Blenio Café
PARC ADULA
marcello
inserito il: 12.4.2014 19:35
Evidentemente ognuno è libero di pensarla come meglio crede sulla validità del progetto, un progetto che al di là di un semplice marchio, ancora non ha né dimostrato né tanto meno realizzato qualche cosa in grado di creare la differenza,
leggere la favola del signor Vigne, mi son fuggite delle sane ghignate, ma tant’é… ridere fa bene allo spirito….
Una cosa vorrei che mi spiegasse il signor Vigne, quando cita dei possibili agenti interni ed esterni che potrebbero degenerare e compromettere la nostra dignità e libertà, che verrebbero tutelati solo grazie ai divieti previsti nel prospettato parco, rimango in trepida attesa e auguro a tutti un sabato sera rilassante.
Fiordaliso
inserito il: 12.4.2014 10:39
Ecco cosa ne pensa delle opportunità presentate dal progetto Parc Adula l'operatore del turismo in Mesolcina e Calanca. Quello che funziona da una parte non è detto che funziona dall'altra, ma sarebbe interessante sapere cosa ne pensa l'operatore del turismo in Valle di Blenio. (apparso su LaRegione questa settimana, 5-4-2014).

"PARC ADULA, VERA OPPORTUNITÀ PER IL MOESANO"

di Christian Vigne, direttore Ente turistico regionale del Moesano

Le valli Mesolcina e Calanca che, con Blenio, Surselva e Viamala rientrano tra le aree che comporranno la regione del Parc Adula, avranno la fortuna e l’opportunità di sviluppare il proprio territorio – in termini economici, sociali, ambientali e turistici – grazie al marchio del quale potremo fregiarci. Un vettore d’attrattiva unico ed estremamente forte. Nel senso puro dello sviluppo sostenibile, al quale il progetto di parco si affaccia, le due valli del Moesano potranno avvalersi finalmente di nuove opportunità, concrete, che daranno avvio a un interessante iter di benefici economici rivolti alla crescita, valorizzandone al tempo stesso l’autenticità alpina svizzera e l’intero territorio. Mettere in valore le risorse naturali in chiave economica, sociale e istituzionale potrà soddisfare i bisogni delle generazioni attuali, evitando di compromettere la capacità delle future di soddisfare i propri.
In questo modo la sostenibilità dello sviluppo è incompatibile in primo luogo col degrado del patrimonio e delle risorse naturali.

Ma anche con la violazione della dignità e della libertà di chi vi risiede. Appunto, la libertà che tanti temono verrà meno con la concretizzazione del progetto Parc Adula, che invece proprio grazie a questo verrebbe tutelata, anzi, resa immune verso gli agenti interni ed esterni che potrebbero degenerarla e comprometterla.

Parc Adula vuol significare quindi uno sviluppo sostenibile interamente a favore della popolazione residente, ciò che conferma sopra ogni cosa una reale opportunità per tutti; nondimeno quella di creare nuova occupazione e di inserirsi in un contesto economico già esistente. Sarà inoltre la vera occasione per realizzare nuove opportunità di sviluppo di prodotti locali, forti, unici ed economicamente sostenibili e allettanti, interrompendo così quell’emorragia, oramai più che naturale, del pendolarismo legato al posto di lavoro fuori valle e dello spopolamento.

In termini turistici, ai quali il nostro Ente regionale si rivolge, la concretizzazione del progetto e il label di Parco nazionale ad esso legato saranno la vera occasione per rafforzare la nostra immagine quale regione turistica, integrata in una realtà molto più ampia e forte, che avrà modo di strutturarsi e presentarsi sul mercato in maniera nuova.

In termini economici e turistici il Parco sarà anche un incentivo a creare nuove strutture ricettive dislocate sul territorio, recuperando strutture oggi non utilizzate, rivalorizzandole e ricollocandole sul mercato, o costruendone di nuove. In questo modo sarà finalmente possibile delocalizzare l’attuale concentrazione di strutture d’accoglienza prevalentemente presenti nelle due sommità vallerane.

Sarà altresì linfa per i commerci, che oggi vedono, laddove possibile, due soli periodi di ‘alta stagione’, durante i quali, se la meteo è favorevole, riescono a lavorare a pieno regime. Mentre durante il resto dell’anno sopravvivono, o addirittura abbassano le saracinesche nei ‘periodi morti’. Il Parco darà infatti anche a loro l’opportunità di riorganizzarsi e di rigenerarsi, beneficiandone largamente in termini economici di scala, prolungando così i periodi di attività cosiddetti forti, grazie alla creazione di nuovi flussi di ospiti.
Marisa
inserito il: 12.4.2014 8:29
Cosa può significare un risultato ad un sondaggio con un 12 percento; anzitutto si sa che non portano quasi mai un esito veritiero, tanto che mi chiedo lo scopo di spendere in quella direzione.

