Blenio Café
PARC ADULA
mara
inserito il: 27.12.2013 22:37
PARC ADULA - RETTIFICA
Nell’articolo dal titolo “Parc Adula, affollata la serata dibattito a Malvaglia sui pro e i contro", pubblicato nella Cronaca di questo sito in data 29.11.2013 e poi successivamente, in versione più completa, sul numero di dicembre 2013 del mensile "Voce di Blenio" (a p. 1 e 2) a firma Mara Zanetti Maestrani, sono purtroppo incorsa in un errore citando e riportando i dati esposti dall’economista Ronny Bianchi che, durante la serata-dibattito, aveva portato il suo apporto e le sue opinioni al numeroso pubblico presente.

Da nostre successive verifiche, risulta infatti che il numero di visitatori all’anno del Parco Nazionale dell’Engadina non è di oltre un milione, bensì di circa 150 mila (vedi il seguente interessante link: www.nationalpark.ch/go/it/about/chi-siamo/cifre-e-... ) .

La frase va quindi letta correttamente come segue: “… (circa 150 mila sono ora quelli che visitano annualmente il Parco nazionale in Engadina)”…
Mi scuso con i lettori per l’errore e ringrazio l'attento lettore che me lo ha segnalato!
Ronny
inserito il: 9.1.2014 2:11
Visto che sono i dati che ho esposto a Malvaglia, vorrei fare una precisazione perché anche i giornali li hanno riportato in maniera errata. Le priozioni in questione come cone le ricadute finanziarie dirette riguardano l'interna zona del Parc Adula e non solo la valle di Blenio
Team Parc Adula
inserito il: 16.1.2014 21:14
In merito all’articolo pubblicato su La RegioneTicino in data 14.01.2014, Un Parco di paletti, il Team Parc Adula desidera rispondere e, se possibile, fugare i dubbi espressi dagli intervistati.

Un’opportunità per la regione.
L’obiettivo del Parc Adula, in breve, è duplice: da un lato preservare il patrimonio naturale (Zona Centrale), dall’altro incentivare lo sviluppo regionale "sostenibile" ancorato alla valorizzazione del territorio (Zona Periferica). Noi crediamo con convinzione che un parco nazionale sia uno strumento che permetterebbe la valorizzazione di un patrimonio naturale unico e straordinario e che, al contempo, creerebbe i presupposti per ridare slancio a una regione che attraversa un periodo di difficoltà ben visibile agli occhi di tutti.

Un dialogo aperto con tutti.
I contenuti del progetto di parco nazionale Parc Adula, come più volte ribadito anche nel corso della serata informativa del 28.11.2013 a Malvaglia, saranno disponibili a partire dall’estate 2014 in quello che sarà il contratto tra i comuni e l’ente parco (associazione che raggrupperà un membro per ogni comune), ovvero la Carta* del parco, il documento sul quale gli abitanti saranno chiamati a votare il prossimo anno. Le serate informative (tra novembre e dicembre 2013 hanno avuto luogo 6 appuntamenti) confermano, una volta di più, che la vicinanza, il dialogo, la trasparenza e lo scambio critico con la popolazione rivestono un ruolo di primaria importanza per il progetto di parco. Attraverso queste opportunità d’incontro, attraverso i nostri uffici dislocati nelle 5 regioni, attraverso le nostre pubblicazioni (stampate e online), attraverso i rappresentanti del Gruppo Operativo e dell’Assemblea siamo impegnati quotidianamente a fornire spiegazioni e informazioni a tutta la popolazione. Invitiamo ogni cittadino che desiderasse approfondire un aspetto del progetto a contattarci.

Alcune precisazioni.
Sovente si nota tra la popolazione la presenza di idee o voci sul progetto che però non corrispondono a realtà. Alcune di queste voci sono anche state espresse nelle interviste riportate su La RegioneTicino. Ci teniamo a precisare che, per citare alcuni esempi, lo spargimento del letame con l’elicottero o l’utilizzo di asini per rifornire le capanne sono spunti emersi nel corso delle numerose discussioni che hanno avuto luogo all’interno dei gruppi di lavoro; queste proposte, semplici idee, non vogliono in alcun modo rappresentare quella che sarà la regolamentazione del parco. Sono, per l’appunto, idee a disposizione di chi desiderasse metterle in pratica per fare un passo ulteriore verso la sostenibilità. L’approvvigionamento alle capanne sarà comunque garantito, come attualmente è il caso, tramite elicottero.

Team Parc Adula

* La Carta rappresenta il piano di gestione per l’intera fase di gestione del parco, che dura dieci anni. È lo strumento che consente all’ente responsabile di gestire il parco e che permette al Cantone e alla Confederazione di valutare se conferire il marchio Parco e se accordare un eventuale sostegno finanziario. Nella Carta, i primi quattro anni della fase di gestione devono essere pianificati fin nel minimo dettaglio, affinché possano fungere da base per la conclusione di un accordo programmatico tra la Confederazione e il Cantone. Per i restanti sei anni, è richiesto un grado di pianificazione che consenta di stabilire se gli obiettivi prefissati potranno essere raggiunti entro la fine della fase di gestione decennale. La Carta deve mettere in evidenza le caratteristiche distintive del potenziale territorio da adibire a parco. Deve inoltre spiegare perché merita il riconoscimento di parco d’importanza nazionale da parte della Confederazione e perché dovrebbe ottenere il sostegno finanziario auspicato.
lo scriba montano
inserito il: 17.1.2014 0:37
Bene

fa piacere che a seguito del primo post datato 14 agosto 2006, per la prima volta il Team PA interviene anche su BC.

