Blenio Café
PARC ADULA
Paolo
inserito il: 20.11.2016 19:35
Caro/a Adula,
la promozione come quella di Cevio, Airolo e Faido è anche qui di attualità. Ma perché la vedi come alternativa al Parco? Direi che con il Parco, che promuoverà la valorizzazione territoriale ed un nuovo stimolo all’economia, sarà più facile essere attrattivi. Venire in valle e fare i pendolari non è scelta scontata, ma chi andrebbe a vivere nei paesini delle valli dove i negozi ed i ristoranti chiudono? La qualità di vita non è fatta solo di aria fresca, ma anche presenza di servizi adeguati.

Caro Devittori,
Mirtillo ha ragione: è possibile che lei stia recitando una parte. Rilegga pf il copione (Charta) ed eviti di fare terrorismo. Se vuole fare citazioni le faccia in modo corretto:
pag. 121 Charta: gestione ( e non diminuzione) del flusso di visitatori
pag. 169 Charta: auspicate (e non imposte!) soluzioni di mobilità in grado di ridurre il traffico individuale e di favorire il passaggio ai mezzi pubblici di trasporto: io penserei alla mobilità elettrica, al potenziamento dei trasporti pubblici, ecc. Legga bene anche il punto 3.1.3.4 poco dopo….

Caro Alfiero,
il PA crea solo i posti per il funzionamento dell’associazione. Sarà semmai l’economia a crearne altri. Citi Blenioart che, guarda caso, vede nel Parco delle ulteriori possibilità di sviluppo dell’economia regionale.

E Foletti? Non ha fatto altro che dare coerenza alla filosofia che fu dei vari Bignasca, Giudici ecc: incitare le regioni affinché diventino autosufficienti per poi ridurre progressivamente i versamenti che Lugano fa al fondo di livellamento. Un concetto di competitività territoriale (di masoniana memoria)dove tutti devono trarre il meglio dalle loro possibilità e non rivendicare sempre e solo sussidi…magari per progetti che poi puntualmente falliscono.
Mi sembra principio condivisibile. Per noi vallerani dovrebbe essere una questione di dignità (aiutati che il ciel t’aiuta) ma dalle reazioni sembra non lo sia…
Scriba
inserito il: 20.11.2016 18:33
Certo Alfiero ma il PA non esclude questo e altro, diamoci una mossa e siamo fiduciosi !! Leggete la Voce di Blenio appena arrivata, quanti giovani credono in questo progetto e al futuro della Valle. Non lasciamoci scoraggiare. Un convinto SI nell'urna :)
alfiero
inserito il: 20.11.2016 17:55
Il Sindaco di Cevio ha ragione, ma il PA di posti di lavoro prevedi di crearne pochi, si deve andare in altra direzione per creare dei posti di lavoro, BLENIO/ART da sola e un esempio, stimo che ne abbia creato tanti quanti ne vorrebbe creare il PA in tutti i comuni del PA
mirtillo
inserito il: 20.11.2016 16:34
Scusi, ma sta recitando una parte o veramente crede quello che scrive?
Elio Devittori
inserito il: 20.11.2016 15:59
Sul settimanale “Il Mattino” di oggi c’è un articolo di un Municipale di Lugano, nonché Granconsigliere, Michele Foletti. Tratta i Bleniesi come mendicanti e dice che è ora che la smettano con questo atteggiamento.
Ora capisco perché lui è favorevole al Parc Adula: per rinchiudere nel Parco i mendicanti e come buona uscita dal resto del Cantone gli si concede il Marchio per la grande visibilità che porterà, così anche i paesi più lontani, con pochi diritti, vedranno che anche da queste parti ci sono esseri in cattività o quasi. Ma non è un dramma, perché secondo Foletti “Libertà e autonomia comunali sono slogan privi di contenuto”, così si legge sul Mattino. Complimenti!
Il Parc Adula non ci farà progredire nel benessere, è un’illusione perché ci vogliono educare in tutti i campi per vivere nella natura e con la natura, bisogna avere un comportamento Parco-compatibile, tutto per la natura. Con queste idee e nel rispetto di leggi e ordinanze annesse, secondo la loro interpretazione, lo sviluppo è frenato.
Se dev’essere Parco, ossia natura, bisogna limitare il flusso delle persone (pag. 121), limitare il traffico (pag. 169), limitazioni ad attività, proibizioni, obblighi, ecc..
Se dev’essere Parco, si può pensare ad una Valle senza o poco turismo, la metà degli abitanti, la chiusura invernale del Passo del Lucomagno per non disturbare i selvatici, la rimozione degli impianti di risalita, per gli stessi motivi, e altro.
Sarebbe l’ideale e la gioia dei grandi ideatori di Parchi.
Penso che nemmeno i nostrani sostenitori del PA, al momento, sarebbero disposti ad accettare così tanto fanatismo. Bisogna però ricordarsi che Berna paga, Berna comanda, e i bleniesi ubbidiscono. Votando sì, però, si va in questa direzione.
mirtillo
inserito il: 20.11.2016 15:56
www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Abita...
e forse alla fine si potrebbe considerare anche il Parco...
Adula
inserito il: 20.11.2016 15:05
Ciao a tutti