Bisogna aspettare la carta, intanto si pubblicizza il Parco come una realtà esistente (in fondo tutto già c'è) manca solo un'onerosa firma che sembra essere il solo riscatto ad un investimento milionario.
Non riesco ad immaginare con i problemi che la realtà di vita presenta, cosa ci si aspetta? Quale illusorio sviluppo può portare viste le leggi che sono presenti in tale progetto.
Team Parc Adula
inserito il: 11.4.2014 10:23
Caro Alfiero, ovviamente nessuno pretende che tu, come tutti coloro che saranno chiamati a votare, vada a leggerti l'intera documentazione della Charta. Proprio per questo sarà preparata una versione breve della stessa, contenente l'essenziale per poterti fare un'idea su cosa comporterà la votazione. Per coloro che vorranno invece approfondire determinati punti, la Charta sarà a disposizione nella sua interezza presso il Comune di residenza come pure sul sito web www.parcadula.ch.

Team Parc Adula
alfiero
inserito il: 11.4.2014 9:40
Ma la sola proposta di creazione di un parco nazionale è una partecipazione eccezionalmente corposa alla cosa pubblica, il sondaggio ha confermato l’opinione diffusa circa l’informazione, e così confermato anche da fonti superiori, si auspica l’assunzione di responsabilità nella partecipazione alla cosa pubblica, da concretizzare con una informazione incoraggiata e moderata dal Team del parco, che vada oltre il rimando alle ordinanze federali e alla carta del parco. Scusate éh…… io sono pigro …… e non andrò a leggermi tutto. In caso di dubbio resterò come si dice in dialetto “nei primi danni”
Fiordaliso
inserito il: 10.4.2014 18:32
Sottoscrivo quanto espresso da Mara, indipendentemente dall'opinione che ognuno di noi possa avere, in democrazia la partecipazione alla cosa pubblica è una questione di responsabilità.

Sono anche d'accordo sul fatto che un sondaggio lascia un po' il tempo che trova, l'esperienza insegna che il voto vero e proprio è spesso tutt'altro affare. Nondimeno è un'indicazione utile per ragionare – "tastare il terreno" – e credo che questo risultato illustri abbastanza bene come stanno realmente le cose e come stanno gli umori per le strade e nelle case.

Il punto non è tanto che il sondaggio abbia riscontrato solo il 12.6% (la maggior parte dei sondaggi vengono eseguiti su campioni anche molto più piccoli) e non bisogna confondere un sondaggio con un voto popolare … ma il punto è che frequentemente i risultati delle votazioni riportano percentuali di partecipazione del 50%, del 40% o anche del 30%.

Personalmente mi rallegro del risultato pubblicato oggi, ma di certo non credo si possa cantar vittoria con i sondaggi. Soprattutto mi auguro che il giorno della votazione vi sia una sana e piena partecipazione popolare. Se, come ci ricorda Mara, noi cittadini ci assumeranno le nostre "responsabilità", indipendentemente dall'esito, avremo tutti qualcosa per cui gioire.
mara
inserito il: 10.4.2014 17:21
Eppure io penso che il voto è anche un atto di responsabilità. Un cittadino dovrebbe sentirsi in dovere di dire la sua, di votare. Specie in progetti e temi che lo riguardano da vicino.
Inutile poi lamentarsi se le cose non vanno come avrebbe voluto, ma lui stesso per primo non ha votato.

Certo che, detto per inciso, certi recenti eventi a livello federale dove la volontà popolare viene calpestata non sono edificanti e alimentano le file degli astensionisti.

I sondaggi, come noto, lasciano spesso e volentieri il tempo che trovano, sono indicativi e utili per tastare il terreno in un determinato momento, ma non sono proiettabili in termini di risultati della votazione finale.
alfiero
inserito il: 10.4.2014 17:05
Il peggior risultato della votazione, nel 2015, credo che sia l’accettazione con una maggioranza risicata. Ed è ciò, più di ogni altra cosa, che il sondaggio purtroppo evidenzia. Questo vorrebbe dire che il 51%, ma solo dei pochi votanti , imporrebbe un modello di gestione del territorio che la maggioranza della popolazione non vuole.
Team Parc Adula
inserito il: 10.4.2014 15:38
Ringraziamo le gentili moderatrici per aver pubblicato così celermente i risultati del sondaggio dell'istituto WSL e la presa di posizione del Team Parc Adula.

Siamo soddisfatti dei risultati nel loro complesso, anche se il responso della Surselva ci dice che c'è ancora molto da fare a livello informativo: uno spunto valido che faremo nostro fin da oggi.

Il livello di partecipazione si situa, parole del WSL (che, a scanso di equivoci, ricordiamo essere un organo indipendente dal Parc Adula) nella media di questi tipi di sondaggio; anche questo dato fa ben sperare per il futuro prossimo.

Un caro saluto

Team Parc Adula
Marcello
inserito il: 10.4.2014 14:38
Anche su FaceBook trovate parecchie cose interessanti:

www.facebook.com/pages/Parc-Adula-Non-così/5854994...


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