Comunque, mi sento di rendere attenti gli addetti ai lavori che i dubbi restano e sono forti.

Per non ripetermi, lascio ai responsabili di leggere i miei precedenti articoli, e lascio la competenza di fugare tutti i miei dubbi in precedenza espressi.

Che mi aspetto (e come me molti altri, almeno penso) è che oltre alle risposte su dubbi, ci si presenti degli spunti concreti e progetti con obiettivi di sicuro impatto, credibili e raggiungibili.

Sarebbe già qualcosa.
Team Parc Adula
inserito il: 20.1.2014 21:08
Gentile Scriba Montano, la invitiamo a fare una breve gita sulla pagina seguente:

www.parcadula.ch/it/Progetti-sul-territorio

Qui troverà tutta una serie di progetti che l'Associazione Parc Adula (alcuni non sono ancora stati inseriti, altri sono in attesa della traduzione in italiano) ha promosso, di cui alcuni in fase di sviluppo, altri già conclusi.
mara
inserito il: 29.1.2014 20:38
Cari utenti,
mi è stato segnalato un nuovo forum di discussione aperto in facebook, sul tema Parc Adula. Lo si trova al link:

www.facebook.com/pages/Parc-Adula-Non-cos%C3%AC/58...

Anche a me, come già scritto da alcuni utenti del forum Blenio Cafè di questo sito www.vallediblenio.ch, fa piacere leggere le risposte del Team Parc Adula che ora segue e legge BC. Sono sempre stata e resto convinta che uno schietto, civile e corretto scambio di opinioni, senza cadere in personalismi, può solo contribuire ad un sano dialogo e ad uno scambio di punti di vista in grado di far capire certe posizioni, cambiare opinioni, crescere e ricercare soluzioni comuni.

Trovo del resto normale che un progetto di tale entità, come lo sono altri in valle, crei e susciti opinioni diverse. Solo il confronto ci fa crescere.
Già che ci sono vi segnalo l'intervista apparsa sul settimanale "Cooperazione" del 4-21 gennaio a Samantha Bourgoin, capo progetto del parco del Locarnese.

Buona giornata,
mara
Team Parc Adula
inserito il: 30.1.2014 17:40
Gentili utenti, segnaliamo con piacere la pagina Facebook del Parc Adula, dove saremo lieti di ospitare opinioni, dubbi e domande da parte di chiunque fosse interessato a partecipare al dialogo, fondamentale, creatosi intorno al progetto di parco nazionale.

www.facebook.com/parcadulaofficialpage

Cordialmente

Team Parc Adula
alfiero
inserito il: 7.2.2014 23:48
Domanda: i patrizi possono proporre il dibattito in assemblea del loro patriziato ed arrivare alla conclusione di raccomandare o incaricare l’amministrazione di volere o non volere il parco. I patrizi che abitano in un comune interessato dalla votazione possono dire la loro anche nella votazione popolare mentre quelli che abitano altrove non possono farlo, sono quindi discriminati. E’ del tutto rispettato il diritto oggettivo patriziale, e il diritto soggettivo individuale di chi ha interesse di tipo privato o collettivo nella zona del parco ma non vi abita? Solo all’assemblea comunale compete la decisione? Non tutti sono in chiaro su questo, quindi grazie se qualcuno ha la spiegazione.

Buon fine settimana
marcello
inserito il: 8.2.2014 17:01
SASSO SAN GOTTARDO nelle cifre rosse
La notizia riportata su LaRegione di venerdì 7 febbraio 2014, purtroppo conferma ancora una volta come sia facile far credere al pubblico cifre e teorie da parte di chi pensa di sapere e leggere il futuro con assoluta e preoccupante sicurezza, soprattutto quando si tratta di vendere progetti e raccogliere consensi.
Nel dettagliato articolo, un cifra balza all’attenzione, a chi per natura ha sempre valutato certe sparate con la dovuta prudenza:
L’EFFETTIVA AFFLUENZA DI PUBBLICO TRE VOLTE INFERIORE ALLE PREVISIONI
E il Gottardo non mi sembra non goda di visibilità, per non contare i numerosi premi e riconoscimenti ricevuti da varie parti.
Il pensiero corre immediatamente alle cifre che i promotori ci stanno vendendo riguardo alla prevista affluenza di pubblico nella zona parco: 280'000 visite all’anno…
…difficile rimanere ottimisti….
Fiordaliso
inserito il: 9.2.2014 1:14
Certamente non posso dire di essermi mai convinto della bontà (a parte le buone intenzioni) del progetto Gottardo. Però paragonare un piccolo museo scavato nella roccia, in cima al Gottardo, raggiungibile solo percorrendo una strada accessibile per un limitato periodo dell'anno con un progetto di parco nazionale, un territorio ampio e ricco di contenuti interessanti, unici e spettacolari, con molte porte e vie di accesso, mi sembra un po' come paragonare una formica a un elefante (con il debito rispetto sia per la formica che dell'elefante).

Se l'intenzione era quella di squalificare i numeri proposti da Ronny Bianchi (280'000 visitatori) meglio sarebbe citare i numeri del parco nazionale dello Stelvio, del Gran Paradiso, del Berchtesgaden ... ma qui cascherebbe l'asino (e questa è solo un'espressione) ... perche i numeri di tutti i parchi nazionali sull'arco alpino raccontano una storia ben diversa, una storia di regioni simili alle nostre che son riusciti a trasformare un capitale naturale e culturale in una economia attiva e dinamica.
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