Blenio Café
PARC ADULA
Marisa
inserito il: 27.2.2014 21:40
Il fatto che ci deve scrivere come Parc Adula e non come tal dei tali e già fastidioso di suo!! Normalmente chi rappresenta un ente o qualcosa osa apporre una firma.
Quello che ho letto sono le leggi, sono proibitive per il contadini,
e non sono modificabili a favore dell'alpigiano in nessun caso.
Ammiro la vostra diplomazia nel dare le non risposte.
Comunque è sempre meglio essere prudenti, e portare i problemi come si vedono, che fingere che è tutto ok.
La posta e molto elevata e i rischi irreversibili.
Veigia dal Pic
inserito il: 28.2.2014 0:00
Il Tem Parc Adula dovrebbe fare una cosa CHE NON HA MAI FATTO... Dire o scrivere (o ammettere!) una buona volta anche che si sono soprattutto dei limiti derivanti dal nuovo parco; nel senso dei divieti, delle proibizioni, delle demolizioni che potranno essere fatte ecc. ecc. Cose che in fondo sono chiaramente ed esplicitamente indicate nell'Ordinanza (da notare che un'ordinanza di una legge non è facilmente modificabile...). Non si deve solo parlare di teoriche ricadute economiche (ipotizzate: quale principale presupposto per l'istituzione del PA, non in linea, si potrebbe dire, con lo spirito della legge sui parchi in vigore, che ha come obiettivo <nel nucleo> quello di "consentire alla natura di sviluppi liberamente").
Team Parc Adula
inserito il: 28.2.2014 1:41
Caro Veigia dal Pic, non abbiamo mai detto che non ci saranno divieti o limitazioni nella Zona Centrale (in quella periferica confermiamo quanto sempre affermato, ovvero che non ci saranno divieti ulteriori rispetto a quelli già vigenti). Semplicemente preferiamo guardare al bicchiere mezzo pieno anziché a quello mezzo vuoto.

Un saluto

Team Parc Adula
Fiordaliso
inserito il: 28.2.2014 4:55
La domanda proposta su questo sito "DEMOGRAFIA: L'EVENTUALE REALIZZAZIONE DEI GRANDI PROGETTI PORTERA' AD UN AUMENTO DELLA POPOLAZIONE?" è certamente degna della nostra attenzione e di un sano dibattito - come del resto tutte le domande che si sono succedute su questo sito nella rubrica "Cosa pensi". La mia prima tenzazione è stata quella di rispondere "SI" ... poi rileggendola bene la premessa a fianco mi sono convinto che invece la risposta è, forse, "NO".

Il motivo di questa mia decisione è un concetto incluso nella premessa a fianco: "... dobbiamo credere anche nell'aumento massiccio della popolazione?" La parola che mi sembra stonata è "massiccio". Io non credo che i progetti descritti come portatori di sviluppo (Parc Adula, Terme, Quercia, Ospedale, Campra, Campo Blenio, prodotti, Alptransit ...) abbiano realmente la capacità di provocare una "massiccia migrazione" ... semplicemente si sopravvaluta la loro portata ... non vi sono le premesse, ne vi è una situazione quadro che lo permette. Mi basterebbe però pensare che tutte queste buone iniziative fermino l'inesorabile spopolamento che le nostre regioni hanno conosciuto negli anni (e mi riferisco soprattutto all'alta valle) e che generino una modesta, ma virtuosa, inversione di tendenza.
Marisa
inserito il: 28.2.2014 11:20
Per questo credo che sviluppare in parte certi progetti sia saggio !,
Esempio portato da "Marcello ".
Non vincolante per il territorio in modo totalitario.
Un parco lo vedo come un investimento esagerato e dispendioso.
Solamente la campagna pubblicitaria ,e uno sproposito nei costi .
Il mio modesto pensiero ,mi porta a una certa prudenza. Ed al rispetto per la cosa pubblica ,siamo una Piccola valle e come tale dobbiamo ragionare e vivere ,difendere il territorio e andare avanti ,con il senno di poi crescere gradatamente ,e pensare che lo sviluppo auspicato da PA non sia quello di un turismo di soggiorno ma bensì di passaggio ,così che le capanne sono più che indicate a tale scopo .gli alberghi e tutto il lustro previsto dalla campagna PA non mi convige .
alfiero
inserito il: 28.2.2014 16:43
buongiorno,

