Blenio Café
PARC ADULA
mara
inserito il: 26.10.2010 16:05
Personalmente, mi ritrovo sempre a pensare che viviamo già in un parco naturale, vedi Greina. Da secoli il territorio e le regioni montane sono curate, protette e in sostanza ben trattate da chi ci abita e ne trae (o traeva) sostentamento. Persone che rispettano e conoscono bene il loro territorio, le inside, le bellezze, le zone più o meno generose di ogni angolo di terra.
Queste persone che ci hanno preceduto e quelle che ancora oggi lavorano in sintonia con questo territorio hanno contribuito a mantenerne la bellezza e anche la rispettosa fruibilità.
Mentre cammino in questo territorio, mi ritrovo spesso a pensare che – se il Parc Adula si dovesse concretizzare (ed è anche una bella idea, intendiamoci!!) – se dovesse concretizzarsi, lo dovrebbe essere però innanzitutto a beneficio della popolazione locale, di chi su questo territorio ci vive.
Avevo letto recentemente da qualche parte che zone come Piora, la Greina e il Lucomagno sono i polmoni verdi del Ticino. E’ forse anche vero. Ma far respirare aria buona per qualche ora a chi viene dai centri urbani non vuol dire soffocare per sempre i diritti primordiali e atavici di chi da sempre vive su un dato territorio.

Un’altra considerazione: d’accordo che bisognerà puntare sullo sviluppo della zona periferica, sullo sviluppo della ristorazione, dell’albergheria e dell’artigianato locali, ma resto sempre convinta che chi verrà in valle con l’intenzione di andare nel Parc Adula, vorrà andare essenzialmente NEL parco, ossia nella zona nucleo, in quota.
Quindi importanti saranno i mesi estivi e quindi le capanne alpine. Queste avranno un ruolo centrale nell’assistenza e conduzione dei frequentatori, dei gruppi, delle scolaresche. Conduzione nella conoscenza delle bellezze della natura, grazie a guide appositamente formate. Tuttavia così come sono, le capanne non sono idonee a questo scopo. E bisogna pensarci prima...

Esempio: da diversi anni la FASV di Olivone organizza escursioni sul Lucomagno per classi di studenti. Se fa bel tempo, ok, si sta fuori. Lo scorso settembre, in due occasioni, la pioggia ha invece impedito la gita pomeridiana lungo i sentieri tematici: il Centro di Acquacalda dispone di una sala idonea (separata dal normale bar-ristorante per i clienti della giornata) dove raggruppare gli allievi e tenere delle relazioni o lezioni. Nel parco naturale della Foresta Nera, ad esempio, le “capanne” sono dotate di questi spazi.
La “levata di scudi” dello scorso anno della SAT Lucomagno e delle Sezioni della FAT non era pura e semplice opposizione al Parco. Le voci anzi sono venute e vengono da persone che conoscono il territorio, le capanne, il loro funzionamento e che, in definitiva, amano il loro territorio e sono disposte volentieri ad inserirlo nel parco, ma in modo sostenibile e rispettoso anche delle loro esigenze.

E un’ultima riflessione: forse è vero che per percepire meglio questa realtà profondamente legata al territorio, sarebbe buona cosa se almeno un paio dei futuri nuovi impiegati dell’Associazione Parc Adula (dei quattro posti di lavoro messi recentemente a concorso) vivessero davvero a diretto contatto con la realtà locale, sempre e unicamente ai fini di una migliore conoscenza reciproca per un risultato che si vuole condiviso e ottimale. Nel Comune di Blenio, un ufficio si trova...
Vi auguro una splendida giornata in questa splendida valle!
Ciao, mara
Gina
inserito il: 26.10.2010 18:40
... in gran parte sottoscrivo ciò che dici, Mara. Certo che avere questa regione così com'è, incontaminata e in gran parte intatta, è frutto della parsimoniosa e oculata gestione di chi ci viveva finora.

Il parco deve nascere dal basso, deve essere condiviso dalla popolazione che ci vive, le regole e i divieti vanno discussi. Deve pure portare un introito alla popolazione locale. È un aspetto fondamentale e importante.

Ma inviterei tutti a guardare anche oltre: oltre alla valle c'è la Svizzera, c’è l’Europa, c'è tutto il mondo. Per conservare il mondo vivibile come l'abbiamo trovato noi dobbiamo impegnarci tutti, è un reciproco dare e prendere. Dobbiamo superare le gelosie e essere generosi.

