Blenio Café
PARC ADULA
Rasputin
inserito il: 13.5.2014 19:36
La reynoutria japonica, comunenmente chiamata poligono del Giappone
(sinonimi: fallopia japonica o polygonum cuspidatum) della famiglia delle poligonacee, è stata importata alla fine del 1800 in Europa per scopi ornamentali ed in seguito utilizzata in particolare sugli argini di fiumi, riali e terreni instabili allo scopo di rinfrancare il terreno.

Ottimo come commestibile; si posso fare buonissimi cannelloni ripieni, minestre ed in particolare delle ottime torte.

Si riproduce molto bene e cresce molto in fretta.
In ambienti temperati con buone condizioni di temperatura e umidità può crescere anche tra 10 e 30 cm per giorno, poi ad una determinata altezza si ferma (come tutti!)

Risulta molto difficile da estirpare (come tanti); la migliore soluzione è bruciarla sul posto dopo il taglio.
Trasportare la pianta e/o pezzi tagliati è molto rischioso in quanto i semi si spargono in modo incontrollabile (come spostare certa gente).

Ci voleva la scienza di PA per saperlo e intervenire. (ottima mossa di marketing!!!!)

Gli uffici federali preposti, già nel 1990 avevano redatto una carta di posizionamento della pianta su territorio svizzero.
Fiordaliso
inserito il: 11.5.2014 16:51
Son felice di leggere la precisazione di Marisa e sincerarmi che pure lei non sottovaluta il problema delle neofite. Certamente anche l'autorità cantonale si deve interessare di questo problema - nel frattempo il Comune di Blenio, il Parc Adula e altri se ne sono presi carico e per questo ricevono il mio plauso.

Come già scritto concordo con Alfiero: di questo tema non ne farei una polemica pro o contro il parco ... i temi sui quali discutere sono altri. Concordo soprattutto sul punto che non solo il Parc Adula deve ingaggiarsi nel dibattito pubblico. Solo con un aperto e chiaro confronto delle idee tra le parti interessate si potrà decidere se e come.

Una precisazione però va fatta. Citando il recente sondaggio viene indicata una disproporzione riguardo il sostegno al progetto tra le autorità comunali e il sostegno tra la popolazione. Fermo restando che un sondaggio è solo e resta solo un sondaggio (non si fa democrazia con i questionari) nel citato sondaggio non dice che la metà della popolazione è fondamentalmente contraria o critica verso il progetto. Se si legge con attenzione il documento pubblicato da WSL (www.wsl.ch/parcadula) si nota che in Valle di Blenio il 58% dei rispondenti si dichiara "favorevole" o "piuttosto favorevole" al progetto di parco nazionale mentre il 29% si dichiara "contrario" o "piuttosto contrario". Come scritto si tratta di un sondaggio (e come tale da prendere con le pinze) ma il dato espresso non è quello di una popolazione in Valle di Blenio contraria al progetto - tuttaltro.
Marisa
inserito il: 11.5.2014 14:17
Non sottovaluto il problema anzi voglio solo sottolineare ,che salvaguardare la natura e un dovere ,
E il Cantone giustamente se ne fa carico ,mi permetto di pensare che questo intervento può essere sostenuto anche da protezione civile , scuole in quei corsi per le giornate verdi ecc,
Investendo altrimenti eventuali energie ,
Camminando per i boschi dopo un inverno tanto nevoso ,e la desolazione
vi sono abeti sradicati,lungo molti sentieri .
alfiero
inserito il: 11.5.2014 14:11
Salve a tutti,

Beh, ma non so se sia il caso di farne una polemica del caso neofite, se sono invasive ci si può porre rimedio con o senza il parco, del resto orsi e lupi oltre che invasivi sono anche aggressivi e tutto fa parte della biodiversità, in che misura vada accolta o contrastata la metamorfosi della biodiversità, è questo il discorso serio a prescindere dei meriti e demeriti di chi se ne occupa.

L’urgenza spetta al chiarimento delle ragioni dei benefici e degli inconvenienti che il parco potrebbe portare.

Infatti, caro Team del parco, (8.5.2014 14:26) voler avere già ora, un opinione ragionata e definitiva non pare essere né facile né giusto. Non sono ancora presenti le info e le decisioni necessarie.

Va detto che il compito di informare non spetta tutto al Team del Parco. Ai patriziati spetta una parte di questo compito che, a mio parere, dovrebbe consistere nell’instaurazione, nel loro ambito, del flusso di informazioni discendente ma anche ascendente per poi giungere ad una condivisione degli atteggiamenti e quindi ad una raccomandazione di voto ai patrizi.

Cosi dicasi dei comuni, il cui feeling fra l’autorità più favorevole al parco di quanto lo sia la popolazione (metà della quale secondo il sondaggio è scettica o contraria) è insufficiente (in modo dimostrato quindi). La metà della popolazione contraria si sente orfana di protezione istituzionale.

Se la carta del parco è un contratto, ognuno stia dalla propria parte, per popolazione e istituzioni locali la dirigenza del progetto del parco è la controparte.

Il parco può essere respinto o accettato, è il gioco della democrazia, ma non auspicabile a prezzi e condizioni ignoti o seminoti all’ultimo momento.