Grazie a Fiordaliso che riprende quello che è il tema centrale, causa delle difficoltà economiche e sociali del distretto, non è però secondo me, il caso di gettare qualsiasi spugna.
La valle ha tante risorse che rispondono alle esigenze moderne delle famiglie, così tante da ipotizzare, quale obbiettivo principale, il raddoppio della popolazione, si è dotata di un Master Plan che dovrebbe pubblicare le sue intenzioni in fatto di pianificazione della crescita. Biasca cresce e ad un prezzo del terreno che va da 400.- a 800.- con le conseguenti ripercussioni sugli affitti, facile capire che noi dobbiamo puntare sulle case mono o bifamigliari, cosa compatibilissima con una sostenibile ecologia, (forse non del tutto con il concetto di zona periferica del parco) Una pianificazione pubblica che si ponesse questo obbiettivo, ritenuto che un aumento massiccio della popolazione espande l’economia esistente, senza traumi, creerebbe la condivisione e l’interesse delle iniziative private e quindi la creazione di posti di lavoro occupabili da noi. Con tutte le sperimentazionî che si fanno, in ambito cantonale e nazionale, non è detto che un piano di crescita demografica bleniese non possa avere l’entità di essere un progetto sperimentale di promozione sociale ed economica delle periferie. Vediamo quanto sia difficile vincere le tendenze ragionando sullo specifico di ogni caso, quindi cerchiamo di dar vita ad un modello di crescita mantello. Almeno questo è il mio, (forse troppo ambizioso?) modello di futuro.

buona giornata
Fiordaliso
inserito il: 1.3.2014 0:45
Il “modello di futuro" proposto da Alfiero non è necessariamente troppo ambizisioso, anzi è sicuramente qualcosa al quale si può aspirare ... e forse anche un po' sognare. Chiaramente ognuno potrà mettere gli accenti su aspetti differenti, ma nel suo impianto a mio avviso è una base condivisibile. La mia riserva sulla parola "massiccio" è il fatto che essa si associa con una densità di popolazione consueta solo nei grossi centri urbani e che semplicemente non è concepibile alle nostre latitudini. Ma chiarito questo, il modello proposto non è distante da qualcosa che farei volentieri anche mio.

La parola chiave in tutto questo ragionamento è "Alptransit", una seconda potrebbe essere "rete telematica" ... e poi altre . A quel punto si potrebbero creare le condizioni per puntare ad una fase di ripopolamento di qualità, accompagnato da un'urbanizzazione compatibile con il nostro territorio (il pensiero di Alfiero: mono-, bi-familiare, etc) ...

Da quanto viene presentato dai promotori del progetto Parc Adula la regolamentazione urbana della zona periferica rimane in mano ai comuni (e bisogna lavorare e restare allerti che questo non cambi), mentre la regolamentazione della zona centrale qui c'entra poco (si tratta di un territorio limitato, ad alta quota, già regolamentato da un groviglio e da una sovrapposizione di diverse leggi cantonali, federali, comunali e forse anche patriziali che si farebbe bene a semplificare). Fermo restando che anche per la zona centrale è utile vigilare (le necessarie deroghe devono essere applicate) niente ferma il modello presupposto da Alfiero dal diventare concreto.

Un elemento di prudenza bisogna comunque introdurlo (è bello sognare ma almeno un piede per terra bisogna pur tenerlo). Tutti questi progetti (Parc Adula, Terme, Quercia, Ospedale, Campra, Campo Blenio, etc) sono e restano (almeno in parte) progetti. Per prendere il treno Alptransit bisogna passare dai progetti alle cose concrete.
Marisa
inserito il: 2.3.2014 20:50
Pensando e riflettendo su quale messaggio danno i patriziati ai patrizi, riguardo al Parc Adula, aspettano la carta? Mi sembra interessante capire se c'è un coinvolgimento, un'informazione visto la vastità del territorio che ci interessa, le misure preventive da prendere per tutelare eventuali espropri o quant'altro. Ancora una volta penso allo sviluppo che potrebbe portare la regolamentazione dettata dalle leggi sui parchi.
Anche per capire quale pensiero e quale direzione hanno al riguardo.
Il tempo non è molto. Credo che sia doveroso un dialogo anche in questo senso.
Fiordaliso
inserito il: 3.3.2014 18:55
La domanda di Marisa è lecita. Cosa pensano i Patriziati e cosa comunicano ai patrizi è una risposta che lascio a chi compete.

Se i Patriziati sono coinvolti o meno è però una domanda che può essere risposta facilmente (vedi link sotto). Consultando le informazioni disponibili in rete i Patriziati sembrano ben rappresentati nell'assemblea dell'Associazione Parc Adula e soprattutto nel Gruppo Operativo - nella figura di Nello Bruni - ai vertici dell'organizzazione. Posso solo presumere che se si fosse anche solo ventilata la possibilità di "espropri" da parte di Parc Adula le persone coinvolte si sarebbero già fatte sentire a gran voce.

www.parcadula.ch/it/Progetto-Parc-Adula/Gestione/G...
www.parcadula.ch/it/Progetto-Parc-Adula/Gestione/A...
Marisa
inserito il: 3.3.2014 22:21
Grazie.
Rimane comunque in me la voglia di capire, come chi ci rappresenta si sai fatto carico di coinvolgere nel corso degli anni i patrizi dibattendo sugli sviluppi e le prese di posizione, sulle eventuali decisioni da prendere o prese, nelle assemblee annuali.
Per un si o per un no, trovo che sia doveroso informare direttamente anche per essere preparati ad ogni evento.
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