In questo forum succede ciò che si può chiamare “formare l’opinione pubblica”, è molto importante e ti ringrazio per questo!
mara
inserito il: 26.10.2010 21:02
Ciao Gina,
grazie per le tue parole, anche se ammetto che sarei molto più contenta se qualche lettore in più del nostro forum contribuisse anche attivamente alla discussione.

Nel nostro Paese la libertà di opinione è garantita. Spesso non ci rendiamo conto di cosa questo voglia effettivamente dire. Se la si comunica in modo civile e con buon senso, contribuisce alla crescita. Da cosa nasce cosa...

Tornando al tuo contributo, condivido che il parco deve nascere dal basso, è questo lo scopo della terza fase e per questo credo sarebbe anche importante che i "vertici", ossia i nuovi direttori scientifici e amministrativi, siano vicini a questa base. E non si tratta di gelosie... bensì di ricerca di quel consenso necessario tra la popolazione. Altrimenti rischieremmo di spendere solo milioni (pubblici) in tanti studi e ricerche... :-((

Buona giornata, a presto, ciao
Gina
inserito il: 27.10.2010 18:08
Anche a me sembra che forse era meglio piazzare la sede scientifica e amministrativa nella zona toccata, non conosco i motivi per questa scelta.

Ma quello che voglio dire con “guardare oltre” e lasciar da parte ciò che ho chiamato “gelosie”, è che per costruire un mondo vivibile per tutti, dobbiamo capire che ci sono diversi pesi da mettere sulla bilancia. Da una parte ci sono le libertà individuali, ai quali dovremo rinunciare un po’ (ma sottolineo POCO perché - come già concordate tu e Marcello, il parco è praticamente già realtà, e di effettive rinunce ci saranno poche), dall’altra parte c’è l’interesse comune che ha bisogno di spazi di conservazione della natura, e, ripeto, della biodiversità che è fondamentale per l’umanità.

Poi, non è che diamo tutto ciò a gratis. Ci sono i contributi dalla federazione, che renderanno più possibile la vita e il mantenimento delle infrastrutture nelle zone toccate.

E inoltre: avete ragione a dire “il parco esiste già” - ma allora, non sarebbe meglio avere anche il “marchio” parco? Aiuta molto per attirare turisti, e per il marketing in generale.
Vasco
inserito il: 1.11.2010 21:07
Sono anch'io dell'avviso che la grande maggioranza del territorio alpino ticinese sia già il nostro parco naturale.
Sono salito su centinaia di montagne ticinesi e, all'infuori dei ben noti sentieri che portano alle capanne, la presenza di persone nei territori montagnosi è bassa e rispettosa.

Mi chiedo se sia corretto vietare o limitare l'accesso alle nostre cime impedendo così alle persone di poter ammirare incredibili scenari naturali.

Istruttivo è anche ripercorrere antichi itinerari ora scomparsi, che furono elemento vitale per la sopravvivenza nelle nostre valli. Si scoprono così cascine abbandonate o resti di cascine nei posti più impensati e selvaggi.
Perchè impedire la scoperta di queste testimonianze a chi ne capisce l'importanza?

Inoltre ho dato un'occhiata al sito ufficiale del canton Grigioni curiosando l'andamento della popolazione dei comuni interessati dal parco nazionale.
Il comune di Val Mustair è passato dai 1897 abitanti del 1996 ai 1608 del 2009; la perdita è del 15% in 13 anni.
Zernez nel 1996 contava 1047 abitanti scendendo a 996 nel 1999, poi l'inaugurazione del tunnel della Vereina ha permesso al comune di riprendersi arrivando nel 2009 a 1095 abitanti.

Mi rendo conto che è un'analisi superficiale, però credo che il parco non dia un forte impulso alla regione.

Mi sembrava giusto dare questi impulsi alla discussione.
Gianni
inserito il: 11.11.2010 1:07
Non sono un grande amante di questo mezzo di discussione "moderno" ammettendo che è la prima volta che ne faccio uso. Personalmente preferisco esprimermi in luoghi istituzionali o utilizzando i media. Leggo sporadicamente gli interventi nel forum e ho deciso di ascoltare il richiamo di Mara quando ritiene importante l'allargamento del dibattito con l'espressione di più opinioni.