C’è chi trova poco male se la votazione venisse posticipata, se il tempo per informare e discutere stringesse. Importante, secondo me, è capire prima della votazione la volontà della popolazione quando sarà conscia delle condizioni. Per necessità della nostra realtà ambientale occorre pensare che a farlo funzionare, il parco, oltre alle imposte qualcuno deve poi restare.

Buon pomeriggio
Fiordaliso
inserito il: 11.5.2014 12:23
"Il Parc Adula si fa promotore di un progetto per contrastare le neofite invasive, ovvero quelle specie di piante estranee al nostro territorio che stanno progressivamente invadendo il sottobosco".

Questo è in riassunto il messaggio del post riportato qui sotto dal Team Parc Adula.

Il problema delle neofite invasive è un problema reale anche per la Valle di Blenio (e se Parc Adula se ne interessa benvenga). Con il cambiamento climatico queste specie si sono man mano insediate in quasi tutto il territorio cantonale e progressivamente, anno dopo anno, si possono rilevare ad un'altitudine superiore. Da quanto riportato su tio.ch alcuni focolai di Reynoutria japonica e Solidago gigantea sono già stati rilevati nei sottoboschi della Valle di Blenio e quindi un azione di contrasto si rende necessaria per preservare il nostro sottobosco prima che sia troppo tardi e soprattutto troppo costoso.

Sottovalutare il problema è semplicemente un errore che pagheremo a caro prezzo più in la nel tempo - sempre che preservare il nostro sottobosco sia un obbiettivo comune a tutti.

Non voglio indagare qui le ragioni di tale miopia, ma se l'intenzione è sminuire l'operato di Parc Adula mi sembra di poter affermare che questo è il tema sbagliato. Nell'interesse collettivo le neofite invasive devono essere contrastate adesso e non dopo che hanno invaso il territorio.

Se l'intenzione è attacare il progetto Parc Adula meglio sarebbe concentrarsi su quei temi che ancora devono essere chiariti, ma se Parc Adula ne fa una giusta (in questo caso contrastare le neofite) se proprio non si vuol darle plauso si potrebbe almeno non sminuire quello che invece rappresenta un problema reale.

Personalmente accolgo con favore l'iniziativa di contrastare i focolai di neofite invasive sul nascere, chicchesiano i promotori ... il fatto che tra questi vi sia il Parc Adula mi può solo rallegrare.
Marisa
inserito il: 11.5.2014 7:43
In Svizzera, le zone situate a bassa altitudine e la cui copertura forestale è estesa, presentano in media meno specie neofite rispetto alle aree più povere di copertura forestale (figura 3). La ragione di questa differenza? La maggior parte delle piante neofite si trova al di fuori dell’area forestale. Infatti, ad esempio, nella zona residenziale di Zurigo la percentuale delle specie neofite raggiunge circa il 50% (Landolt 2001), mentre essa raggiunge solo l'8% nelle foreste immediatamente circostanti.
La figura 2 mostra la distribuzione e la varietà delle neofite in funzione della quota, elaborata in base ai dati attuali del sistema di monitoraggio della biodiversità in Svizzera (MBD). Il grafico mostra che le neofite sono specialmente presenti nelle zone situate a bassa altitudine. Le loro specie sono numerose specialmente in Ticino. Le foreste di pianura delle zone calde, in particolare nel Ticino, sono quindi molto più frequentemente esposte all’invasione di piante neofite rispetto alle regioni di montagna.
Marisa
inserito il: 10.5.2014 18:21
I pascoli le alpi le sorgenti e quant 'alltro offre la natura ,non c'è niente di accademico in questo ,
Semplicemente un desiderio di difendere il frutto del umile lavoro ,
Di chi ci ha preceduto ,bisogna essere realisti e captare il pericolo ,
Di un eventuale Parco questo avverà a scapito di molte nostre risorse ,i divieti e confini sono l' unica cosa che ci viene da tutto questo .
La filosofia di chi conduce il progettoPabrc.. Sta nel imbonirsi una parte importante di persone ,le quali probabilmente non danno il valore di quanto sia elevato il rischio ,nel lasciare che questo vasto territorio. Venga per così dire privatizzato.
Da gente che vuole solamente avere il potere su tutto quanto .

Eventuali progetti come ben si sa erano in proposta ,ed erano al passo con uno sviluppo ,
Inglobato nel territorio e non a scapito di un sistema di vita rurale .

(Interessante vero il fatto di combattere le neofiti ) ma da quel che ho potuto documentari nella zona che interessa il parco non incombe tale pericolo visto che la zona "parco" situata in alta montagna
marcello
inserito il: 10.5.2014 18:19
Caro Marco, una cosa mi tranquillizza, non saranno di certo i tuoi costruttivi interventi a far cambiare idea ai parco scettici!
Team Parc Adula
inserito il: 9.5.2014 11:54
Gentili utenti, ecco un interessante progetto promosso dal Comune di Blenio, dal Cantone in collaborazione con il progetto Parc Adula.

www.tio.ch/News/Ticino/790014/Interventi-contro-le...
Marco
inserito il: 8.5.2014 23:27
ci risiamo con Marcello che blatera la solita solfa come fa da 8 anni a questa parte, ma tant'è...
PARC ADULA
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