visto che la mia provocazione riguardante i posti di lavoro di laureati in Valle presso la Scuola media e l'Ospedale bleniese non ha suscitato dibattito, provo con un'altra provocazione che potrebbe anche essere un progetto alternativo al Parc Adula:

lanciare la Valle di Blenio con una campagna di marketing sostenuta dai 3 Comuni, da OTR Bellinzona e Valli e da ARS-Bellinzona e Valli per invitare gli abitanti del Ticino (Mendrisiotto?) a venire a stabilirsi in Valle. Sostenendoli anche nella ricerca di un terreno o di un'abitazione da ristrutturare. Insomma, un progetto a largo respiro, dove al centro c'è la nostra valle e le sue peculiarità.

Copiando quanto fatto a Cevio e quanto sta facendo Faido, con qualche atout in più (visto che la nostra Valle è talmente bella che ne vogliono fare un parco...).

Qui di seguito riporto l'articolo apparso sulla Regione di venerdì 18.11.16
FAIDO VUOLE PIÙ ABITANTI

Prendendo spunto da quanto fatto un paio di anni fa a Cevio e Airolo, anche Faido si prepara a una campagna promozionale per attirare nuovi abitanti. Presentando il preventivo 2017, il Municipio spiega infatti di essere al lavoro per migliorare alcune tematiche che potrebbero avere effetti positivi sulle finanze comunali: si punta in particolare ad aumentare il numero di case e, conseguentemente, di abitanti. «Stiamo individuando le zone idonee a livello di Piano regolatore e stiamo effettuando una raccolta di informazioni sui fondi privati disponibili. A inizio 2017 coinvolgeremo i diretti interessati per capire se c’è la loro disponibilità, per poi prendere contatto con uno specialista di comunicazione e lanciare una promozione mirata della residenza primaria», spiega, da noi contattato, il sindaco Roland David. Non è escluso, aggiunge, che in un secondo momento il discorso possa allargarsi anche agli immobili già esistenti. «Per noi è importante portare le famiglie a Faido. C’è potenziale e abbiamo ancora una buona qualità di vita, nonché comodi collegamenti», continua il sindaco. Oltre alle residenze primarie (importanti per l’economia della regione soprattutto ora che il numero delle residenze secondarie è congelato dalla Lex Weber) e all’insediamento di aziende che generino indotti economici, «ciò che potrebbe veramente cambiare il destino della nostra regione è l’arrivo del Museo di storia naturale», sottolinea David. Ricordiamo infatti che è pendente la candidatura del Comune leventinese a ospitare le collezioni in cerca di nuova ubicazione negli ex hotel Suisse e Milano.
mirtillo
inserito il: 20.11.2016 12:26
Morpheus: "È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.“
alfiero
inserito il: 20.11.2016 10:01
Non è mica stato troppo gentile, con i Bleniesi, Michele Foletti sul settimanale di oggi, che, con quell'articolo degno di una NZZ, tende a distruggere i valori culturali, ma anche istituzionali di una valle, buona, sembrerebbe, solo per farne un parco selvatico. Ma mi fa molto piacere perché meglio di così non si poteva parlare per far capire ai bleniesi di votare no al PA, perché il nostro piglio possa crescere e diventare più influente.