Personalmente condivido il pensiero di Vasco essendo un amante e fruitore delle nostre bellissime montagne. Percorro spesso e volentieri le nostre vallate, a piedi con il sacco in spalla, quasi mai su sentieri segnalati. Non ritengo che con il mio comportamento abbia creato dei problemi alla natura.

Mi sono letto le varie schede di progetto Parc Adula e la lettera dell'Autorità federale nella quale si esprime in modo assolutamente inequivocabile sull'impossibilità futura di percorrere la zona nucleo all'infuori dei sentieri "marcati".
Non è chiaro il concetto relativo ai sentieri "marcati" e pertanto immagino, fina a prova del contrario, che per "marcato" si intende quello segnalato sulle carte dell'Ufficio federale di topografia (giallo, rosso e bianco e blu e bianco). Qualcuno formula l'ipotesi che per "marcato" s'intende tutte le vie riportate dal libro del CAS redatto da Giuseppe Brenna (se fosse così sposo la causa del Parco da subito!!!)

La cima dell'Adula è per me un elemento importante. Precludermi l'accesso alla cima unicamente per gli ultimi 100 m (verificate il perimetro della zona nucleo) è irritante ed inconcepibile. Oltre all'Adula ci sono altre cime bellissime che ci saranno precluse.

Prossimamente esprimerò il mio pensiero sugli aspetti relativi all'organizzazione dell'Associazione Parc Adula essendo in attesa di una loro presa di posizione ad alcune mie domande.
mara
inserito il: 11.11.2010 4:37
Ciao Gianni,
visto che citi la cartina e il caso della cima dell’Adula (prima dentro e poi improvvisamente fuori dal perimetro del parco, zona nucleo), mi permetto di esprimere una cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa se non addirittura di stucco.
Se le mie informazioni sono giuste, la cartina con i perimetri del Parc Adula (zona nucleo ZN e zona periferica) attualmente pubblicata sul sito www.parcadula.ch (quindi di fruizione pubblica) NON è quella sulla quale nel settembre dello scorso anno si è basata la presa di posizione delle Società alpinistiche (FAT e CAS) delle 16 capanne inserite nel perimetro del parco (di cui 8, allora, in ZN). E questo senza che nessuna delle Società alpinistiche ne fosse messa debitamente al corrente.

Trovo questo modo d’agire un po' scorretto e assolutamente non rispettoso del lavoro e dell’interessamento portato avanti dalle società citate, che da anni hanno un attaccamento al territorio e alle loro strutture.
Ma quel che è grave, secondo me, è che la cartina coi perimetri modificati (non si sa per mano di chi né quando, ma comunque dopo il settembre dello scorso anno) sia finita a Berna con la documentazione poi approvata dall’UFAM alla fine d'agosto scorso e contenente anche la documentazione completa con le rivendicazioni delle Società alpinistiche che si basavano però – ahinoi e loro malgrado... - sulla precedente cartina dai confini diversi (con 8 capanne in ZN). Berna forse manco se n’è accorta?

Sarà un dettaglio, ma sono cose spiacevoli. Internet è pubblico e anche se – come mi è stato riferito dall’ufficio del Gop – la cartina ancora non è quella definitiva e i perimetri del parco potranno ancora essere cambiati nei prossimi 4-5 anni (della fase 3), ritengo che sia davvero doverosa una maggiore e mirata informazione ai diretti interessati. Ai fini di una corretta e professionale informazione, sarebbe anche utile datare sempre (soprattuto in caso di modifiche) lo stato della cartina pubblicata nel sito del Parc Adula.
Penso che in futuro sia necessario un dialogo schietto e aperto. Non è che... spostando in sordina di qua o di là i perimetri e togliendo una capanna dalla ZN (nella fattispecie sono ben tre quelle che sono state tolte senza avviso ai diretti proprietari!!!), si risolvano problemi. Non è che le società non vogliono la loro struttura in zona nucleo. La zona nucleo sarà il fulcro del parco, dovrà e avrà un grande valore e potenziale attrattivo. Per le capanne, nei dovuti modi e con la possibilità di adattarsi e diventare funzionali ai fini del Parco, sarà anzi interessante e potenzialmente stimolante essere incluse nella zona nucleo.
Una ZN limitata a zone già per loro natura difficilmente raggiungibili (süi bicri... :-) non ha senso, vedi la Valle Malvaglia dove la ZN, sempre nella cartina modificata, è stata ridotta all'osso.
Io penso che solo sedendosi, ma per davvero, allo stesso tavolo si possono comprendere e discutere le ragioni e le motivazioni dell’una e dell’altra parte. Se davvero si vuol essere vicini alla base e costruire il parco da lì...
Buona serata, ciao
marcello
inserito il: 11.11.2010 19:04
Il Parc Adula costituisce uno dei grossi progetti a lungo termine, in grado di condizionarci il futuro nel bene e/o nel male.
Siamo entrati nella terza fase, e ancora non sono convinto se questo sia stato un bene: mi chiedo se non fosse stato meglio fare chiarezza su alcuni punti fondamentali prima di dare avvio al progetto vero e proprio, risparmiando probabilmente diversi capitali pubblici.

