charta; giusto non discuterne perché l’OPar esiste, è abbastanza recente (il primo progetto era stato rigettato) e non cambia nulla; giusto discutere sulla Charta (che anche questa prima bozza è stata rigettata – vedi ritardo ad andare in votazione).
Mi sembra che storicamente la Charta (magna Charta), fosse qualcos’altro e forse ci sta bene il “magna” a cui aggiungere “e bevi”??)
In dieci anni, al Parc Adula, la Confederazione verserà 36'720'000. Questa somma serve appena a pagare gli stipendi e i costi di gestione di PA: diversamente sarebbe se almeno la metà dovessero andare a favore della regione: aiuto agli investimenti necessari, progetti (e non a streppar ortiche, aggiustare cappelle e muri a secco, portare a spasso qualcuno – questo NON SONO PROGETTI!!) I progetti son ben altra cosa!!
Abbiamo una ventina di parchi in CH; attenzione Alfiero, di parchi di questo genere che ricadono sotto la nuova OPar, finora non ce ne sono. Il parco Engadina resta con applicazione della vecchia ordinanza, meno restrittiva per le zone tampone.
I parchi che citi sono i parchi regionali e gli articoli applicabili dell’ordinanza non sono gli stessi.
È un discorso tra sordi ,ipotizzare dei pernottamenti è facile come ignorarli ..
La realtà delle cose va cercata altrove ,il valore del nostro territorio ,sta nelle imposizioni che comporta un Parco ,
Giustissimo Marisa; ma non c’è miglior sordo di chi finge di non ascoltare. (specialmente se gli interessi sono di parte).
Secondo gli studi; qualche centinaio di turisti/visitatori all’anno.
Bene: 62 milioni di costi in 10 anni per avere 5000 pernottamenti (di cui diversi fuori zona)
In conclusione; ?????
marcello
inserito il: 16.12.2015 11:13
Nelle schede di progetto non vedo la realizzazione di uno o più centri del parco per i visitatori, da adibire p.es a esposizioni permanenti, esposizioni temporanee, centro per incontri o seminari. Il tutto ovviamente con un prezzo d'entrata.
Denis
inserito il: 17.12.2015 13:36
Cari utenti di Blenio Café, a seguire intendo rispondere ad alcune domande emerse nel corso della discussione degli ultimi giorni.

AFFITTO
Non esiste un contratto di locazione tra la Confederazione e i Comuni; tantomeno un pagamento di prezzo d’entrata al parco.

COSA DA’ PARC ADULA
In cambio del conferimento del marchio parco nazionale noi cittadini accettiamo una regolamentazione della cosiddetta zona centrale. Questa regolamentazione vuole proteggere il patrimonio naturale alpino. Ma la zona centrale non è tutto il parco, non comprende i paesi e il fondovalle, ma solo territorio in alta quota come, ad esempio, la Greina (che già oggi è soggetta a numerose regole, per cui all'atto pratico i cambiamenti per le persone saranno minimi). Non è vero che non ci si potrà più recare nella zona centrale, non è vero che le capanne e gli alpeggi si vedranno costretti a cessare l'attività. Al contrario: capanne e alpeggi beneficeranno della presenza di Parc Adula.

COSA RICEVONO I CITTADINI
Lo spiega già molto bene Vilmos in un post precedente: oltre 5 milioni all'anno. Il finanziamento viene stabilito su base quadriennale e i prossimi 4 anni sono già definiti nel dettaglio: per maggiori informazioni potete consultare la Richiesta di aiuto finanziario globale per il periodo 2016-2019 (http://www.parcadula.ch/it/Progetto-Parc-Adula/Dokumente). Se la Confederazione o i Cantoni decidessero di non pagare verrebbe a cadere il contratto (Art. 9.2. del Contratto del Parco).
Il contratto deve essere votato ogni 10 anni.

SOLDI PUBBLICI
I soldi sono per oltre 80% pubblici: 60% arrivano dalla Confederazione, 20% dai 2 Cantoni. Il rimanente 20% sarà versato dai Comuni e dagli sponsor. Come scrive Vilmos i 17 Comuni si impegnano per un totale di 90’000 franchi all'anno (6 franchi per abitante all’anno con un minimo di 1'000 franchi e un massimo di 10'000 franchi all’anno per Comune). A mio avviso questa è un'ottima notizia: finalmente un progetto che ridistribuisce il soldo pubblico dalla città a favore delle regioni periferiche ... nello specifico la nostra Regione.

PATRIZIATI
I Patriziati non sono chiamati a versare alcun contributo, ma sono certamente in prima linea tra coloro che potranno beneficiare di Parc Adula. Non a caso Nello Bruni rappresenta gli interessi dei Patriziati in seno al Gruppo Operativo dell'Associazione Parc Adula.

RETE DEI PARCHI SVIZZERI
Dice bene Rasputin quando scrive che gli articoli dell'Ordinanza federale che si applicano ad un parco nazionale sono diversi da quelli di un parco regionale. È anche corretto quando spiega che il Parc Naziunal Svizzer è l'unico a rifarsi ad una vecchia legge appositamente creata, quando venne istituito 101 anni fa; tutti gli altri parchi si rifanno invece alla nuova legge passata in parlamento poco meno di una decina di anni orsono.
Rasputin è però meno preciso nel resto della sua esposizione. I parchi in Svizzera sono ad oggi 16, di cui: 1 parco nazionale, 14 parchi regionali e 1 parco periurbano. Vi sono poi 2 candidati di parco nazionale (tra cui Parc Adula). La ragione per cui il resto della Svizzera ha recentemente partorito solo parchi regionali e non ancora un secondo parco nazionale è semplice: è molto più difficile creare un parco nazionale che un parco regionale e non esistono molti territori che corrispondono ai requisiti di un parco nazionale.

In conclusione vorrei aggiungere che, come anticipato qualche giorno fa, la serata del 14 dicembre il Team Parc Adula era ad Aquila per rispondere a domande e osservazioni da parte della popolazione. Tutto il Team Parc Adula resta a disposizione per tutta la durata della consultazione pubblica della Charta (che terminerà il 1.02.2016) per chiarimenti e approfondimenti.
Mi rincresce che coloro che pongono interrogativi in questa sede non si siano presentati alla serata del 14.12: avremmo potuto chiarire i dubbi e fornire risposte concrete. Mi vien da pensare che spesso coloro che fanno domande su Blenio Café preferiscano non ottenere risposta, così da poter continuare a creare insicurezza nei confronti di Parc Adula. Un peccato, perché questo progetto riguarda tutti noi, il nostro avvenire e il futuro delle prossime generazioni.

Un saluto a tutti. Denis Vanbianchi-team PA
PARC ADULA
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