La storia la scrive chi guarda al futuro? ecco perché si deve chiudere il nostro ospedale e ingrandire quello di Lugano

L'autonomia dei comuni delle valli è irrilevante? ecco a cosa serve inventare il PA.

I valori, tutti i valori della comunità umana, di una valle, sono solo illusori? tanto vale deprimerla affinché prima o poi si rassegni.

Viva il PA, sembrava volersi dire il primo scorso, mettendo in guardia da quei vallerani che potrebbero tirare il freno a mano. Ma forse quel, freno a mano, lo si sta tirando contro la volontà di determinazione di alcuni di noi a voler scrivere il nostro futuro.
alfiero
inserito il: 19.11.2016 17:48
leggendo sul giornale di oggi il titolo "tra frustrazione e speranza" ho pensato ad un testo contro il parco, perché la frustrazione è davvero diffusa e la speranza è sempre tale senza un gran che di nero su bianco che possa far pensare ad una sua realizzazione.

Invece la frustrazione di cui si parla è quella di chi vuole il parco a causa dei contrari che non saprebbero discutere in termini ragionevoli. Non sono pochi i contrari per poter pensare ad un gruppetto diversamente intelligente, Va anche detto che a qualcuno incombeva il compito e il dovere di organizzare e governare il discorso. Invece, come diceva Jor Milano nei suoi spettacoli "spiegazion vien dopo", (era il tempo in cui si attendeva la carta) arrivata la carta, logicamente non era più possibile mettere sul tavolo del dibattito gli argomenti veri da trattare per sapere se il parco è o no un'opportunità.

Inutile chiedersi se hanno letto la carta (ma chi la letta tutta sta' carta?), non ci sono contrari per partito preso, ci sono contrari che hanno esposto le loro ragioni e le loro alternative. Il tempo per parlare di rallentamento dello spopolamento è passato, occorre attivarsi per favorire il ripopolamento come fanno i Valmaggesi, dopo aver respinto il parco, e Faido dopo essere stato privato dai vantaggi della FFS.

Non so quanto serve valutare le "occasioni perse" con i criteri di oggi e le condizioni di oggi, a quei tempi si parlava di scarsità di mezzi, non di scarsità di intraprendenza, ed ancora una volta si ritorna al campo delle 7 pertiche: oggi come allora ci sono le occasioni che stiamo perdendo, la media Blenio ne è ricca, oggi come allora per sfruttare queste occasioni ci vuole la collaborazione di tutto il cantone e oltre. (Pensiamo forse che il parco potrebbe realizzarsi senza l'appoggio del Cantone, della confederazione, delle varie associazioni, dei partiti, degli uomini politici ecc.? saremmo presuntuosi!).

Oggi possiamo dire che a poter dirsi frustrata è l'assemblea patriziale che non è stata interrogata, sono i contrari che non sono stati ascoltati prima, sono i contrari che (scriveva, in ben altro contesto, Tito Tettamanti che non è d'accordo di utilizzare i soldi destinati alla cultura per l'indottrinamento) vedono i soldi pubblici sostenere la sola fazione del si, sono i comuni con minor competenza decisionale, sono le generazione future che escono dalle università ma trovano meno potere decisionale da esercitare, sono ancora una volta i contrari che si vedono beffati dalla strategia di attaccare i contrari piuttosto che analizzare le osservazioni da loro portate. Io non credo che sia un vantaggio, per un futuro da vivere uniti e costruttivi, il dare per scontato che i favorevoli siano illuminati e i contrari zoccoloni retrogradi.
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