Vi sono infatti numerosi interrogativi ancora aperti, uno su tutti rimane la libertà di movimento, un aspetto fondamentale della questione parco. In qualità di rappresentante a tutela degli interessi della Federazione Alpinistica Ticinese sono alla ricerca di una soluzione; come citato da Gianni, ritengo che l’unica via d’uscita, intesa a salvaguardare la possibilità di poterci muovere liberamente sul nostro territorio, sia quella di proporre come sentieri marcati tutti quei percorsi descritti sulle pubblicazioni del CAS.

In questo senso stiamo aspettando di poterci finalmente sedere attorno ad un tavolo con i rappresentanti del Gruppo Operativo, e portare avanti la nostra proposta presso l’UFAM, dal quale dovranno giungere questa volta delle risposte chiare senza possibilità d’equivoci.

Riguardo alle modifiche effettuate nella zona nucleo, in particolare l’esclusione di tre capanne, senza aver informato i diretti interessati, ed aver di conseguenza inviato a Berna dei documenti in contraddizione fra di loro, la dice lunga su come e in che misura sono state ascoltate le società alpinistiche, mi riferisco in particolare alla conferenza stampa del 21 settembre 2009.

Un’ultima considerazione riguardo i confini della zona nucleo: se si osserva la cartina su www.parcadula.ch , il parco dovrebbe da subito cambiare nome in PARC GREINA; questo spostamento verso una regione molto conosciuta e frequentata (le tre capanne poste in zona registrano regolarmente già oggi, durante il periodo estivo, il tutto esaurito!) denota da parte del gruppo promotore una mancanza di coraggio nel voler promuovere altre regioni altrettanto interessanti dal profilo naturalistico e culturale, alla ricerca di un vero rilancio economico.
Gianni
inserito il: 12.11.2010 23:05
Cara Mara facendo regolarmente corsa d'orientamento ho imparato ad interpretare le carte topografiche. La tua suggestione è corretta. Le varie cartine riprodotte in internet differenziano fra loro sul perimetro della Zona nucleo (ZN) o Zona centrale (ZC).
Le cartine topografiche o schizzi riportati nei vari documenti sono datati e ci permettono di evidenziare alcune differenze. Ho analizzato unicamente le differenze in zona cima dell'Adula. Con una analisi più approfondita della documentazione potremmo evidenziare altre differenze; ma non è lo scopo dell'esercizio!
Il documento "Documento per la consultazione presso i Municipi dei potenziali comuni del Parco - maggio 2009" che, come dice il testo, è stato utilizzato per la consultazione pubblica, ci illustra una cartina al § 1.2 (data cartina 23 aprile 2009). La Zona nucleo scende dalla cima dell'Adula in direzione capanna UTOE. E' difficile evidenziare il limite esatto ma verosimilmente almeno fino alla fine della morena... per chi conosce la strada....Questa cartina è stata riportata anche da Marcello nel suo articolo apparso sul periodico della FAT.

I documenti prodotti nel 2010, dopo la consultazione citata precedentemente, riportano:
Piano di gestione - Documento principale dell'8 gennaio 2010, l'esemplare inoltrato all'Ufficio federale dell'ambiente riporta un altro perimetro della Zona centrale.

NdR: mi danno fastidio questi pasticci di definizione: o è zona nucleo o è zona centrale!!!! e non il primo caso; gli statuti sono pieni di incoerenze terminologiche!!!.

La cartina che trovate in internet, datata 10.05.2010, riporta lo stesso perimetro del documento inviato all'Ente federale. Il perimetro segue la cresta NNO e O dell'Adula. Ed è anche per questa modifica del limite che la scelta di non uscire dai sentieri "marcati" è ancora più assurda. Infatti, seguendo la via normale dalla capanna UTOE sarà permesso l'accesso fino a 100 m dalla cima e poi non essendoci dei sentieri "marcati" non si potrà raggiungere la vetta accedendo alla cresta. Unicamente una guardia della natura posta in pianta stabile all'ultima bocchetta potrà proibirmi d'arrivare in cima!

Con queste puntualizzazioni non posso che condividere le preoccupazioni di Mara. Facciamo attenzione sulla qualità del lavoro svolto dai signori dell'Associazione Parc Adula. Vi ricordo che è un'Associazioni finanziata in maggioranza con capitali pubblici (anche del mio Comune e del nostro Cantone)... e non sono briccioline... gli investimenti si aggirano attorno ai 5.5 mio di franchi. Dobbiamo pretendere un'informazione corretta e che le decisioni siano prese con la massima trasparenza.
Gianni
inserito il: 13.12.2010 15:57
Corzoneso, 30 novembre 2010

Interpellanza ai sensi della LOC art. 66 cpv 3 al Municipio del Comune di Acquarossa

PARC ADULA: risultato parziale Grigioni batte valle di Blenio 2:0

Signor Sindaco,
signore e signori Municipali,

ho preso atto che la neo costituita Associazione Parc Adula (in seguito Associazione) ha messo a concorso 4 interessanti e qualificati posti di lavoro, 3 a tempo pieno e 1 al 50-80%. Il posto di lavoro sarà Roveredo (GR), sede dell’Associazione.
La curiosità mi ha spinto a prendere contatto con l’Associazione per conoscere l’iter decisionale relativo alla sede.

Parte A – scelta sede del segretariato e dell’Associazione

Nella sua risposta il Presidente dell’Assemblea, l’avvocato grigionese Keller, mi informa che:
….La dotazione di personale del progetto è molto limitata e ci permette di svolgere solo quelli che sono i compiti che ci sono assegnati dal piano di gestione, rispettivamente quello che la Confederazione ci richiede. Non è perciò ipotizzabile che in futuro il sottoscritto o altri collaboratori possano intrattenere delle corrispondenze e fornire delle spiegazioni a dei cittadini (anche se Consiglieri comunali) dei 20 Comuni interessati al di fuori delle manifestazioni, rispettivamente gruppi di lavoro, previsti. È proprio per questo motivo che ogni Comune è stato, con la revisione degli statuti, coinvolto. Le informazioni devono passare attraverso i rappresentanti dei Comuni negli organi dell'associazione. Trasparenza significa informare quando ci sono notizie rilevanti, non impegnare le forze che andrebbero dedicate ai progetti per rispondere a tutti….

Pertanto, questo mio scritto rientra nella logica voluta dal Presidente dell’Associazione e forzatamente devo interrogare i nostri membri del GOp/Assemblea che siedono in Municipio.

Alcune informazioni generali per inquadrare il contesto delle mie domande.
Nel dicembre 2009, ancora prima che l’Associazione fosse costituita, il “vecchio GOp” ha deciso che la sede del segretariato doveva essere a Roveredo (GR). Per vostra informazione, il territorio del Comune di Roveredo (GR) non sarà minimamente toccato dal perimetro del Parc Adula.
Il Presidente Keller mi informa che…. attualmente anche il segretariato si trova a Roveredo che è pertanto il luogo in cui l'associazione ha sede a norma dell'art. 1 dello statuto.
Il Presidente mi informa pure che…. per gli uffici e le prestazioni di segretariato vi sono dei contratti in corso (locazione e accordo di prestazioni) onde per cui delle diverse decisioni sono ipotizzabili solo al momento della scadenza dei contratti e in funzione della disponibilità delle persone che si occupano quasi giornalmente della conduzione del personale.

Se mi è concessa una sintesi del problema ci troviamo confrontati con una decisione presa da un gremio che al momento della nascita dell’Associazione (il loro mandato era terminato) di fatto, ha imposto la sede al segretariato e conseguentemente anche alla nuova Associazione, limitandone il suo potere decisionale.


Domanda 1:
Il Municipio approva l’iter decisionale voluto dal “vecchio GOp” che, nel dicembre 2009, ha di fatto imposto la sede della Associazione a Roveredo (GR)?

Domanda 2:
Se alla domanda precedente il Municipio ritiene che l’iter decisionale non sia corretto, è disposto a sostenere la causa per una revisione della decisione a favore di una sede dell’Associazione in uno dei Comuni (magari bleniesi) che si trovano all’interno del perimetro del Parc Adula?

Domanda 3:
Il Municipio non ritiene che si sia persa un’occasione per utilizzare al meglio alcune infrastrutture già presenti in valle e che avrebbero potuto essere messe a disposizione quali sede dell’Associazione in modo da garantirci dei posti di lavoro qualificati?

Domanda 4:
Il Municipio era informato che al momento della decisione da parte del “vecchio GOp” relativa alla sede del segretariato nel Comune di Roveredo (GR) non erano state presentate altre candidature, bleniesi compresi?

Domanda 5:
Il Municipio era a conoscenza dell’esito finale del voto relativo alla scelta della sede del segretariato, in modo particolare è a conoscenza della posizione avuta dai tre delegati ticinesi che ci rappresentavano e che avrebbero dovuto candidare e sostenere una sede in territorio bleniese?
N.d.r: pur conoscendo la risposta, per motivi di confidenzialità devo formalizzare ufficialmente la domanda al Municipio.

Domanda 6:
Alla luce di questa evidente sconfitta patita dai 3 Comuni bleniesi, non vuole il Municipio farsi promotore di un Gruppo di lavoro della valle, composto di persone interessate al tema, non necessariamente municipali, allo scopo di coordinare tutte le azioni dei membri del GOp (compreso GOp ristretto) e dell’Assemblea a favore di unità d’intenti per garantirci la massima efficacia decisionale?



Parte B – informazione sugli iter decisionali relativi all’attribuzione di mandati esterni

L’Associazione è, per la maggior parte, finanziata da mezzi pubblici. La spesa prevista è preventivata a ca. 5.5 mio fr. che saranno spesi verosimilmente in un periodo variabile fra i 4 e 5 anni.
Il MM 127/10 ci ha informato che nella prima fase i progetti sono stati finanziati dai 2 Cantoni (GR + TI) con fr. 250'000.- ciascuno e fr. 400'000.- dalla Regio Plus.

Domanda 7:
Ritenuto che non mi è concesso l’accesso a informazioni pubbliche, chiedo al Municipio di informarsi presso l’Associazione in modo di avere la lista dei mandati esterni, comprensiva dell’ammontare del mandato (e relativa scadenza).
La lista dovrebbe comprendere:
- i mandati che l’Associazione ha ereditato dal “vecchio GOp”
- i mandati terminati per gestire la prima fase.

Domanda 8:
Ritenuto che non mi è concesso l’accesso a informazioni pubbliche, chiedo al Municipio di informarsi presso l’Associazione in modo di ottenere le informazioni relative alle ripartizioni dell’importo pari a fr. 5.5 mio che sono a disposizione dell’Associazione, e più precisamente:
- quota parte dei costi per la gestione del proprio personale
- l’ammontare dei mandati esterni.
Inoltre, chiedo al Municipio d’informarsi con quale Legge cantonale sulle commesse pubbliche (ticinese o grigionese) l’Associazione sarà chiamata ad agire. Nel caso in cui fosse stata scelta la legge cantonale grigionese, desidero che mi sia indicato quali sono i valori soglia per l’incarico diretto, la licitazione privata o la procedura libera.

Domanda 9:
Il Municipio è a conoscenza delle procedure utilizzate che hanno permesso di deliberare i vari mandati ai progettisti che hanno sin qui lavorato? Nel caso in cui la domanda è negativa lo invito a d informarsi presso l’Associazione.

In attesa di una vostra risposta entro il prossimo Consiglio comunale (vedi LORD art. 66 cpv 3) l’occasione mi è gradita per porgervi i più cordiali saluti.



Ing. Giovanni Pettinari
Consigliere comunale
PARC ADULA
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